Archivi tag: destra

Aforismi a buon mercato, vol. 8

Aforismi 62 – 71

  • Fideismo politico
  • Mascolinità tossica secondo Rollins
  • Duri e impuri
  • Quando c’era esso
  • Votazioni, I
  • Votazioni, II
  • A proposito di Coso
  • Imparare da Sun Tzu
  • Basta materie da comunisti!
  • Chi è fascista?

[Stavolta alcuni sono proprio vecchi, eh, ma ci sono link interessanti in mezzo]

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Aforismi a buon mercato, vol. 7

Aforismi 51 – 61

Sommario

  • L’originale imitato da tutti
  • Complimenti per la coerenza
  • Nun te reggae più
  • Quattro punti consequenziali
  • La questione della metafisica
  • Gentilianamente
  • Filosofi oggi?
  • Caducità della conoscenza e della tecnologia
  • Attualità e inattualità di un’opera
  • Stimolato da Furio Jesi
  • Sì però a sinistra?

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Neomarxismi postmoderni e dove trovarli

Our mission is to clean!

Forse non ne avete ancora sentito parlare, ma tra poco tempo sarà famoso anche da noi il prof. Jordan Peterson, psicologo dell’Università di Toronto, il cui più recente libro uscirà il mese prossimo anche in Italia. Perché sarà famoso? Per lo stesso motivo che lo ha reso famoso in America: è un trita-comunisti. Nel giro di un paio d’anni è diventato il guru della destra americana, in particolare della “alt-right“, ma in generale dei conservatori di tutto il continente, grazie ad alcuni video in cui contesta, molto abilmente, le argomentazioni a favore del politicamente corretto e delle politiche di genere. Se date un’occhiata su YouTube, oltre alle sue lezioni universitarie, troverete una caterva di video con titoli tipo “Jordan Peterson destroys left maniac”, “Transgender schooled by Peterson” e via dicendo, messi evidentemente da suoi fan che adorano vedere come lui riesce dove loro falliscono.

 

Da Toronto con furore

Ma procediamo con ordine. Lo ho conosciuto tramite questo video, in cui viene analizzato in dettaglio come lui riesca a tener testa a una giornalista che lo aggredisce usando trucchi degni del libretto di Schopenhauer sull’arte di ottenere ragione:

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Considerazioni attuali, 3

Sommario

  1. Sul razzismo estivo
  2. Sulla qualità del razzismo in Brasile
  3. Sulle anatre “rosse” in un barile
  4. Sulle ultime novità dall’America Latina
  5. Di nuovo su Trump

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Un amico di destra

Quello che segue è un vecchio articolo rimasto a livello di bozza per qualche anno. Ho deciso di completarlo pur avendo cambiato, nel frattempo, alcune prospettive. In questi ultimi tempi, il degrado della politica e della società civile nel nostro Paese ha raggiunto un limite che non era stato toccato da decenni. Non potrei, in tutta sincerità, accettare tra i miei amici un sostenitore dei delinquenti che stanno stravolgendo l’integrità delle nostre istituzioni, della nostra etica civile e della nostra cultura. Purtroppo è un periodo di forte polarizzazione e, anche rifiutando la logica tribale oggi così diffusa, ci costringe comunque a prendere posizione e tracciare una linea. Ma quello che segue vuole essere un’esortazione a vedere il lato positivo di discutere con persone che la pensano all’opposto, e lo propongo proprio in reazione alla logica tribale.

***

Premesso che nelle amicizie non faccio grandi discriminazioni politiche, perché trovo sciocco basare i rapporti interpersonali su giudizi “ideologici”, mi pare piuttosto normale che ognuno di noi tenda a circondarsi di persone in qualche modo simili a sé. Di conseguenza, gran parte delle persone che posso considerare amiche hanno una visione del mondo relativamente simile alla mia; però tra la scuola, l’università e gli ambienti di lavoro e di piacere, ne ho conosciute di persone che la pensano diversamente e magari all’opposto. D’altra parte ho anche evitato di coltivare rapporti con gente che, pur avendo idee vicine alle mie, era per altri versi poco interessante o gradevole. Ci sono poi alcune conoscenze che si fanno per forza di cose, come parenti o amici stretti di amici, con cui si deve avere a che fare senza poter davvero operare una normale selezione.

Di amici di destra ne ho quindi diversi. Alcuni lo sono da sempre (di destra, intendo), altri lo sono diventati in seguito a delusioni più o meno cocenti a sinistra (questi sono i più “cattivi”). Averli, quando si è marxisti impenitenti e, loro, di tendenze reazionarie, può essere fonte di stress, ma anche di sforzi intellettuali. Uno in particolare mi stimola molto a interrogarmi su ciò che penso, perché spesso e volentieri dice cose talmente assurde da mandarmi fuori dai gangheri, eppure è così convincente e sicuro di sé che non di rado mi trovo in difficoltà a fargli capire dove sbaglia su cosa non concordo e come mai. Continua a leggere


Bancarotta ideologica?

Volete prenderlo sul serio? Ma lo sentite come parla? Usa la parola “tecnocrate”! Sembra un sociologo degli anni Settanta!

(da un episodio di APB, serie cancellata dopo la prima stagione)

Non so esattamente cosa scrivere, ma mettiamola così: la sinistra, non solo in Italia, sta scivolando verso la bancarotta ideologica. Ho la sensazione persistente che le varie anime della sinistra continuino, imperterrite, a mancare il punto fondamentale. Da un lato, quello radicale, c’è uno “sloganismo” inconcludente, fatto di rivendicazioni fuori dalla realtà, parole d’ordine antiquate, idee riciclate e una generale disperazione; dall’altro, il lato moderato, c’è un appiattimento imbarazzante sul liberismo, con il silenzio sullo sfruttamento, la rassegnazione rispetto al potere economico, i tentativi spesso patetici di salvare il salvabile con un po’ di assistenzialismo e tante promesse sul futuro che migliorerà. Ora, io non ho una ricetta pronta per aprire una nuova strada, ma direi che non mi sento rappresentato da nessuno. Continua a leggere