Archivi del mese: novembre 2015

Un anno terribile

Io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi ma eliminando le ragioni che li rendono tali.

— Tiziano Terzani

Per la FranciaIl 2015 è iniziato con la strage della redazione di Charlie Hebdo, è andato avanti con l’avanzata galoppante dell’ISIS in medioriente, tra omicidi, violenze di ogni genere, distruzione di arte e storia, e attentati dinamitardi (come quello in Turchia, fra i molti). Ora si sta chiudendo con un assalto che è in pratica un’azione di guerra, di nuovo a Parigi, di nuovo attraverso un orrore scioccante, e l’inizio di una nuova serie di operazioni militari secondo i modi della guerra contemporanea (per una volta mi pare più efficace dirlo in inglese, modern warfare). Credo sia l’anno peggiore dalla morte di Osama Bin Laden, quando un certo ottimismo si era diffuso rispetto al terrorismo internazionale. Anzi, non poteva andare peggio. Come dissi per Charlie Hebdo, “quanto accaduto in Francia è qualcosa di mostruoso (…) è un regalo ai guerrafondai, ai neofascisti, ai reazionari intolleranti che non vedono l’ora di blindare tutto e fare muro contro muro. Una guerra tra fondamentalisti che si alimenta del sangue di chi crede nella libertà di espressione”, e stavolta è ancor più mostruoso, per quanto incredibile, e ancor più pericoloso. Continua a leggere

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Phil ‘Philty Animal’ Taylor (1954-2015)

Ieri è morto il leggendario batterista dell’epoca d’oro dei Motorhead.

Un altro musicista scomparso, un altro necrologio dovuto.

Rest In Peace.

Tutto su di lui su Wikipedia

Ne riparlerò in un prossimo articolo sui miei dischi dei Motorhead, la mia band preferita in assoluto.


La città senza volto

Circa un anno fa sono stato a Berlino. E’ una città molto particolare: non ha molti palazzi antichi, né molti grattacieli; non ha paesaggi che colpiscono, né molti monumenti da fotografare. E’ un immenso cantiere aperto, con lavori di lungo corso e grandiosi progetti che probabilmente non finiranno mai. Eppure devo dire che è proprio in questa mancanza che si sente il passaggio della Storia, degli eventi titanici avvenuti in questa città. Berlino ha una natura intimamente precaria, sempre in divenire. Non può permettersi cicatrici sul volto, perché è il volto stesso a mancare. Qui la memoria mostra la sua natura eterea, senza pietra in cui incarnarsi. La città è stata distrutta e ricostruita così tante volte, da non avere più la possibilità di mostrarsi nelle sue età, nelle sue evoluzioni. E’ antica e giovane allo stesso tempo. Continua a leggere