Archivi categoria: Giorni Imperfetti

Keith Flint, 1969-2019

 

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Una vecchia masturbazione mentale

Quello che segue è uno dei miei primi articoli sul vecchio blog. Risale al 2005. Una riflessione in corso d’opera, oserei dire, su questioni che da allora si sono trasformate e ritrasformate nella mia mente. Oggi non la vedo più così, ma leggendo ora un certo libro, di cui parlerò tra un po’ di tempo, mi è tornata in mente questa vecchia masturbazione mentale. La riporto qui com’era, senza apportare modifiche, nemmeno nei punti dove il linguaggio mi irrita, la sintassi mi preoccupa, gli errori si affastellano e le idee mi imbarazzano.

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domenica, 20 febbraio 2005
Superamento/annullamento di sé

Prendete un film come “Fight Club”; dico il film e non il libro perché quest’ultimo non l’ho ancora letto, nonostante lo abbia da tempo.
Prendete poi un libro apparentemente fatto per scherzo, “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” e aggiungeteci qualche breve e sommaria ricerca sulla dottrina del Buddha.
Infine, prendete Carmelo Bene che va al Maurizio Costanzo Show per una serata “Uno contro tutti” e la trasforma in “Nessuno contro tutti” con uno sproloquio assurdo e iperbolico contro la mediocrità che in effetti, per lui, è la civiltà stessa.
Scoprite il filo rosso che congiunge questi elementi (apprò, ‘sta storia del filo rosso l’ho sentita in un manga, ma la usano ovunque, che origine ha?) e avrete difronte un quadro a suo modo inquietante. Continua a leggere


Magico numero

Sette mari, sette peccati capitali, sette nani, sette piani, sette stelle di hokuto, sette giorni della settimana, sette anni di blog.

Dicono che ogni sette anni si chiuda un ciclo vitale e se ne apra un altro. Dicono che in antichità il numero sette si usasse anche per indicare quantità indefinite. Dicono che… dicono tante cose. Numerologia, tarocchi, alchimia. Forse è solo disperazione.

Siamo tutti sulla stessa barca, sullo stesso scoglio, in mezzo a un mare di disperazione.

Ora che ci penso, il mio vecchio blog durò proprio sette anni, poi la piattaforma morì.

Vabbè. Alla salute.


Natale


Six years around

Sei anni di blog e quasi me ne scordavo! Festeggiamo con rock brutale! 😀


Altri tre, tra i molti

John Hurt, un grande, che non avevo già omaggiato per la “stanchezza” di tutte queste morti; Powers Boothe, volto e voce straordinari; e Chris Cornell, stanotte, all’improvviso, voce di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Insomma sono ormai ridotto ad accendere lumicini sulle tombe di chi mi ha regalato momenti di relax, svago, emozioni. Forse dovrei cambiare il sottotitolo del blog in “produzione strutturale di pensieri imperfetti E NECROLOGI“. D’altro canto non posso farne a meno. Non ho mai avuto molti amici, se se ne vanno anche quegli artisti che, senza saperlo, mi hanno fatto compagnia e aiutato indirettamente, il minimo che possa fare è ricordarli qui.


Valentino Parlato, 1931-2017

valentino-parlato

“Il messaggio del comunismo è il messaggio di progresso, del fatto che bisogna sempre andare oltre le condizioni del presente, in quanto c’è sempre diseguaglianza e oppressione. Abbiamo cominciato nel 1789 con la Rivoluzione francese: Liberté, Égalité, Fraternité. Questa Égalité, questa Fraternité, questa Liberté non ci sono per tutti, e il comunismo è la lunga lotta per migliorare queste condizioni. Io credo che sia impossibile, nel mondo umano, arrivare alla realizzazione totale della libertà, dell’eguaglianza, della fraternità. Questo sarebbe creare il paradiso in terra. Il paradiso in terra è impossibile, perché allora la società si fermerebbe, saremmo tutti contenti, tranquilli, riposati. Non è questo. È la ricerca, è andare avanti, è migliorare, questo è il comunismo. È un processo, è una lotta, è i movimenti.”