Archivi del mese: novembre 2016

Fine del Novecento

La morte di Fidel Castro ha chiuso definitivamente il XX secolo. L’ultimo personaggio di grande importanza storica del secolo scorso se n’è andato da vincitore: ha vinto resistendo contro gli USA, ha vinto sopravvivendo ad attentati e invasioni, grazie all’appoggio del popolo, ha vinto mantenendo in vita la rivoluzione quando tutto sembrava perduto. Ha vinto lasciando il potere quando non era più in grado di reggerlo, ed è morto quando è giunta la sua ora, non quando glielo auguravano i nemici. Qualcuno ha detto che però ha visto fallire il suo progetto, il socialismo caraibico: vero, almeno in parte, ed è simbolico che nel momento in cui Cuba riapre le relazioni con gli USA e fa timidi passi verso il mercato, Fidel sia scomparso. Ma, fatte salve le conquiste nell’istruzione e nella sanità, un successo proprio del suo socialismo, si può constatare come il cambiamento di rotta del regime sia iniziato autonomamente e senza traumi, senza “cadute”, senza rivolte, senza tutto quel che gli avversari aspettavano. Oggi essi esultano, ma è come esultare perché il campione in carica è andato in pensione; anzi, forse sono stati anche loro, gli esuli in Florida, ad avergli dato una mano (involontaria) nel restare saldo e godere di un largo appoggio popolare, con quel vergognoso embargo tanto preteso dai presidenti americani, che ha sempre dato qualche scusa di troppo alla durezza del regime caraibico.

Fidel ha vinto e ha preso il posto che gli spetta nella Storia.

Descansate, compañero. Hasta la victoria, siempre.

 

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Aspettando il miracolo

Continua la serie di scomparse nel mondo della musica con Leonard Cohen. In verità lo conoscevo pochissimo, soprattutto per Waiting for the miracle, che si può ascoltare nella colonna sonora di Assassini nati (O. Stone, 1994). Evocativo.