Typewriter

Sto scrivendo molto senza pubblicare. Poi, piano pianino, intaserò il blog. Nel frattempo, godetevi il grande Jerry Lewis.

I’m writing a lot, without publishing. Then, with calm, I’ll fill this blog to the top. Meanwhile, enjoy the great Jerry Lewis.


Addio a Christopher Lee

Ho appena saputo della morte di Christopher Lee, il più famoso e forse il più classico dei Dracula (con tutto il rispetto per Bela Lugosi, cui nessuno toglierà mai il primato). Un attore eccezionale, dotato di carisma, forte presenza scenica e una splendida voce baritonale. Molto attivo in tutta la sua carriera, soprattutto tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, è stato tra le altre cose uno dei nemici più interessanti di James Bond. Negli ultimi anni era tornato sulla cresta dell’onda grazie a film di grande successo come le trilogie de Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e la seconda di Star Wars. Dimostrando una passione insospettabile, aveva partecipato alla produzione di un album di symphonic metal, Charlemagne: By the Sword and the Cross, collaborando con i Rhapsody. E’ persino entrato nel Guinness dei primati come “l’attore vivente più citato sugli schermi”, giusto per sottolineare la sua popolarità e influenza nella storia del cinema. Riposi in pace.


EAP: E Allora Paga!

eap revisited

Tipica immagine polemica sull’EAP, modificata per non essere sempre la stessa (scusi, sig. bruno). Esprime bene il concetto ed è un bel disegno.

Le polemiche sull’editoria a pagamento (d’ora in poi EAP) sono cresciute tanto quanto è cresciuta l’EAP stessa. Chiunque abbia pensato almeno una volta a pubblicare sul serio quel romanzo che ha nel cassetto o nella testa da quando era adolescente, ha avuto a che fare con proposte indecenti, polemiche infinite e dubbi amletici. Fate un giro su internet cercando notizie in merito: troverete gente che si scanna come se da questo dipendesse il futuro del mondo, critici e fautori dell’EAP che se ne dicono di tutti i colori, con condimenti variegati che vanno dall’insulto personale alla denuncia di complotto – tra coloro che denunciano l’EAP come una presa per i fondelli e un’umiliazione degli scrittori esordienti, e coloro che lavorano nell’EAP o pubblicano con essa e difendono la democratizzazione dell’editoria contro le grandi case editrici interessate solo ai best seller.

A me è capitato di avere a che fare con una famosa casa editrice a pagamento prima di conoscere tutte queste storie, cioé all’incirca una decina d’anni fa. Continua a leggere


Il Piave mormorò “Non passa lo straniero!”

Questa è la fantastica scena in cui Peppone fa un discorso coerentemente comunista, finché Don Camillo non mette su La leggenda del Piave: questa risveglia nel sindaco i ricordi della gioventù in trincea e lo fa tornare alla retorica patriottica che poco prima derideva. E’ una scena esilarante, provocatoria come qualsiasi cosa uscita dalla fantasia di Guareschi, eppure devo dire che soffro anch’io della sindrome di Peppone: se esiste una musica che mi fa sentire, a modo mio, un nazionalista, è proprio questa qui. C’è qualcosa tra il testo e la musica, e forse anche nella storia della canzone (per un periodo fu persino inno nazionale provvisorio, da ’43 al ’46, in sostituzione della Marcia Reale*), qualcosa di inesplicabile, che riesce a risvegliare anche in me l’ardore del patriottismo. Svanisce al termine della musica, ma pur sempre patriottismo è. Nessun’altra canzone del genere ci riesce.

N.B. – Ripropongo questo articolo, originariamente pubblicato il 24 maggio dello scorso anno (e poi spostato a oggi) per commemorare i nostri cento anni della Prima guerra mondiale: infatti per l’Italia la guerra iniziò nel 1915. Ricordo quando scoprii che le date ’15-’18 valevano solo per l’Italia, fu come quando ho scoperto che si dice scandinàvo anziché scandìnavo.

* – La Marcia Reale era, ovviamente, l’inno dei Savoia. Il fatto che La leggenda del Piave sia stata usata come inno provvisorio tra il ’43 e il ’46, dovrebbe lasciar intendere che fu usata in chiave antifascista, contro invasori potenti, armati e crudeli. Il fatto che un noto partitino nostalgico di governi autoritari e illiberali usi questa canzone come slogan contro l’immigrazione, non può far che ripugnanza.


B.B. King – Live in Dallas 1983

Qualche giorno fa è scomparso B.B. King, uno dei più grandi musicisti blues di tutti i tempi. E’ stato uno degli artisti che mi hanno accompagnato nella crescita del gusto musicale sin dall’inizio, insieme a Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Ray Charles e i Blues Brothers. Voglio ricordarlo con questo concerto a Dallas del 1983; una volta disse che non gli sarebbe dispiaciuto morire on the stage, sul palco, suonando, ma sono contento che invece se ne sia andato serenamente nella sua casa, alla bella età di novant’anni.


Hellraiser – storia di una saga

hellraiser pinhead

Parliamo di Hellraiser, saga partorita dalla torbida mente di Clive Barker, scrittore di indubbio e oscuro talento. Hellraiser è sostanzialmente una trilogia cui sono stati aggiunti alcuni sequel per il mercato home video (che però non ho visto e quindi non giudicherò). Personalmente credo che il successo e la bellezza di questi film scaturiscano dall’insanità di fondo dei personaggi e delle situazioni che affrontano, più che da un vero e proprio exploit dell’orrore. In effetti, nessuno dei tre film è davvero spaventoso o angosciante, ma è seducente la rappresentazione sadomasochistica del Male: inteso basilarmente come dolore e sofferenza, a esso ci si sottomette per raggiungere il piacere assoluto. Inoltre, è interessante la tenebrosità del mondo in cui avvengono i misfatti, un mondo in apparenza normale, tranquillo, anche banale, ma in cui accadono cose brutte. Il carisma del malvagio principale, il demone torturatore per eccellenza, è tale da non lasciare dubbi su quanto possa essere terrificante seguire la sua strada, spinti dalla paura che genera un desiderio da appagare oltre ogni limite. Continua a leggere


1945-2015

Un mio precedente articolo sul Giorno della Vittoria

Voce “Giornata della Vittoria (Paesi dell’Europa orientale)” su Wikipedia.


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