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La città senza volto

Circa un anno fa sono stato a Berlino. E’ una città molto particolare: non ha molti palazzi antichi, né molti grattacieli; non ha paesaggi che colpiscono, né molti monumenti da fotografare. E’ un immenso cantiere aperto, con lavori di lungo corso e grandiosi progetti che probabilmente non finiranno mai. Eppure devo dire che è proprio in questa mancanza che si sente il passaggio della Storia, degli eventi titanici avvenuti in questa città. Berlino ha una natura intimamente precaria, sempre in divenire. Non può permettersi cicatrici sul volto, perché è il volto stesso a mancare. Qui la memoria mostra la sua natura eterea, senza pietra in cui incarnarsi. La città è stata distrutta e ricostruita così tante volte, da non avere più la possibilità di mostrarsi nelle sue età, nelle sue evoluzioni. E’ antica e giovane allo stesso tempo. Continua a leggere

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Ingrao nel 1990

Pietro Ingrao (1915-2015) al XIX congresso del PCI, nel pieno del processo noto come “svolta della Bolognina“.

[appunto, una pagina dei necrologi; ma posso davvero lasciar correre?]

Aggiornamento: link al dialogo tra Ingrao e Bobbio sulle istituzioni, pubblicato nel 1986 su MicroMega.


Parole sul Muro

berlin wall

Innanzitutto, la storia: il Muro di Berlino, costruito il 13 agosto del 1961, separava i settori americano, inglese e francese da quello sovietico della città, nonché dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Questi erano collegati alla Germania dell’Ovest tramite un ponte aereo. Inizialmente il confine tra i settori era costituito da semplici posti di blocco, poi con l’avanzare della guerra fredda è stato sostituito da steccati con filo spinato, muri semplici di mattoni e infine dai famosi lastroni di cemento armato, in grado di resistere allo sfondamento da parte di un camion. Oltre a questo, vi erano torrette con guardie armate e varie altre misure di sicurezza, soprattutto ai posti di blocco (un amico di famiglia che ai tempi lo attraversò, subì una perquisizione completa dell’auto, che fu persino immersa in uno strato d’acqua per scoprire persone nascoste sotto i sedili). Fu demolito il 9 novembre 1989. Oggi ne sono rimasti pochi tratti, lasciati più per il turismo che per la memoria. Continua a leggere


E la DDR scomparve nel nulla

Oggi è il Giorno della Riunificazione tedesca, avvenuta il 3 ottobre 1990.

Una riunificazione che, come dicono i coreani (del Nord e del Sud), è l’esempio di cosa non si debba fare per riunire due paesi. Tale processo ha in realtà fatto riassorbire l’ex DDR nella BDR: ossia la Germania Est è svanita e quella Ovest si è espansa. Al giorno d’oggi, con la potenza che il Paese ha acquisito, sono in pochi a recriminare quanto accaduto; ma penso che sia giusto non dimenticare un fatto: dopo quasi cinquant’anni, una nazione con una sua storia, una sua cultura e costumi propri, per quanto improntati all’ortodossia staliniana, è stata gettata via senza tanti complimenti. Rinnegata non solo nei suoi aspetti oppressivi e atroci, ma anche in tutto il resto. La nostalgia non fa bene a nessuno, ma di sicuro neanche la damnatio memoriae.

In ogni caso, tanti auguri alla Germania. Io però festeggio con l’inno della DDR.