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Aforismi a buon mercato, vol. 8

Aforismi 62 – 71

  • Fideismo politico
  • Mascolinità tossica secondo Rollins
  • Duri e impuri
  • Quando c’era esso
  • Votazioni, I
  • Votazioni, II
  • A proposito di Coso
  • Imparare da Sun Tzu
  • Basta materie da comunisti!
  • Chi è fascista?

[Stavolta alcuni sono proprio vecchi, eh, ma ci sono link interessanti in mezzo]

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I miei dischi della Rollins Band

Rollins Band banner

Avevo già parlato di Henry Rollins pubblicando il video e il testo di una delle sue canzoni che apprezzo di più, Illumination. All’epoca però non avevo neanche uno dei suoi dischi, peraltro difficili da trovare persino nei negozi delle grandi città. Negli ultimi anni ne ho recuperato cinque, quelli degli anni ’90/2000, secondo me i più raffinati e maturi (e anche secondo i suoi detrattori, legati al suo passato punk).

Ho conosciuto Rollins grazie a Beavis & Butthead, che in un episodio commentano il video di Disconnect. Per lungo tempo è stato solo un artista “sullo sfondo”, rispetto agli altri che ascoltavo; mi colpiva che fosse così muscoloso, di solito i cantanti non hanno molta cura di se stessi, però quello che sapevo di lui era legato ai video che passavano su Mtv, ai suoi cameo cinematografici e a qualche articolo su siti specializzati. Poi, grazie a Youtube, ho cominciato ad ascoltare altre canzoni tratte dai vari album, e ho capito che non solo è un personaggio interessante, ma anche un ottimo artista, con idee musicali aperte e sempre intento a rinnovarsi, pur restando fedele alla sua linea (e specifico sua, perché sentire un punkettone che mi viene a dire “Rollins si è venduto!” avendo smesso di suonare punk è come sentire che i gatti sono erbivori perché masticano le piantine). Un artista poliedrico, non solo per le sue prove d’attore, come nel cortometraggio Deathdealer, ma anche per i suoi monologhi teatrali e i suoi programmi televisivi.

Soprattutto, posso dire che i testi sono profondi, stimolano riflessioni, raramente sono banali o scontati. So che sembra esagerato, ma in certi casi ascoltarle è come fare una seduta terapeutica, ci sono dentro questioni psicologiche, sensazioni ed emozioni intime, punti di vista esistenziali, visioni perturbanti. Dalla furia dei primi album alla sagacia degli ultimi, Rollins ha dimostrato di avere un cervello funzionante e una grande sensibilità. Da un po’ di tempo a questa parte ha smesso di suonare, perché sentiva di non avere più molto da dire e non aveva intenzione di trasformarsi in una “greatest-hits-machine”, una macchina che suona a ripetizione i suoi successi, concentrandosi su altri progetti. Un peccato? Beh, certo mi spiace, ma meglio che vederlo autodistruggersi.

E ora passiamo agli album.

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Ember of Rage


Rollins Band – “Illumination”

Henry Rollins è un personaggio interessante. Musicista e scrittore, ha intrapreso una carriera di tutto rispetto: cantante dello storico gruppo punk americano Black Flag, dopo il loro scioglimento realizza Hot Animal Machine, suo primo lavoro da solista, che è un uragano di rabbia, disillusione e violenza (esempio: There’s A Man Outside). In seguito forma la Rollins Band e inizia a sperimentare in vari sensi, sfumando i suoi demoni in produzioni più raffinate, ma sempre molto energiche (per esempio in Liar e Disconnect). A questo ha aggiunto una passione per i monologhi, o spoken-word, al contempo seri e umoristici, spesso incentrati su questioni sociali, con cui ha raggiunto la popolarità. Ha anche fatto alcune comparse in TV e al cinema. La sua presenza scenica è impressionante: muscoloso e tatuato, salta e urla come un folle (vedi Get Some Go Again); eppure quando parla sembra un’altra persona, pacato, buffo e ironico, ma mai ridicolo (come qui e qui).

Nonostante abbia selezionato qui sopra varie canzoni, ho scelto di proporre Illumination perché è una canzone che crea una potente visione, uno scenario perfettamente integrato nelle immagini del video (uno dei rari a essere in relazione con la canzone che pubblicizzano). Parla del viaggio verso l’illuminazione, di cosa si deve sopportare finché non si raggiunge questo obiettivo, così grande da rischiare di esserne distrutti. Dopo, tutto quanto cambia per sempre e quasi si preferirebbe poter tornare indietro, “non sapere ciò che so ora”. Mi ha colpito, mi ha coinvolto, perché ci rivedo parecchie cose di me, il desiderio di ricercare, di scoprire, e la paura di trovare ciò che cerco.

I walked green miles of jungle
I walked through yellow miles of pain
I crossed starvation’s desert
Watched dead rivers swell with rain

The song of insects filled the air
Nights in cites of despair
Where killer’s sons said, son beware
And all the roads from here to there

I sailed the sea of desolation
Dropped my anchor there
Plumbed the depths of isolation
Walked its length and was not scared
Went from end to end to end
And then from there I went again
The road that only this one knows
Off to nowhere here I go

Illumination comes so hard
Makes me see but it leaves its scars
At times I wish that I didn’t know what I know now

Thought and thought until I lost my mind
Looked and looked until I went near blind
The path is fair but so unkind
Illumination

At night the highway’s diesel roar
Speaks to me and tells me more
Than any book I’ve ever read
Or anything you ever said
With silent eyes inside
I watch myself and worlds collide
The seasons burn and crack my skin
I stay outside and live within

Illumination comes so hard
Makes me see but it leaves its scars
At times I wish that I didn’t know what I know now

Thought and thought until I lost my mind
Looked and looked until I went near blind
The path is fair but so unkind
Illumination


Ghost Riders in the Screen

Il fascino di questo supereroe della Marvel è indiscutibile: un motociclista maledetto che si trasforma nello spirito della vendetta, corre sulla sua moto infernale mostrando un impressionante teschio avvolto dalle fiamme e punisce i malvagi con lo spietato sguardo della penitenza, che ritorce contro di loro le sofferenze di cui si sono resi responsabili. Certamente un personaggio tormentato e oscuro tanto quanto Daredevil, The Punisher (del cui primo film ho parlato qui) o Batman, per di più calato nel soprannaturale, sempre in mezzo a creature uscite dagli inferi e in un ambiente notturno. Con queste caratteristiche, c’è molto materiale per trarne un film grandioso; e invece no, ci hanno provato due volte ed è andata sempre male, nonostante un interprete d’eccezione come Nicolas Cage. Continua a leggere