Per conoscere i Venom

VENOM-poster

Uno dei miei gruppi preferiti è anche uno dei più influenti della storia del metal: i Venom, band inglese da Newcastle, che dagli anni ’80, tra alti e bassi, regala musica brutale e divertimento. In questo caso non posso vantare una discografia in mio possesso, ma una antologia in due dischi che raccoglie il meglio della loro produzione classica, ossia i primi quattro album e i singoli/EP più famosi. Il resto della loro produzione ho potuto però ascoltarlo su YouTube, quindi penso di poter scrivere abbastanza anche in questo caso. Dunque, non “i miei dischi di”, ma una presentazione per invitare all’ascolto.

La prima volta che li ho visti esposti su uno scaffale, non li avevo ancora sentiti nominare. Li notai solo per quel “Venom” che, all’epoca, era per me un personaggio dei fumetti. Era il ’97, credo, e si trattava del loro album fresco di stampa Cast in Stone. Non presentava nulla della loro classica iconografia satanica, anzi sembrava roba molto americana. Lì per lì lasciai perdere, poi mi capitò di vedere un loro video su TMC2 (o era Mtv?) in cui, se non sbaglio, cantavano The Evil One. Niente male, ma ancora non avevano fatto breccia nel mio cuore metallaro. Non c’è voluto molto perché ritrovassi il loro nome con sempre maggiore insistenza nei più svariati contesti musicali, come ispirazione soprattutto; tant’è che cercando di capire cosa fosse il “black metal”, cui mi stavo interessando, si rimandava sempre a loro come i primi ad aver coniato il termine e aver posto le fondamenta del genere, anche se poi con la loro musica non ha nulla a che vedere. Mentre moltissimi sono i gruppi thrash, power e death che li osannano come pionieri.

Negli ultimi anni li ho recuperati e me ne sono invaghito sempre di più, per la loro musica violenta e velocissima, per i richiami al satanismo (senza per questo prendersi drammaticamente sul serio, come invece alcuni famosi gruppi e artisti black), per la sfacciataggine a metà tra metal e punk che mi ricordava i Motörhead. Ne ho lette di tutti i colori su di loro; direi che o si amano, o si odiano. Io li amo.

Basta non prenderli troppo sul serio, come invece hanno sempre fatto i puritani (a causa delle tematiche) e i puristi della musica (a causa di una scarsità tecnica che però io, da bravo ignorante, non so riconoscere). Sono bravi per il complesso di elementi che hanno saputo combinare, anche in maniera tamarra, alzando la soglia di violenza del metal e giocando duro sull’idea della “musica del diavolo”. Vale la pena ricordare che all’epoca il metal era divenuto molto formale e tecnico, mentre il punk reagiva tornando alle basi; i Venom si sono posti nel mezzo, come dicevo, dando l’ispirazione a gran parte dei gruppi che diventeranno poi famosi e persino leggendari nelle decadi successive.

Solo un appunto in più sul black metal come genere; i Venom usarono per primi questa formula per distinguersi dagli altri, ma il genere musicale norvegese che tutti oggi riconosciamo con questo nome, ha preso da loro solo la tematica satanica, pagana e anti-cristiana. Il metal estremo è oggi molto oltre quello disordinato e caciarone dei Venom, non ha più elementi punk e, appunto, tende a prendersi molto sul serio (se si eccettua un genio come Abbath), laddove i suoi ispiratori hanno più che altro flirtato con l’occultismo e il simbolismo, passando da un iniziale – e superficiale – interesse, all’uso strumentale di tematiche horror. Insomma, riprendendo una dichiarazione di alcuni anni fa, nessuno pensa che Bowie venisse da Marte, quindi non c’è motivo di ritenere che i Venom uccidessero vergini per evocare il Male.

[A proposito del satanismo: anch’io, nell’adolescenza, ho avuto un periodo “satanista”. Non dal punto di vista religioso/praticante, beninteso. La figura del diavolo mi pareva ottima per esprimere una ribellione non proprio definita, una sorta di generale avversione per il cristianesimo dominante, per la Chiesa, per il conformismo e l’ipocrisia che sembravano plasmare la società. In effetti era più un satanismo alla Carducci, che vedeva in Lucifero il portatore della luce della modernità scientifica, del progresso materiale e spirituale, della gioia della vita, contro l’oscurantismo religioso. Ovvio che mi piacesse anche il simbolismo (in verità spicciolo) di croci rovesciate, 666, pentacoli e capri, oltre all’immaginario dantesco e agli orrori che ispirava. Avevo già da tempo messo da parte questo gioco, quando i Venom me lo hanno fatto riscoprire nel modo più bello e divertente, crasso, cialtronesco ed esagerato.]

E ora, scendiamo all’Inferno

***

Io possiedo, come detto, una antologia molto ben curata dei primi Venom, nella loro formazione classica: Cronos, Abaddon e Mantas (ossia Conrad Lant, voce e basso; Tony Bray, batteria; Jeffry Dunn, chitarra). Si intitola In League With Satan e ripropone in due CD gran parte del materiale degli anni Ottanta.

Se vogliamo dividerli in base ai dischi da cui provengono, i brani costituiscono il meglio dei primi quattro album in studio (1981-1985), cui si aggiungono i molti singoli e l’EP Nightmare. In più, entrambi i CD si aprono con le intro delle esibizioni dal vivo, in cui una voce satanica annuncia l’arrivo del gruppo from the very depths of Hell.

Da Welcome to Hell, album seminale che ha scombinato la scena metal dell’epoca, famoso per l’incuria della produzione (che però aumentò il fascino del disco), sono tratte canzoni eccezionali: si parte con quella che dà il titolo alla raccolta, In League With Satanuna delle mie favorite, che sembra un inno tribale al diavolo dentro ognuno di noi; a seguire, in pratica il 90% del disco: Live Like an Angel (Die Like a Devil), Welcome to Hell, PoisonWitching Hour, One Thousand Days in Sodom e Angel Dust. Dei veri classici che non potrebbero mancare, il che dimostra che l’album intero è imprescindibile. Metal e punk si fondono in un’orgia di violenza sonora, che nel 1981 fu la cosa più estrema mai realizzata, ben prima della creazione dei sottogeneri del metal.

Le due canzoni successive vengono dal singolo Bloodlust / In Nomine Satanas, che precede di poco l’uscita del secondo album in studio. Queste due canzoni vengono corredate da un video promozionale “finto-live, pare destinato soprattutto ai proprietari di club e sale da concerto, per far capire loro quale genere di spettacolo avrebbero dovuto sopportare (più che altro per organizzarsi con effetti pirotecnici e ghiaccio secco – sebbene non sempre esagerassero con queste cose).

Da Black Metal, considerato il capolavoro del gruppo, il più significativo e influente, vengono l’omonima Black Metal, che è un inno al metal estremo e ha contribuito a dare il nome a un intero genere (sebbene non ne abbia, in questo caso, anticipato le sonorità); To Hell and Back, Buried Alive (inquietante), Teacher’s Pet (divertentissima), Heaven’s On Fire e un’altro classico immancabile, Countess Bathory. Inutile stare a descrivere l’importanza di questo disco. Diciamo che se un giorno mi mettessi in testa di spendere i miei magri risparmi in vinili (anziché in cibo), questo sarebbe una scelta obbligata.

Poi un altro singolo, Die Hard / Acid Queen; alle due canzoni si aggiunge Bursting Out, che chiude il CD 1.

Il CD 2 si apre con il singolo Warhead, che contiene anche Lady Lust e l’evocativa The Seven Gates of Hell.

Da At War With Satan, un concept album, in cui il lato A era interamente occupato da una traccia di venti minuti con un testo che racconta della guerra tra Inferno e Paradiso (di cui in realtà il cantante voleva fare un vero e proprio libro da includere, ma non riuscì a realizzarlo), provengono Rip Ride, Genocide, Stand Up (and Be Counted) e forse il brano più assurdo, ridicolo e divertente che abbiano mai realizzato: Aaaaaaarrghh. Viene considerato un disco più sperimentale, sebbene continui a essere feroce come i precedenti.

Si continua con i singoli Manitou (che comprende anche Woman e Dead of the Night) e Nightmare, forse l’unica canzone che è corredata da un video ufficiale (non “finto-live“, ma scritto e recitato), accompagnata nel disco da F.O.A.D..

Da Possessed, ultimo album della formazione originale e perciò chiusura dell’antologia, sono prese Satanachist, Moonshine, Possessed, Wing and a Prayer, Powerdrive e Burn This Place (to the Ground). Questo album è un po’ controverso: ad alcuni non piace e lo indicano come il motivo definitivo di rottura tra i membri della band; ad altri invece piace  proprio perché segna un cambio di stile del gruppo, più tecnico e sperimentale, continuando sul percorso iniziato con AWwS. In effetti hanno ragione entrambi… stavano litigando già da prima e Psd è stato l’ultima goccia, nonostante io lo trovi molto buono.

Qui dovrei fermarmi, perché ufficialmente non ho altro di/su questa fantastica band, a parte il bel libro di A. Valentini, Venom. Metallo Nero, 1979-1982 (Tsunami Edizioni, 2014). Ma dato che ho ascoltato su YouTube anche parecchio del resto – come avrei potuto non farlo? – spenderò ancora qualche parola. I Venom si sono sciolti nel 1987, dopo l’uscita del quinto album Calm Before The Storm. A differenza del precedente, non c’è alcuna controversia su questo: è considerato una merda. Ora, io non sono del tutto d’accordo, nel senso che ha i suoi buoni momenti (The Chanting of the Priest e Metal Punk di certo), ma se avessi l’occasione di comprarlo, anche scontato, probabilmente lascerei perdere. Non cattura come gli altri, è un po’ troppo allineato alle produzioni più in voga all’epoca e non aggiunge granché.

Mantas e Abaddon ricompongono il gruppo nel 1989 con un nuovo cantante, Tony “Demolition Man” Dolan, e sfornano altre tre dischi, Prime Evil (l’unico ad avere successo), Temples of Ice e The Wastelands, prima di sciogliersi un’altra volta nel 1992. Sembra una parentesi, ma non lo è, come vedremo tra poco. Non conosco bene questo periodo, quindi non esprimo giudizi.

Il trio originario torna a suonare insieme nel 1996 e, tra litigi e sostituzioni, sforna però degli album davvero ottimi, secondo me: il già citato Cast in Stone, Resurrection e Metal Black (eh sì, gioca con il loro capolavoro), tutti devastanti ed estremi. Ma alla fine, l’unico membro originale a portare avanti la storia dei Venom è Cronos, mentre Mantas e Abaddon se ne vanno ognuno per la sua strada. L’ultimo album ufficiale che ho ascoltato e apprezzato è Hell, del 2008, cui sono seguiti nei dieci anni successivi Fallen Angels, From The Very Depths e Storm the Gates, che però ancora non conosco.

Ora, perché dicevo che il periodo con Demolition Man sembra una parentesi, ma non lo è? Perché mentre Cronos trova altri membri per i Venom, Mantas e Abaddon si riorganizzano proprio con Demolition Man e danno vita a un’altra band, gli M-Pire of Evil… che però, complice l’appoggio del pubblico e le insistenze dei produttori, nel 2015 cambia nome in Venom, Inc. e sforna pure un album con questa identità, Avé – così ora esistono due gruppi che suonano le stesse canzoni e si scornano sull’eredità! Mai vista né sentita una cosa del genere!

E il bello è che nessuno potrebbe davvero fare causa a nessuno, perché Cronos da un lato, Mantas e Abaddon dall’altro (e Demolition Man in quanto secondo cantante) hanno i diritti sul nome. Anzi, Cronos ha la continuità storica, ma gli altri tre sono tutti effettivamente dei Venom. [Aggiornamento – ho notato adesso che Abaddon non fa più parte dei Venom Inc. dall’anno scorso, sostituito dal batterista J. Kling]

Stramberia a parte, devo ammettere che avere due band che portano avanti la musica “satanica” e brutalmente divertente dei Venom, mi fa un grande piacere. Li seguirò entrambi, finché durerà!

Bene. Spero di avervi dato un quadro sintetico, ma esaustivo, su questa leggenda del metal e che accogliate il mio invito ad ascoltarli. Per il resto,

PAPE SATÀN, PAPE SATÀN ALEPPE!

 

∼∼∼

Venom Lyrics

Informazioni su GoatWolf

Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basti sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

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