Archivi tag: brasile

Considerazioni attuali, 4

Sommario

  1. AggiornamentoSu Cesare Battisti
  2. Sui “rossobruni”
  3. Sulle armi
  4. Su Darwin in Turchia
  5. Sull’antisemitismo per bambini
  6. Su Bolsonaro
  7. Sui bot, cioè i falsi profili social
  8. Sulle fake news così assurde che vengono prese sul serio
  9. Su South Park: una apologia

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Considerazioni attuali, 3

Sommario

  1. Sul razzismo estivo
  2. Sulla qualità del razzismo in Brasile
  3. Sulle anatre “rosse” in un barile
  4. Sulle ultime novità dall’America Latina
  5. Di nuovo su Trump

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Il Gigante Verde-Oro

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Brasile. Uno dei paesi a più alto tasso di sviluppo economico assieme alla Cina (di cui ho parlato qui), all’India, alla Russia, al Sudafrica e alla Corea del Sud. Uno dei paesi geograficamente più estesi del mondo, ricco di risorse e potenzialità. Caratterizzato da una piramide sociale con una punta di super-ricchi (gente che va da casa a lavoro in elicottero) e una base di sottoproletari al limite della fame. In mezzo, una classe media in aumento, ma dal futuro incerto.

All’inizio dell’estate il Brasile è venuto alla ribalta internazionale per le proteste contro il governo, contro i suoi sprechi, la sua corruzione, le sue politiche schizofreniche sui beni pubblici. Si ripetono scene e situazioni di protesta di strada già diffuse in altre parti del mondo. Eppure il governo è retto dalla prima donna presidente, Dilma Rousseff, appartenente al partito di Lula, una delle figure più apprezzate della sinistra internazionale. Un partito, il PT (Partido dos Trabalhadores) che regge il paese ormai da dieci anni, avendo ottenuto sempre moltissimi voti. Questo, tra l’altro, dopo decenni di opposizione radicale e una rapida correzione di rotta nel 2003 verso posizioni “roosveltiane”, pur restando sempre e comunque alveo di tutte le speranze di rinnovamento profondo della società brasiliana. Come mai, tutto a un tratto, sembra essere diventato così degno di biasimo? Continua a leggere


Addio a Oscar Niemeyer

Ieri è morto all’età di 104 anni uno dei più famosi architetti del Brasile e del mondo, Oscar Niemeyer, la cui fama internazionale si deve soprattutto ai suoi contributi alla progettazione e costruzione di Brasilia e del Palazzo dell’ONU.  Architetto a suo modo anomalo, sostenitore dell’utilitarismo eppure sempre attento a un’estetica calda nelle sue creazioni, ha avuto una vita movimentata: comunista sin da giovane, ha sperimentato censura ed esilio negli anni della dittatura militare (’64-’84); le sue idee architettoniche si sono espresse in numerosissime realizzazioni, dal padiglione brasiliano della New York World’s Fair alla Chiesa di San Francesco d’Assisi a Belo Horizonte (Minas Gerais), esplorando le possibilità costruttive del cemento armato e contrastando la monotonia e il mal interpretato funzionalismo dell’architettura moderna; anche in Italia c’è qualcosa di suo, il Palazzo Mondadori a Segrate, sede dell’omonima casa editrice, e l’Auditorium di Ravello. Nella progettazione della zona dei ministeri a Brasilia, l’ispirazione socialista gli ha fatto evitare zone “migliori” per  i ministri, cosicché le abitazioni di questi non siano diverse da quelle degli operai (in seguito pare che le cose non siano proseguite su questa linea). Ulteriore esempio del suo stile è l’Edificio Copan a San Paolo del Brasile.

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