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Altri tre, tra i molti

John Hurt, un grande, che non avevo già omaggiato per la “stanchezza” di tutte queste morti; Powers Boothe, volto e voce straordinari; e Chris Cornell, stanotte, all’improvviso, voce di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Insomma sono ormai ridotto ad accendere lumicini sulle tombe di chi mi ha regalato momenti di relax, svago, emozioni. Forse dovrei cambiare il sottotitolo del blog in “produzione strutturale di pensieri imperfetti E NECROLOGI“. D’altro canto non posso farne a meno. Non ho mai avuto molti amici, se se ne vanno anche quegli artisti che, senza saperlo, mi hanno fatto compagnia e aiutato indirettamente, il minimo che possa fare è ricordarli qui.


Valentino Parlato, 1931-2017

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“Il messaggio del comunismo è il messaggio di progresso, del fatto che bisogna sempre andare oltre le condizioni del presente, in quanto c’è sempre diseguaglianza e oppressione. Abbiamo cominciato nel 1789 con la Rivoluzione francese: Liberté, Égalité, Fraternité. Questa Égalité, questa Fraternité, questa Liberté non ci sono per tutti, e il comunismo è la lunga lotta per migliorare queste condizioni. Io credo che sia impossibile, nel mondo umano, arrivare alla realizzazione totale della libertà, dell’eguaglianza, della fraternità. Questo sarebbe creare il paradiso in terra. Il paradiso in terra è impossibile, perché allora la società si fermerebbe, saremmo tutti contenti, tranquilli, riposati. Non è questo. È la ricerca, è andare avanti, è migliorare, questo è il comunismo. È un processo, è una lotta, è i movimenti.”


Quel Bob Morton era un genio

Robocop è uno di quei film fondamentali che mi hanno segnato. Duro, affascinante, sarcastico, sopra le righe, raccontava di un mondo dedito al profitto contro ogni sciocca idea di umanità. E il personaggio di Bob Morton, creatore del poliziotto-robot, è quanto di più antipatico possa esserci: vuole essere più e meglio di Dick Jones, ma nel suo stesso campo, sul suo stesso piano, la spietata corsa al potere del denaro, e per farlo si appropria del corpo di Alex Murphy, distruggendolo e ricreandolo dentro una macchina non per la sicurezza, non per la giustizia, non per salvare Murphy o chiunque altro, ma per vincere nella competizione corporativa, per farci un mucchio di soldi, per affondare nella coca e nelle squillo di lusso. Antipatico, spocchioso, arrogante, insopportabilmente yuppie. Eppure riesce a creare un capolavoro di biomeccanica, una incredibile fusione di uomo e macchina, un eroe, in cui l’umanità riaffiorerà malgrado tutto.

Un personaggio del genere non avrebbe potuto essere interpretato da chiunque. Non riesco a immaginarlo fatto da qualcun’altro, non in quel momento, non in quel film. Per questo voglio ricordare Miguel Ferrer, che di personaggi antipatici e difficili era un esperto, con la scena della nascita di Robocop.


Fine d’anno

E l’anno si chiude con la scomparsa di George Michael e Carrie Fisher. Dicevamo? Necrologi per un’ecatombe.

Leila, anche le principesse muoiono (ilSole24Ore)


до свидания

Quest’anno maledetto non finisce più.

Cos’è il Coro dell’Armata Rossa (il Post)

Ricordiamolo con un paio di classici:

E un paio di canzoni moderne:

Leonid Kharitonov, che avete sentito nelle esibizioni più vecchie qui riportate, ha rilasciato un video di condoglianze per i membri del Coro di cui ha fatto parte per vent’anni (sottotitoli in inglese):


Fine del Novecento

La morte di Fidel Castro ha chiuso definitivamente il XX secolo. L’ultimo personaggio di grande importanza storica del secolo scorso se n’è andato da vincitore: ha vinto resistendo contro gli USA, ha vinto sopravvivendo ad attentati e invasioni, grazie all’appoggio del popolo, ha vinto mantenendo in vita la rivoluzione quando tutto sembrava perduto. Ha vinto lasciando il potere quando non era più in grado di reggerlo, ed è morto quando è giunta la sua ora, non quando glielo auguravano i nemici. Qualcuno ha detto che però ha visto fallire il suo progetto, il socialismo caraibico: vero, almeno in parte, ed è simbolico che nel momento in cui Cuba riapre le relazioni con gli USA e fa timidi passi verso il mercato, Fidel sia scomparso. Ma, fatte salve le conquiste nell’istruzione e nella sanità, un successo proprio del suo socialismo, si può constatare come il cambiamento di rotta del regime sia iniziato autonomamente e senza traumi, senza “cadute”, senza rivolte, senza tutto quel che gli avversari aspettavano. Oggi essi esultano, ma è come esultare perché il campione in carica è andato in pensione; anzi, forse sono stati anche loro, gli esuli in Florida, ad avergli dato una mano (involontaria) nel restare saldo e godere di un largo appoggio popolare, con quel vergognoso embargo tanto preteso dai presidenti americani, che ha sempre dato qualche scusa di troppo alla durezza del regime caraibico.

Fidel ha vinto e ha preso il posto che gli spetta nella Storia.

Descansate, compañero. Hasta la victoria, siempre.

 


Aspettando il miracolo

Continua la serie di scomparse nel mondo della musica con Leonard Cohen. In verità lo conoscevo pochissimo, soprattutto per Waiting for the miracle, che si può ascoltare nella colonna sonora di Assassini nati (O. Stone, 1994). Evocativo.