Archivi tag: critica marxista

Un amico di destra

Quello che segue è un vecchio articolo rimasto a livello di bozza per qualche anno. Ho deciso di completarlo pur avendo cambiato, nel frattempo, alcune prospettive. In questi ultimi tempi, il degrado della politica e della società civile nel nostro Paese ha raggiunto un limite che non era stato toccato da decenni. Non potrei, in tutta sincerità, accettare tra i miei amici un sostenitore dei delinquenti che stanno stravolgendo l’integrità delle nostre istituzioni, della nostra etica civile e della nostra cultura. Purtroppo è un periodo di forte polarizzazione e, anche rifiutando la logica tribale oggi così diffusa, ci costringe comunque a prendere posizione e tracciare una linea. Ma quello che segue vuole essere un’esortazione a vedere il lato positivo di discutere con persone che la pensano all’opposto, e lo propongo proprio in reazione alla logica tribale.

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Premesso che nelle amicizie non faccio grandi discriminazioni politiche, perché trovo sciocco basare i rapporti interpersonali su giudizi “ideologici”, mi pare piuttosto normale che ognuno di noi tenda a circondarsi di persone in qualche modo simili a sé. Di conseguenza, gran parte delle persone che posso considerare amiche hanno una visione del mondo relativamente simile alla mia; però tra la scuola, l’università e gli ambienti di lavoro e di piacere, ne ho conosciute di persone che la pensano diversamente e magari all’opposto. D’altra parte ho anche evitato di coltivare rapporti con gente che, pur avendo idee vicine alle mie, era per altri versi poco interessante o gradevole. Ci sono poi alcune conoscenze che si fanno per forza di cose, come parenti o amici stretti di amici, con cui si deve avere a che fare senza poter davvero operare una normale selezione.

Di amici di destra ne ho quindi diversi. Alcuni lo sono da sempre (di destra, intendo), altri lo sono diventati in seguito a delusioni più o meno cocenti a sinistra (questi sono i più “cattivi”). Averli, quando si è marxisti impenitenti e, loro, di tendenze reazionarie, può essere fonte di stress, ma anche di sforzi intellettuali. Uno in particolare mi stimola molto a interrogarmi su ciò che penso, perché spesso e volentieri dice cose talmente assurde da mandarmi fuori dai gangheri, eppure è così convincente e sicuro di sé che non di rado mi trovo in difficoltà a fargli capire dove sbaglia su cosa non concordo e come mai. Continua a leggere

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Bancarotta ideologica?

Volete prenderlo sul serio? Ma lo sentite come parla? Usa la parola “tecnocrate”! Sembra un sociologo degli anni Settanta!

(da un episodio di APB, serie cancellata dopo la prima stagione)

Non so esattamente cosa scrivere, ma mettiamola così: la sinistra, non solo in Italia, sta scivolando verso la bancarotta ideologica. Ho la sensazione persistente che le varie anime della sinistra continuino, imperterrite, a mancare il punto fondamentale. Da un lato, quello radicale, c’è uno “sloganismo” inconcludente, fatto di rivendicazioni fuori dalla realtà, parole d’ordine antiquate, idee riciclate e una generale disperazione; dall’altro, il lato moderato, c’è un appiattimento imbarazzante sul liberismo, con il silenzio sullo sfruttamento, la rassegnazione rispetto al potere economico, i tentativi spesso patetici di salvare il salvabile con un po’ di assistenzialismo e tante promesse sul futuro che migliorerà. Ora, io non ho una ricetta pronta per aprire una nuova strada, ma direi che non mi sento rappresentato da nessuno. Continua a leggere


Festa del Lavoro


Ingrao nel 1990

Pietro Ingrao (1915-2015) al XIX congresso del PCI, nel pieno del processo noto come “svolta della Bolognina“.

[appunto, una pagina dei necrologi; ma posso davvero lasciar correre?]

Aggiornamento: link al dialogo tra Ingrao e Bobbio sulle istituzioni, pubblicato nel 1986 su MicroMega.


Sulla possibilità della Rivoluzione

Oggi è il novantasettesimo anniversario della Rivoluzione russa. La rivoluzione, come concetto, sta rapidamente tramontando nelle forme insurrezionali che hanno caratterizzato gli ultimi due secoli, lasciando il passo a “microresistenze” diffuse, imperniate sulla contingenza e portate avanti da soggetti temporanei. Tuttavia la rivoluzione ha avuto forme diverse durante tutto il periodo moderno, e i grandi successi sono stati preceduti e seguiti da numerosi, tragici fallimenti. Per commemorare questa ricorrenza, voglio segnalare un testo di Engels, l’Introduzione all’edizione del 1895 de Le lotte di classe in Francia di Marx (scritto nel 1850), in cui l’ormai anziano pensatore esamina non solo il testo dell’amico, ma la possibilità di future rivoluzioni e della continuità della lotta politica per una società nuova, nonostante i fallimenti. Lascio pertanto il link alla pagina del Marxist Internet Archive (in italiano).

Introduzione a Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850

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Una nota sulla questione morale in Marx

 Karl Marx è ritenuto, tra le altre cose, uno dei maggiori critici della morale assieme a Nietzsche, a Freud e a vari altri autori generalmente accomunati nella cosiddetta “scuola del sospetto”. Il socialismo marxiano, infatti, viene definito scientifico per distinguerlo dai socialismi precedenti, detti utopistici: questi ultimi erano, secondo Marx ed Engels, troppo idealistici, fondati su concezioni di società avulse dai rapporti reali; un socialismo scientifico si fonda invece sull’analisi di quei rapporti, della struttura di una società in continua evoluzione. Oltre a questo, lo stesso Marx ha più volte criticato le istanze morali come base della lotta politica, insistendo contro il dualismo “giusto-ingiusto” nella stesura di programmi, indirizzi e piani d’azione dei partiti e delle associazioni a favore dei diritti della classe lavoratrice (in particolare nella Critica al programma di Gotha). L’emancipazione e lo sviluppo pieno della persona umana non sono fonti ideali per metri di giudizio, così come la realtà dello sfruttamento nel modo di produzione capitalista non è dovuto alla “cattiveria” dei padroni nei confronti dei lavoratori, bensì al funzionamento del sistema in sé.

Detto ciò, ho spesso sentito parlare di una contraddizione latente nell’opera di Marx: Continua a leggere


Un’analisi per contrastarli

Riporto un’analisi di Rossana Rossanda fatta nell’ambito del dibattito sul futuro de il manifesto, ormai profondamente in crisi; questo brano è estrapolato da un articolo ancor più lungo (come è costume della Rossanda) per fornire un quadro storico-politico del modello economico italiano ed europeo su cui reimpostare la direzione politica del giornale, sempre che sopravviva. Oltre ad essere lucida e interessante, questa critica ha il merito di ampliarsi al di là delle questioni del solo manifesto, arrivando a toccare il cuore della crisi ideale e identitaria delle sinistre, oggi in tutta evidenza incapaci di contrastare i poteri soverchianti del capitale globale per mancanza di coordinate su cui muoversi. Condivido quasi tutto, perciò posso far mie le parole di Rossanda senza timore.

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