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Ecatombe 2016

Il quinto anno di questo blog è stato testimone di un’ecatombe. Non credo di aver mai postato tanti “in memoria di” come nell’ultimo anno, tra cantanti, atleti, attori, intellettuali e figure politiche. Come ho detto, il blog è diventato una pagina dei necrologi: Lemmy, David Bowie, Alan Rickman, Prince, Nicolao Merker, Umberto Eco, Mohammed Ali, Bud Spencer, Gene Wilder, Leonard Cohen, Fidel Castro… anzi, negli ultimi due anni: è dal 2014 che ne muore uno dopo l’altro, contando Robin Williams, Richard Kiel, Pino Daniele, B.B. King, Christopher Lee, Roddy Piper, Pietro Ingrao, Phil “Philty Animal” Taylor.

Questo, naturalmente, senza contare i morti negli attentati terroristici in tutta Europa e nel Mediterraneo, che proprio ieri è aumentato ancora. Non mi lascio colpire troppo da tutto ciò, ma se ho dimenticato che l’anniversario della Fabbrica Metropolitana era il 12, beh, forse c’entrano pure un po’ questi pensieri (oltre a trivialità come le cartelle esattoriali, in memoria di Equitalia).

Tuttavia, festeggio questi cinque anni con una sciocca speranza nel futuro, quindi prestiamo orecchio alle melodie della Rivoluzione culturale, che ha illuso una generazione di poter cambiare il mondo. Tutte possono essere ascoltate nel film L’ultimo imperatore (Bertolucci, 1987).

La prima è “Sailing the Seas depends on the Helmsman“, famosa soprattutto all’epoca delle Guardie Rosse. Il richiamo al Grande Timoniere è evidente.

La seconda è più conosciuta da noi, “L’Oriente è rosso“, pura espressione di culto della personalità e per un certo periodo inno non ufficiale della Cina. Dà il titolo anche a un famoso film di propaganda.

La terza e ultima è un’affermazione perentoria, “Without the Communist Party there would be no new China“, che in fin dei conti è vero, seppur con molti però. Qui, cantata dal coro dell’Esercito di Liberazione del Popolo (che un giorno ci conquisterà tutti):

All’anno prossimo! (grazie a dio…)


Lev Trotsky

Anniversario della morte di Trotsky: il 21 agosto 1940, uno dei principali fautori della Rivoluzione russa del ’17, nonché primo organizzatore dell’Armata Rossa, moriva assassinato da un agente di Stalin nel suo esilio a Coyoacan, in Messico. Lo ricordo con un suo breve discorso, risalente agli anni tra il 1937 e il 1940, sulla natura criminale e dispotica del processo di Mosca istituito contro di lui e gran parte della vecchia guardia bolscevica dall’élite stalinista, sulla base di prove false.

Per chi fosse interessato: Leon Trotsky nel Marxist Internet Archive (sezione italiana)


Festa del Lavoro


Older but not elder

Ian Fraser Kilmister was born today in 1945. So now he is SEVENTY. And still roaring through the world. Happy birthday, god!

ace of spades christmas

And one dirty joke:


Quattro e così sia

Questo doveva essere il mio anno fortunato, ma non ne ho approfittato. Non mi sono dato da fare come dovevo e, anzi, forse mi è andata pure maluccio. Invece le prospettive per il prossimo sono più serene. Se non altro, perché ho pagato tutti i conti che avevo da pagare e mi sento molto più tranquillo. Adultità pur vuol dire veder volare via i denari per conti che da bambino non erano. Adunque alle volte rimpiango l’infanzia, quando tutto era a carico dei genitori e il mondo pareva esistere sol per me… 😛

Dal punto di vista del blog, stranamente sono riuscito a fare almeno in parte ciò che mi promisi l’anno scorso: un po’ più recensioni disco/cinematografiche, un po’ più articoli poderosi e ponderosi. Spero di continuare così anche quest’anno. Talvolta penso di cambiare nome al blog, ma ormai non conviene più. Questo è troppo significativo.

Per festeggiare, vediamo un po’. Una scoperta davvero carina è stata EPIC RAP BATTLES OF HISTORY, canale video di un duo comico musicale americano, Nice Peter ed Epic Lloyd, due rapper bianchi che, con l’aiuto di altri artisti, hanno dato vita ad esilaranti battaglie rap tra personaggi famosi. Li ho scoperti per caso, attratto dai faccioni di Rasputin e Stalin pronti a darsi battaglia, e da lì ne ho visti a bizzeffe, alcuni con personaggi storici, altri con nostri contemporanei, altri ancora con personaggi letterari, artisti, scrittori, attori, personaggi televisivi, dei fumetti e via dicendo. Per i quattro anni, metto qui sotto alcuni dei video che mi sono piaciuti di più, ma vi consiglio di cercare anche gli altri. Non tutti sono riuscitissimi, alcuni sono anche un po’ offensivi, comunque ne vale sempre la pena. Ah, è chiaro che sono tutti in inglese, però alcuni hanno anche i sottotitoli in italiano, in una lista apposita. Buona visione 😀


Ritorno al futuro!

Uaoh, li ho appena visti sfrecciare fuori dalla mia finestra! 😀

Io comunque sto ancora aspettando le auto volanti. Vero è che mio padre mi disse che non ci sarebbero state, ma sapete com’è, la speranza è l’ultima a morire 😀

I’m still waiting for flying cars. My father told me that would not be possible, but you know, hope is the last to die 😀

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Flop.tv – Ritorno al futuro Day

AVGN – Back to the Future 2 – TODAY IS THE FUTURE!

Nike Air Mag for real!


Il Piave mormorò “Non passa lo straniero!”

Questa è la fantastica scena in cui Peppone fa un discorso coerentemente comunista, finché Don Camillo non mette su La leggenda del Piave: questa risveglia nel sindaco i ricordi della gioventù in trincea e lo fa tornare alla retorica patriottica che poco prima derideva. E’ una scena esilarante, provocatoria come qualsiasi cosa uscita dalla fantasia di Guareschi, eppure devo dire che soffro anch’io della sindrome di Peppone: se esiste una musica che mi fa sentire, a modo mio, un nazionalista, è proprio questa qui. C’è qualcosa tra il testo e la musica, e forse anche nella storia della canzone (per un periodo fu persino inno nazionale provvisorio, da ’43 al ’46, in sostituzione della Marcia Reale*), qualcosa di inesplicabile, che riesce a risvegliare anche in me l’ardore del patriottismo. Svanisce al termine della musica, ma pur sempre patriottismo è. Nessun’altra canzone del genere ci riesce.

N.B. – Ripropongo questo articolo, originariamente pubblicato il 24 maggio dello scorso anno (e poi spostato a oggi) per commemorare i nostri cento anni della Prima guerra mondiale: infatti per l’Italia la guerra iniziò nel 1915. Ricordo quando scoprii che le date ’15-’18 valevano solo per l’Italia, fu come quando ho scoperto che si dice scandinàvo anziché scandìnavo.

* – La Marcia Reale era, ovviamente, l’inno dei Savoia. Il fatto che La leggenda del Piave sia stata usata come inno provvisorio tra il ’43 e il ’46, dovrebbe lasciar intendere che fu usata in chiave antifascista, contro invasori potenti, armati e crudeli. Il fatto che un noto partitino nostalgico di governi autoritari e illiberali usi questa canzone come slogan contro l’immigrazione, non può far che ripugnanza.