Archivi del mese: maggio 2012

Lovecraft politico. Critica a De Turris e Fusco

Prima o poi scriverò qualcosa sul mondo assurdo e spaventoso creato dal genio di Howard Phillips Lovecraft, su come ne ebbi vaga conoscenza sin da bambino e quanto mi abbia colpito in seguito, leggendo i suoi straordinari racconti. Vorrei occuparmene per bene e con calma, ma per far questo devo rimandare a un momento più tranquillo il mio interesse letterario. Oggi mi voglio invece occupare di una diatriba vecchio stampo, la politicizzazione di un autore e con lui di un genere letterario che, di per sé, parla all’interiorità onirica di ognuno di noi, senza perdersi dietro a etichette culturali di dubbio valore; gli esempi si sprecano, vista la smania di affibbiare le suddette etichette qui da noi in Italia, continuando una tradizione che aveva forse senso negli anni Settanta, ma che oggi ha qualcosa di patologico. L’occasione mi si presenta grazie alla lettura dell’Introduzione a un volume di lettere scelte del Solitario di Providence.

Il volume, uscito nel 2007 per le Edizioni Mediterranee e intitolato L’orrore della realtà, è curato da due giornalisti studiosi di letteratura ampiamente ritenuti tra i massimi esperti di H.P. Lovecraft nel nostro Paese, già direttori della Fanucci: Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. Continua a leggere

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