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Ricordando Dimebag

Cristo, mi pare assurdo che siano passati già quindici anni dall’assassinio di Dimebag Darrell. Ricordo ancora d’aver sentito la notizia dalla radio del supermercato. Pareva folle allora e lo è ancora adesso. Era anche la prima volta che sentivo qualcuno parlare dei Pantera al di fuori dell’ambito metal. Uno shock è uno shock, suppongo. Mi verrebbero in mente varie cose da dire, considerazioni e polemiche, ma lascio perdere volentieri. Preferisco riportare le parole di Phil Anselmo sul suo amico, e il video di I’m Broken per celebrare la bravura del grande chitarrista. Voi quale musica scegliereste?


Otto anni tughèder

Oggi sono otto anni di blog, che è ufficialmente più longevo del precedente. Anche più “serio”, sebbene non ci giurerei troppo. Anzi, facciamo così:

 


Fondazione della Repubblica Popolare Cinese

1 ottobre 1949: Mao Tse-Tung proclama la Repubblica Popolare Cinese, dopo la guerra civile contro il Kuomintang, partito nazionalista di Chang Kai-Shek, col quale il PCC fu comunque alleato durante la guerra contro il Giappone. Da allora sono esistite due “Cine”, quella continentale e quella di Taiwan. Per diversi anni, solo la seconda è stata riconosciuta al livello diplomatico internazionale; oggi, la prima è la nuova potenza economica in grado di influenzare gli equilibri mondiali. Il discorso su come un arretrato paese agricolo sia divenuto uno dei carri trainanti dell’economia globale è articolato e complesso; tuttavia si può affermare che la caratteristica fondamentale della Repubblica Popolare Cinese sia la sua capacità di adattamento: un imprenditore cinese, scherzando ma non troppo, diceva che mentre negli USA si può cambiare partito, ma non si possono cambiare le politiche (l’essenza di fondo della politica americana resta tutto sommato la stessa sia con i democratici che con i repubblicani), in Cina si possono cambiare le politiche, ma non il Partito. Infatti la legittimità del sistema cinese continentale si basa interamente sull’autorità del Partito Comunista Cinese, che possiede la maggioranza assoluta di seggi in un parlamento dove gli altri partiti sono sostanzialmente suoi gregari. Questo implica che ogni decisione non viene presa attraverso un dibattito democratico nel senso occidentale del termine, bensì attraverso una serie di verifiche e sperimentazioni che seguono una pianificazione flessibile a medio e lungo termine. E sì, per chi se lo stesse aspettando, c’è pure l’uso della forza, della repressione e della censura. Ma la cosa interessante resta la possibilità, per un sistema fortemente autoritario, che pure aveva guardato all’URSS staliniana come un modello di sviluppo, di adattarsi ai cambiamenti senza perdere il controllo, di evolversi, di cambiare strategie quando queste non danno risultati ottimali (e le politiche di Mao in qualità di presidente, per esempio, furono un disastro, nonostante egli fosse stato in grado di organizzare il Partito nel modo più adatto ed efficiente prima della conquista del potere). Tale flessibilità è frutto, sopratutto, del pragmatismo di Deng Xiaoping e della sua fazione politica che, nel liquidare il maoismo nella pratica, ne ha mantenuto l’identità ideale e la continuità storica, da cui trarre legittimazione nonostante i cambiamenti anche estremi rispetto all’epoca del Grande Timoniere.

Per questo credo sia ancora attuale l’inno Senza il Partito Comunista non ci sarebbe la nuova Cina, che risale al 1943, come risposta allo slogan Senza il Kuomintang non ci sarebbe la nuova Cina. Attuale, perché sebbene la grandezza economica della Cina moderna sia dovuta a un cambio di rotta importante nella gestione dell’economia (ripeto, in forte contrasto con il maoismo precedente), è pur vero che quel mix così particolare di socialismo e tecnocrazia a cui il paese asiatico deve una crescita costante da quarant’anni, è frutto proprio della capacità del PCC di amministrare con razionalità e pragmatismo un sistema-paese enorme e complesso. Oggi può sembrare assurdo presentare Mao come ispiratore della potenza moderna, ma rifarsi alla sua figura mantiene legittimità e continuità politica per il Gongchandang, che in realtà è oggi figlio di Deng.

In fondo, la Cina è senza dubbio entrata in una nuova fase storica grazie alla vittoria dei comunisti, laddove il Kuomintang, giunto al potere negli anni Venti, non fece molto altro che ricreare lo schema post-coloniale di concentrazione della ricchezza in poche grandi famiglie e un sistema corrotto di scambi e favori con le potenze occidentali. Ma la questione è complessa e non ne parlerò qui. Mi sento piuttosto di consigliarvi una lettura che compendia molto bene la storia della Cina moderna, sebbene sia piuttosto datata e credo anche difficile da trovare: N. Colajanni, La Cina contemporanea, 1949-1994, Newton&Compton 1995. Basti dire che già all’epoca l’autore aveva ipotizzato il 2005 come anno dell’ascesa internazionale della Repubblica Popolare Cinese, previsione rivelatasi corretta.

P.S. –  E questo è il 200° articolo del blog!


La Mamma Tigre

tiger momLe differenze culturali giocano un ruolo molto importante nelle scelte educative e nelle relazioni che si stabiliscono. Amy Chua, professoressa di diritto a Yale, statunitense di origine cinese, ha ottenuto successo internazionale con il libro Il ruggito della Mamma Tigre (edito in Italia da Sperling&Kupfer), inscrivibile nel genere della memorialistica, in cui racconta del suo modo di educare le figlie secondo i metodi tradizionali che lei stessa aveva seguito in gioventù. Un caso editoriale che ha suscitato interesse e polemiche, dove si espone la questione delle differenze tra l’educazione per come si è evoluta nei paesi occidentali, in particolare gli USA, e l’educazione tradizionale cinese, di matrice confuciana. L’autrice ha sottolineato che questo libro non vuole essere un “manuale per i genitori”, ma una riflessione familiare sul modo radicalmente diverso di intendere l’infanzia, preparare le generazioni future, considerare le capacità dei propri figli, tra le culture dominanti oggi nel mondo. Continua a leggere


Lezioni di De Crescenzo


Keith Flint, 1969-2019

 


Considerazioni attuali, 4

Sommario

  1. Su Cesare Battisti
  2. Sui “rossobruni”
  3. Sulle armi
  4. Su Darwin in Turchia
  5. Sull’antisemitismo per bambini
  6. Su Bolsonaro
  7. Sui bot, cioè i falsi profili social
  8. Sulle fake news così assurde che vengono prese sul serio
  9. Su South Park: una apologia

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