Archivi del mese: gennaio 2012

Eutanasia al vecchio blog

vecchio blog

Ieri era il penultimo giorno di attività di Splinder e ho avuto un moto d’orgoglio verso il mio vecchio blog: non potevo lasciare che svanisse da solo, senza di me, perché io gli ho dato la vita e dunque io gliela avrei tolta. Ho pubblicato un ultimo, inutile post in cui annunciavo la mia decisione per quella sera stessa, poi ho iniziato in modo quasi rituale a cancellare tutto quel che vi avevo aggiunto (link, amici, tag, pvt ecc.), infine ho dato un ultimo sguardo a quel contenitore di sette anni vissuti stranamente e ho cliccato su “cancella blog”. Qualche attimo di caricamento della pagina, poi il messaggio finale. E così il Gabinetto di Riflessione è stato chiuso per sempre, svanito per mia mano nell’oblio, dolcemente e senza rimpianti.

Ora, perché una lagna del genere? Semplicemente perché è stato importante per me, un luogo di sfogo che mi ha aiutato molto a superare certi dolori, a ripensare a me stesso, a metter chiarezza su idee e visioni. Grazie a quel blog, poi, avevo conosciuto mia moglie e questa è stata la cosa più bella e importante legata a quelle pagine. Per questo non potevo accettare davvero che tutto finisse oltre la mia volontà, l’inevitabile aveva ancora qualcosa di controllabile e ho scelto di esserne io strumento volontario e consapevole. Avrei voluto cancellare anche il mio account, ma non è stato possibile.

E’ stato in ogni caso liberatorio.
Un ciclio si è chiuso e con esso una parte del passato.
Un legame spezzato con masturbazioni mentali ormai lontane.
Il nero del template era il buio della mia anima, il bianco dei caratteri erano gli sprazzi di luce della mia coscienza che interrogava se stessa.
E quella bella stella si integrava così bene da non poter essere sostituita da nient’altro.

In fondo è terribile pensare a quanta vecchia roba conserviamo, sia nel virtuale che nel reale, ricettacolo di polvere fisica e morale, crogiolo di ricordi e talvolta di energia negativa, opprimente e insana. Ieri ho lasciato svanire tutto, non importa la copia che ne ho fatto, non è quel blog, non è quel luogo, non è quella esperienza, solo una traccia di un diario come quelli di carta e nulla più. La fine di tutte le cose è drammatica, ma al contempo un sollievo, perché non puoi preoccupartene più.

Ora ho la mia fabbrica da costruire.

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Il filo e la rete

Non scrivo nulla di nuovo se affermo che la differenza tra il ragionamento maschile e il ragionamento femminile risiede nel binomio razionalità-intuizione. Lo si sente dire da alcune decadi, gli uomini sono più razionali e le donne più intuitive, senza connotazioni sessiste (sessista è affermare che gli uomini sono intelligenti e le donne stupide o viceversa) e senza scadere nell’idea per cui gli uomini sono razionali e le donne irrazionali, cosa non vera perché l’intuizione  non è irrazionale, bensì un diverso tipo di razionalità. Per usare termini diversi, possiamo prendere a prestito il linguaggio filosofico e dire così: gli uomini sono più analitici, le donne sono più sintetiche; essendo analisi e sintesi due momenti complementari della conoscenza, è evidente che ognuno dei due soggetti in questione ha in sé tanto gli atteggiamenti analitici quanto quelli sintetici, quindi la differenza sta nella più generale tendenza a procedere del ragionamento a seconda del sesso. Per me, comunque, c’è un modo più simpatico di intendere la cosa. Come si suol dire, un’immagine vale più di mille parole; proviamo allora a immaginare come si possa visualizzare il ragionamento negli uomini e nelle donne. Continua a leggere