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‘Sisma all’italiana’

Charli Hebdo su terremoto italiano

E Charlie Hebdo si è alienato le simpatie dell’Italia, forse il paese straniero che più si era stretto attorno alla redazione dopo la strage. Una bruttissima vignetta, seguita da un’altra brutta vignetta come spiegazione. Mi sa che gli inviti a fare conferenze in Italia diminuiranno, in futuro…

Comunque, fu con satire del genere, e ancor più con Charlie Hebdo, che cominciai a non soffermarmi sulla prima impressione; infatti, a ben vedere, c’è un messaggio nascosto che diventa più chiaro con la seconda vignetta: su queste tragedie, qualcuno ci mangia (la mafia, i politici, il malaffare). Ma lo stile non aiuta: sarebbe bastato mettere uno di quei titoletti in stile Vauro, tipo “terremoto in Italia, i politici guardano alle vittime” e sarebbe stato tutto più chiaro e ugualmente terribile. Invece hanno scelto, come al solito, di generare shock e polemiche per poi provare a spiegarsi, con un tono tipo “come, non era ovvio?”. Eh, no, non lo era. Perché possiamo ingannarci quanto vogliamo, ma è la prima impressione che conta, e la mia è stata “sono forse usciti pazzi?”.

Ora, è evidente che se è una rivista “dissacrante”, deve dissacrare. Anche se finisce col darsi la zappa sui piedi. Beh, in fondo cosa ci possiamo aspettare? I migliori della redazione sono stati ammazzati, quel che resta non può sopperire.

Però lasciamo perdere reazioni alla “non sono più Charlie”, che non c’entra nulla.

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Considerazioni attuali

Avrei voluto riservare questo titolo per qualcosa di un po’ più corposo e organizzato, ma sinceramente non ne trovo uno migliore. Si rifà, in tutta evidenza, alle Considerazioni inattuali di Nietzsche, quattro saggi su varie questioni culturali del suo tempo; come riporta Diego Fusaro sul suo sito: “esse sono inattuali poichè enunciano tesi contrastanti con i valori dominanti e operano per costruire un nuovo futuro, anzichè per avere successo nell’immediato e conquistare l’attualità“. Nel mio caso, al contrario, volevo scrivere qualcosa di assolutamente inserito nel contesto odierno e concentrato sul particolare, sul momentaneo, come impressioni a caldo su eventi e notizie. Non per il successo, ma per una sorta di cronaca personale, prima di lasciar perdere. In seguito, forse, approfondirò alcuni punti. Allora, comincio oggi con una sorta di “rubrica” che si affianca agli aforismi a buon mercato e alle citazioni a iosa.

Sommario

  1. Sulla Turchia
  2. Sulla Francia
  3. Sul nome del terrore
  4. Su Carlo Giuliani
  5. Sulla Brexit

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Un anno terribile

Io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi ma eliminando le ragioni che li rendono tali.

— Tiziano Terzani

Per la FranciaIl 2015 è iniziato con la strage della redazione di Charlie Hebdo, è andato avanti con l’avanzata galoppante dell’ISIS in medioriente, tra omicidi, violenze di ogni genere, distruzione di arte e storia, e attentati dinamitardi (come quello in Turchia, fra i molti). Ora si sta chiudendo con un assalto che è in pratica un’azione di guerra, di nuovo a Parigi, di nuovo attraverso un orrore scioccante, e l’inizio di una nuova serie di operazioni militari secondo i modi della guerra contemporanea (per una volta mi pare più efficace dirlo in inglese, modern warfare). Credo sia l’anno peggiore dalla morte di Osama Bin Laden, quando un certo ottimismo si era diffuso rispetto al terrorismo internazionale. Anzi, non poteva andare peggio. Come dissi per Charlie Hebdo, “quanto accaduto in Francia è qualcosa di mostruoso (…) è un regalo ai guerrafondai, ai neofascisti, ai reazionari intolleranti che non vedono l’ora di blindare tutto e fare muro contro muro. Una guerra tra fondamentalisti che si alimenta del sangue di chi crede nella libertà di espressione”, e stavolta è ancor più mostruoso, per quanto incredibile, e ancor più pericoloso. Continua a leggere


Khaled al-Asaad

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Non ho parole per esprimere l’orrore e il disgusto di quanto accaduto a Khaled Asaad. La sua morte brutale, oltre a essere una tragedia, è un simbolo della mostruosità del fanatismo religioso e politico contro l’essere umano, la storia e la cultura. Che possa riposare in pace.

Khaled al-Asaad (Palmira, 1932 – Palmira, 18 agosto 2015) è stato un archeologo, scrittore e traduttore siriano. Dopo l’istruzione di base e superiore ottenuta frequentando le scuole nella sua città natale, proseguì gli studi presso l’Università di Damasco dove si laureò. Nel 1963 fu nominato direttore del museo e del sito archeologico della città di Palmira, carica che mantenne per più di quarant’anni, sino al momento della pensione. È stato indicato come «uno dei più importanti pionieri nel campo dell’archeologia in Siria del ventesimo secolo». Asaad lavorò sin dal 1960 con colleghi statunitensi, francesi, tedeschi e svizzeri nell’indagine sulle prime civiltà a Palmira. Grazie ai risultati di questo lavoro, l’UNESCO nel 1980 riconobbe Palmira come Patrimonio dell’umanità. Asaad pubblicò numerosi articoli su riviste di archeologia e oltre venti libri su Palmira e sulla Via della seta. Conosceva l’aramaico e tradusse diversi testi da quella lingua. Per il suo contributo allo studio dei siti archeologici di Palmira venne insignito dell’Ordine nazionale al merito della Repubblica Francese, dell’Ordine al merito della Repubblica di Polonia e dell’Ordine al Merito della Repubblica tunisina. Era membro del partito Ba’th. A metà luglio del 2015 è stato rapito dai militanti dello Stato Islamico e ripetutamente torturato. Il quotidiano britannico The Guardian ha riferito che Asaad avrebbe rifiutato di fornire informazioni su dove fossero nascoste antiche opere d’arte. Il 18 agosto 2015 Asaad è stato ucciso sulla piazza di fronte al Museo della città nuova di Palmira, Tadmor, e in seguito il suo corpo è stato esposto al pubblico.

[da Wikipedia]


Problemi di espressione. ‘Charlie Hebdo’ e dintorni

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Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo.
– Voltaire

Sul momento ho voluto solo pubblicare un’immagine evocativa, ma non posso evitare di dire qualcosa. Perché dopo qualche giorno di commenti e articoli letti in giro, qualche riflessione vorrei provare a farla.

Quanto è accaduto in Francia ha qualcosa di mostruoso. Non solo per l’estrema violenza dell’assalto, con un commando che stermina una redazione giornalistica (evoluzione di attentati individuali che già hanno insanguinato l’Europa), ma anche per le conseguenze che ciò avrà nei prossimi tempi. E’ un regalo ai guerrafondai, ai neofascisti, ai reazionari intolleranti che non vedono l’ora di blindare tutto e fare muro contro muro. Una guerra tra fondamentalisti che si alimenta del sangue di chi crede nella libertà di espressione. Mi fa venire in mente quella scena di V per Vendetta dove il conduttore televisivo manda in onda una puntata censurata del suo programma, in cui faceva satira sul governo e i terroristi; la sera stessa la polizia irrompe nella sua casa, lo malmena brutalmente, lo arresta, e il capo gli dice con compiaciuto disprezzo “non fai più tanto lo spiritoso, eh?”. Continua a leggere