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до свидания

Quest’anno maledetto non finisce più.

Cos’è il Coro dell’Armata Rossa (il Post)

Ricordiamolo con un paio di classici:

E un paio di canzoni moderne:

Leonid Kharitonov, che avete sentito nelle esibizioni più vecchie qui riportate, ha rilasciato un video di condoglianze per i membri del Coro di cui ha fatto parte per vent’anni (sottotitoli in inglese):


Prince in Batman

Non sono mai stato un fan di Prince, o dell’artista un tempo noto come Prince, o comunque lo si voglia chiamare, ma le sue canzoni Trust e Partyman fanno da colonna sonora alle migliori scene del Joker in Batman, e me le porto dietro da quando ero piccolo. Perciò, un piccolo omaggio a Prince era dovuto.

Aggiornamento – Toh! Non sapevo ci fosse un videoclip ufficiale di Partyman:


I miei dischi dei Motörhead, pt. 2

boneshaker

E finalmente ecco la seconda parte! Procediamo con i successivi vent’anni dei Motörhead. Ero rimasto a Sacrifice, album del ventesimo anniversario; dopo quest’album cominceranno a festeggiare ogni cinque anni, sfornando un patrimonio di concerti su cd e dvd. Come dicevo alla fine dell’articolo precedente, gli anni Novanta sono un periodo favoloso, i Motörhead continuano a incidere dischi di alto livello con la nuova formazione a tre (Lemmy, Phil Campbell e Mikkey Dee) e consolidano definitivamente il proprio “stile di lavoro”. Almeno per quanto riguarda la produzione musicale, non conosceranno più crisi. Continua a leggere


I miei dischi dei Motörhead, pt. 1

motorhead covers

Questo articolo avevo intenzione di scriverlo già da tempo, quando mi proposi di aumentare gli articoli di musica con alcune discografie ragionate, quelle in mio possesso. Avevo iniziato con i Metallica, che stavo riascoltando dopo anni; tra le bozze, il prossimo sarebbe stato su Henry Rollins, e a seguire di altri gruppi, dai Pantera ai Sepultura, dai Black Sabbath ai Soundgarden, e così via. Questo sui Motörhead, che nelle intenzioni era il più importante, perché la band di Lemmy è sempre stata la più importante per me, lo avrei comunque rimandato a quando avrei avuto tempo di riascoltare oltre venti album, quindi era previsto per il 2016 inoltrato.

La morte di Lemmy e la conseguente scomparsa dei Motörhead cambiano tutto. Non vorrei essere melodrammatico, ma se n’è andato non solo un pezzo della storia del rock, ma anche un pezzo della mia storia, e di tutti quelli che hanno avuto la musica dei Motörhead accanto in tanti momenti della loro vita, come una furente colonna sonora. Inoltre, Lemmy è stato davvero una fonte di ispirazione: pur non avendo la minima attitudine a imitarlo, specie nei suoi eccessi, ne ho sempre ammirato la libertà di spirito, la sincerità e la sfacciataggine, quell’aura di anarchia individuale contro tutti i dogmi e i conformismi. E il look: ho sempre adorato il suo taglio di barba, la cintura di proiettili, la croce di ferro, gli stivali bianchi coi pantaloni neri (di una tamarrìa incredibile, e quindi ottimi per un amante del kitsch come me), oltre alle classiche chicche rocchettare. Per non parlare del simbolo del gruppo, lo “Snaggletooth” creato dall’artista Joe Petagno e reinventato costantemente per quasi tutte le copertine. Continua a leggere


God is dead.

 

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Dio è morto!
– Nietzsche

Fratelli e sorelle del rock, è un triste giorno. Lemmy Kilmister, fondatore dei Motorhead, cantante e bassista, icona del rock duro e di una vita di eccessi che incredibilmente non ti ammazza prima dei trenta nonostante tutto, è morto. Giusto pochi giorni fa avevamo festeggiato i suoi 70 anni. Per me è stato importantissimo, il mito musicale per eccellenza, più di tutti gli altri. Con lui oggi muoiono anche i Motorhead e si chiudono quarant’anni di storia del rock, quel “heavy rock” tipico della band di Lemmy che riuniva heavy metal, punk e hard rock. Mi piaceva così tanto che ho tutti i dischi su cui sono riuscito a mettere le mani nel corso degli anni, e pure diversi dvd e libri. Voglio ricordare Lemmy non con la classicissima “Ace of Spades”, inno dei Motorhead, bensì con la canzone che più di tutte esprime lo spirito di Lemmy, in tutti i sensi, specie nell’ironia che, da buon inglese, non gli mancava di certo. Riposa in pace.

Brothers and sisters of rock’n’roll, it is a sad day. Lemmy Kilmister, founder of Motorhead, singer and bass player, icon of hard rock and of a kind of extreme lifestyle that incredibly doesn’t kill you before 30, is dead. Just a few days ago, we celebrated his 70 birthday. To me, he was over the top, the greatest myth in music, more than everyone else. With him, today Motorhead dies too. A forty-years rock history, ends. I deeply loved that “heavy rock”, mixing heavy metal, punk and hard rock, so typical of Motorhead. I got all the albums, dvd’s and even books I could get over the years.

I want to remember Lemmy not with the classical Ace of Spades, Motorhead’s hymn, but with a song that best represents the spirit of Lemmy, in every sense, especially irony, that, as a good english man, he had. Rest In Peace.

If you squeeze my lizard
I’ll put my snake on you
I’m a romantic adventure
And I’m a reptile too

But it don’t make no difference
‘cos I ain’t gonna be, easy, easy
the only time I’m gonna be easy’s when I’m
Killed by death

I’m a lone wolf ligger
But I ain’t no pretty boy
I’m a backbone shiver
and I’m a bundle of joy

But it don’t make no difference
‘cos I ain’t gonna be, easy, easy
the only time I’m gonna be easy’s when I’m
Killed by death

Articoli sulla morte di Lemmy

BlabberMouth: MOTÖRHEAD’s LEMMY Dead At 70

la Repubblica: È morto Lemmy Kilmister dei Motorhead. “La band è finita”, annuncia il batterista

Spin: Motörhead’s Lemmy Dead at Age 70

Rolling Stone Italia: È scomparso Lemmy Kilmister, leader dei Motörhead

Internazionale: È morto Lemmy Kilmister, leader del gruppo rock Motörhead

Altri articoli

L’ultimo concerto (da Ultimate Classic Rock)

L’ultima intervista (da Rockol)

Il suo posto riservato a vita al Rainbow Bar & Grill (da 9gag)

30 momenti storici di Lemmy (da Ultimate Classic Rock)

“I don’t drink milk” (tribute of Valio Milk from Finland)

Aggiornamento

Lemmy Kilmister Memorial Service (veglia funebre del 9 gennaio 2016)

 


Quattro e così sia

Questo doveva essere il mio anno fortunato, ma non ne ho approfittato. Non mi sono dato da fare come dovevo e, anzi, forse mi è andata pure maluccio. Invece le prospettive per il prossimo sono più serene. Se non altro, perché ho pagato tutti i conti che avevo da pagare e mi sento molto più tranquillo. Adultità pur vuol dire veder volare via i denari per conti che da bambino non erano. Adunque alle volte rimpiango l’infanzia, quando tutto era a carico dei genitori e il mondo pareva esistere sol per me… 😛

Dal punto di vista del blog, stranamente sono riuscito a fare almeno in parte ciò che mi promisi l’anno scorso: un po’ più recensioni disco/cinematografiche, un po’ più articoli poderosi e ponderosi. Spero di continuare così anche quest’anno. Talvolta penso di cambiare nome al blog, ma ormai non conviene più. Questo è troppo significativo.

Per festeggiare, vediamo un po’. Una scoperta davvero carina è stata EPIC RAP BATTLES OF HISTORY, canale video di un duo comico musicale americano, Nice Peter ed Epic Lloyd, due rapper bianchi che, con l’aiuto di altri artisti, hanno dato vita ad esilaranti battaglie rap tra personaggi famosi. Li ho scoperti per caso, attratto dai faccioni di Rasputin e Stalin pronti a darsi battaglia, e da lì ne ho visti a bizzeffe, alcuni con personaggi storici, altri con nostri contemporanei, altri ancora con personaggi letterari, artisti, scrittori, attori, personaggi televisivi, dei fumetti e via dicendo. Per i quattro anni, metto qui sotto alcuni dei video che mi sono piaciuti di più, ma vi consiglio di cercare anche gli altri. Non tutti sono riuscitissimi, alcuni sono anche un po’ offensivi, comunque ne vale sempre la pena. Ah, è chiaro che sono tutti in inglese, però alcuni hanno anche i sottotitoli in italiano, in una lista apposita. Buona visione 😀


Phil ‘Philty Animal’ Taylor (1954-2015)

Ieri è morto il leggendario batterista dell’epoca d’oro dei Motorhead.

Un altro musicista scomparso, un altro necrologio dovuto.

Rest In Peace.

Tutto su di lui su Wikipedia

Ne riparlerò in un prossimo articolo sui miei dischi dei Motorhead, la mia band preferita in assoluto.