Una vecchia masturbazione mentale

Quello che segue è uno dei miei primi articoli sul vecchio blog. Risale al 2005. Una riflessione in corso d’opera, oserei dire, su questioni che da allora si sono trasformate e ritrasformate nella mia mente. Oggi non la vedo più così, ma leggendo ora un certo libro, di cui parlerò tra un po’ di tempo, mi è tornata in mente questa vecchia masturbazione mentale. La riporto qui com’era, senza apportare modifiche, nemmeno nei punti dove il linguaggio mi irrita, la sintassi mi preoccupa, gli errori si affastellano e le idee mi imbarazzano.

***

domenica, 20 febbraio 2005
Superamento/annullamento di sé

Prendete un film come “Fight Club”; dico il film e non il libro perché quest’ultimo non l’ho ancora letto, nonostante lo abbia da tempo.
Prendete poi un libro apparentemente fatto per scherzo, “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” e aggiungeteci qualche breve e sommaria ricerca sulla dottrina del Buddha.
Infine, prendete Carmelo Bene che va al Maurizio Costanzo Show per una serata “Uno contro tutti” e la trasforma in “Nessuno contro tutti” con uno sproloquio assurdo e iperbolico contro la mediocrità che in effetti, per lui, è la civiltà stessa.
Scoprite il filo rosso che congiunge questi elementi (apprò, ‘sta storia del filo rosso l’ho sentita in un manga, ma la usano ovunque, che origine ha?) e avrete difronte un quadro a suo modo inquietante.

Buddha dice che l’Io non esiste, o meglio non esiste in modo indipendente dal Tutto, ma la nostra convinzione di essere individui unici e a sé stanti è l’illusione che chiamiamo vita, un’illusione che ci conduce alla sofferenza attraverso il desiderio di ciò che ci identifica come individui, mentre la verità è che non possiamo esser tali, né possiamo separarci dal Tutto, perché sarebbe come separare una goccia dal mare (più o meno, eh, sono un profano io, quando ne saprò di più ne riparlerò meglio). Raggiungere l’illuminazione attraverso la contemplazione vuol dire vivere con consapevolezza.
Tyler Durden, protagonista di FC, dice che dobbiamo smetterla di controllare sempre tutto, dobbiamo smettere di essere perfetti, che dobbiamo evolverci, noi che siamo schiavi di uno stile di vita che ci ossessiona e per cui facciamo lavori che odiamo per comparci cazzate che non ci servono, perché l’automiglioramento è masturbazione, l’autodistruzione è evoluzione verso la consapevolezza (interpreto io).
Carmelo Bene parla della mostruosità della catena di montaggio che costringe ad essere. La catena di montaggio è tutto ciò che imprigiona e affossa l’individuo, è l’amore, la rivoluzione, lo stato, la patria, il calcio, la stampa, è tutto ciò che impedisce di diventare deserto, di svuotarsi e smettere di pensare, di agire; è ciò che impedisce di non-essere, e quindi ci lascia affogare nella mediocrità (questo sì che è criptico, cazzo).
Giulio Cesare Giacobbe sostiene che per smettere di farsi le seghe mentali, bisogna smettere di pensare, interrompere il flusso di pensieri e contemplare la realtà che ci circonda, solo così si può raggiungere il distacco, e quindi la consapevolezza e l’illuminazione buddhista.

Ed io mi chiedo: PERCHE’?

Tutto ciò che l’Uomo ha, se l’è costruito; è tutto ciò che si possiede ad aumentare il dolore dell’esistenza, dunque estraniamoci da tutto ciò, eliminiamo il bisogno ed il desiderio, aboliamo tutto ciò che illude l’individuo di esser tale.
La vita fa schifo perché noi la rendiamo schifosa costruendoci falsi problemi.
Ci costruiamo da soli i nostri problemi per poterli risolvere, e facciamo questo perché i veri problemi li abbiamo già risolti, i problemi naturali, i problemi degli animali: cibo, territorio, sicurezza, preservazione della specie. La nostra mente ha risolto i prblemi della vita naturale, ergo ha bisogno di altro cui pensare per poter funzionare, e così genera il pensiero creativo, che è tutto una grande sega mentale, positiva se dà piacere (arte, scienza, filosofia), negativa se dà sofferenza (i falsi problemi di cui dicevo).
Difronte a ciò, due (possibili) strade: la consapevolezza buddhista, che annulla l’Io per entrare a far parte del Tutto attraverso l’armonia universale, raggiungendo quindi il distacco dal mondo; e il pessimismo schopenaueriano (che influenzò molto Nietzsche), una profonda delusione/disillusione sulla vita e sull’Uomo, che nella sua impietosa critica all’esistenza, disprezza la civiltà stessa – e qui mi torna in mente pure una battuta dal film “Hulk”: “TU MORIRAI E SARAI RINATO COME UN MEMBRO DI QUELLA RAZZA CHE ABITAVA IL MONDO MOLTO PRIMA CHE L’INUTILE RELIGIONE DELLA CIVILTA’ INFETTASSE L’ANIMA DEGLI UOMINI!” (che poi è anche un po’ quel che dice tyler Durden).

Ed io, appunto, continuo a chiedermi: PERCHE’?

Perché tutto questo? Perché rinunciare a tutto? Possibile che non si possa correggere nulla? La vita è fatta di battaglie, la vita, per noi umani, è proprio ciò che abbiamo creato noi, è ciò che ci circonda, e noi dobbiamo averci a che fare volenti o nolenti. Saranno pure falsi problemi, ma è tutto ciò che abbiamo, perché rinunciare alla civiltà? Perché non fondarne una nuova? Perché il cambiamento è, o sarebbe, sega mentale e dunque inutile?
Una volta mi hanno detto “tu ti sei scelto un nemico, hai preso le tue armi e hai deciso di combattere”, mentre i miei interlocutori viaggiavano nel limbo della sofferenza di chi non sa che farsene della vita.
Io neppure so che farmene!
Non ho chiesto io di nascere!
Anche per me affoghiamo ogni giorno in un oceano di stronzate!
Ipocriti che hanno paura di ammettere, a sé stessi e agli altri, che se ne fottono! Di tutto!
Anche io me ne fotto di tante cose, ma lo dico!
E se non lo dico per certe cose, è perché saranno seghe mentali, ma mi fanno stare male se non le affronto!
E se le evito, mi vengono a cercare!
La vita è una grandissima puttana, può darti una coltellata come può farti godere, ed io voglio vedere quanto piacere può darmi insieme alle coltellate, sono curioso, e poi ci sono i mediocri, quelli che fanno incazzare Nietzsche, ma cristo, fanno incazzare anche me, però non posso, NON POSSO voltare lo sguardo, non posso fregarmene! Perché è la loro stessa esistenza, il loro agire che mi rovina la vita!
E allora scelgo di combattere. perché la vita è lotta, e solo lottando ci si sente vivi. La consapevolezza, la pace dello spirito, deve aiutare ad affrontare la vita, non a rinunciarvi. Ecco, il pessimismo è rinuncia, la rinuncia è sconfitta, la sconfitta è morte, la morte esiste DENTRO la vita, la vita fa schifo perché in realtà NON è VITA!

Dobbiamo affrontare le nostre battaglie, battaglie che scegliamo noi per dare un senso alla vita, che di per sé stessa non ne ha più. La filosofia e la scienza sono seghe mentali, ma sono il meglio di ciò che abbiamo costruito, e con quel che abbiamo costruito e costruiamo dobbiamo farci i conti che lo vogliamo o no.

L’ottimismo però E’ MENZOGNA, ILLUSIONE, FALSITA’. Io non sono ottimista. Come non sono pessimista. Mi accusano talvolta di essere pessimista, mi dicono/chiedono sempre cosa sono o non sono, io cerco solo di mantenere una certa dose di realismo, con una punta di quel cinismo che supporta e aiuta e alimenta l’idealismo, ossia coltivo utopie che mi servono da linea guida nel mio percorso di vita, ma resto coi piedi per terra. Cerco mondi che si celano sotto il velo della realtà, ma non perdo il contatto con essa.

E se non avete capito niente, me ne fotto. Io non esisto.

[Fine della masturbazione mentale]

Mamma mia. Intanto dico che il romanzo di Fight Club lo ho letto poco tempo dopo; che in questi giorni ho letto l’ennesimo articolo “femminista” sul film, e pur apprezzandone l’impegno, gira sempre intorno a cose che loro non capiscono; che il futuro articolo non parlerà però né di Fight Club, né di Carmelo Bene, ma forse un po’ di buddhismo. E di Asia, di culture che si scontrano, di pro e contro dell’essere moderni, di spiritualità “ateistica” e altre cosette strane. Nulla di trascendentale, o forse nulla di immanente, comunque una risposta al me stesso di quattordici anni fa.

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Informazioni su GoatWolf

Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basti sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

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