Archivi del mese: gennaio 2013

Soundgarden – “The Day I Tried To Live”

I Soundgarden sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Mi sento più “figlio” loro che di cantautori come Gaber. Appartengo a quegli anni ’90 di confusione, inadeguatezza e solitudine. L’ideale politico, forte e puro, non è bastato a farmi uscire dal guscio e i sentimenti sono stati quelli delle loro canzoni. Una delle mie preferite è questa.

***

I woke the same as any other day
Except a voice was in my head
It said seize the day, pull the trigger, drop the blade
And watch the rolling heads

The day I tried to live
I stole a thousand beggar’s change
And gave it to the rich
The day I tried to win
I dangled from the power lines
And let the martyrs stretch
Singing

One more time around
Might do it
One more time around
Might make it
One more time around
Might do it
One more time around
The day I tried to live

Words you say never seem
To live up to the ones
Inside your head
The lives we make
Never seem to ever get us anywhere
But dead

The day I tried to live
I wallowed in the blood and mud with
All the other pigs

I woke the same as any other day you know
I should have stayed in bed

The day I tried to live
I wallowed in the blood and mud with
All the other pigs

And I learned that I was a liar
Just like you

***

Commento personale: anch’io ho scoperto di essere un bugiardo come gli altri, il giorno in cui ho provato a vivere. Alcuni la chiamano “maschera”, altri falsità, altri ancora savoir faire. In realtà, non possiamo vivere dicendo sempre quel che pensiamo, seguendo l’istinto e la nostra verità. Ci isoleremmo. Allora dobbiamo trovare l’equilibrio tra nascondere la verità, essere onesti e sapersi orientare. E’ brutto e talvolta frustrante, ma purtroppo, se vogliamo vivere, è così. E allora cominciamo a farci l’abitudine e, senza accorgercene, diventiamo come tutti gli altri.

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Ghost Riders in the Screen

Il fascino di questo supereroe della Marvel è indiscutibile: un motociclista maledetto che si trasforma nello spirito della vendetta, corre sulla sua moto infernale mostrando un impressionante teschio avvolto dalle fiamme e punisce i malvagi con lo spietato sguardo della penitenza, che ritorce contro di loro le sofferenze di cui si sono resi responsabili. Certamente un personaggio tormentato e oscuro tanto quanto Daredevil, The Punisher (del cui primo film ho parlato qui) o Batman, per di più calato nel soprannaturale, sempre in mezzo a creature uscite dagli inferi e in un ambiente notturno. Con queste caratteristiche, c’è molto materiale per trarne un film grandioso; e invece no, ci hanno provato due volte ed è andata sempre male, nonostante un interprete d’eccezione come Nicolas Cage. Continua a leggere


Altri aforismi a buon mercato

Aforismi 5 – 9

Sommario

  • Limiti, parte I
  • Limiti, parte II
  • Lettera al padre dei tomisti
  • Chiodo di garofano
  • Utopia e duro lavoro

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Per ricominciare in bellezza

Odio il capodanno

di Antonio Gramsci

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 o il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.