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God is dead.

 

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Dio è morto!
– Nietzsche

Fratelli e sorelle del rock, è un triste giorno. Lemmy Kilmister, fondatore dei Motorhead, cantante e bassista, icona del rock duro e di una vita di eccessi che incredibilmente non ti ammazza prima dei trenta nonostante tutto, è morto. Giusto pochi giorni fa avevamo festeggiato i suoi 70 anni. Per me è stato importantissimo, il mito musicale per eccellenza, più di tutti gli altri. Con lui oggi muoiono anche i Motorhead e si chiudono quarant’anni di storia del rock, quel “heavy rock” tipico della band di Lemmy che riuniva heavy metal, punk e hard rock. Mi piaceva così tanto che ho tutti i dischi su cui sono riuscito a mettere le mani nel corso degli anni, e pure diversi dvd e libri. Voglio ricordare Lemmy non con la classicissima “Ace of Spades”, inno dei Motorhead, bensì con la canzone che più di tutte esprime lo spirito di Lemmy, in tutti i sensi, specie nell’ironia che, da buon inglese, non gli mancava di certo. Riposa in pace.

Brothers and sisters of rock’n’roll, it is a sad day. Lemmy Kilmister, founder of Motorhead, singer and bass player, icon of hard rock and of a kind of extreme lifestyle that incredibly doesn’t kill you before 30, is dead. Just a few days ago, we celebrated his 70 birthday. To me, he was over the top, the greatest myth in music, more than everyone else. With him, today Motorhead dies too. A forty-years rock history, ends. I deeply loved that “heavy rock”, mixing heavy metal, punk and hard rock, so typical of Motorhead. I got all the albums, dvd’s and even books I could get over the years.

I want to remember Lemmy not with the classical Ace of Spades, Motorhead’s hymn, but with a song that best represents the spirit of Lemmy, in every sense, especially irony, that, as a good english man, he had. Rest In Peace.

If you squeeze my lizard
I’ll put my snake on you
I’m a romantic adventure
And I’m a reptile too

But it don’t make no difference
‘cos I ain’t gonna be, easy, easy
the only time I’m gonna be easy’s when I’m
Killed by death

I’m a lone wolf ligger
But I ain’t no pretty boy
I’m a backbone shiver
and I’m a bundle of joy

But it don’t make no difference
‘cos I ain’t gonna be, easy, easy
the only time I’m gonna be easy’s when I’m
Killed by death

Articoli sulla morte di Lemmy

BlabberMouth: MOTÖRHEAD’s LEMMY Dead At 70

la Repubblica: È morto Lemmy Kilmister dei Motorhead. “La band è finita”, annuncia il batterista

Spin: Motörhead’s Lemmy Dead at Age 70

Rolling Stone Italia: È scomparso Lemmy Kilmister, leader dei Motörhead

Internazionale: È morto Lemmy Kilmister, leader del gruppo rock Motörhead

Altri articoli

L’ultimo concerto (da Ultimate Classic Rock)

L’ultima intervista (da Rockol)

Il suo posto riservato a vita al Rainbow Bar & Grill (da 9gag)

30 momenti storici di Lemmy (da Ultimate Classic Rock)

“I don’t drink milk” (tribute of Valio Milk from Finland)

Aggiornamento

Lemmy Kilmister Memorial Service (veglia funebre del 9 gennaio 2016)

 

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Quattro e così sia

Questo doveva essere il mio anno fortunato, ma non ne ho approfittato. Non mi sono dato da fare come dovevo e, anzi, forse mi è andata pure maluccio. Invece le prospettive per il prossimo sono più serene. Se non altro, perché ho pagato tutti i conti che avevo da pagare e mi sento molto più tranquillo. Adultità pur vuol dire veder volare via i denari per conti che da bambino non erano. Adunque alle volte rimpiango l’infanzia, quando tutto era a carico dei genitori e il mondo pareva esistere sol per me… 😛

Dal punto di vista del blog, stranamente sono riuscito a fare almeno in parte ciò che mi promisi l’anno scorso: un po’ più recensioni disco/cinematografiche, un po’ più articoli poderosi e ponderosi. Spero di continuare così anche quest’anno. Talvolta penso di cambiare nome al blog, ma ormai non conviene più. Questo è troppo significativo.

Per festeggiare, vediamo un po’. Una scoperta davvero carina è stata EPIC RAP BATTLES OF HISTORY, canale video di un duo comico musicale americano, Nice Peter ed Epic Lloyd, due rapper bianchi che, con l’aiuto di altri artisti, hanno dato vita ad esilaranti battaglie rap tra personaggi famosi. Li ho scoperti per caso, attratto dai faccioni di Rasputin e Stalin pronti a darsi battaglia, e da lì ne ho visti a bizzeffe, alcuni con personaggi storici, altri con nostri contemporanei, altri ancora con personaggi letterari, artisti, scrittori, attori, personaggi televisivi, dei fumetti e via dicendo. Per i quattro anni, metto qui sotto alcuni dei video che mi sono piaciuti di più, ma vi consiglio di cercare anche gli altri. Non tutti sono riuscitissimi, alcuni sono anche un po’ offensivi, comunque ne vale sempre la pena. Ah, è chiaro che sono tutti in inglese, però alcuni hanno anche i sottotitoli in italiano, in una lista apposita. Buona visione 😀


Phil ‘Philty Animal’ Taylor (1954-2015)

Ieri è morto il leggendario batterista dell’epoca d’oro dei Motorhead.

Un altro musicista scomparso, un altro necrologio dovuto.

Rest In Peace.

Tutto su di lui su Wikipedia

Ne riparlerò in un prossimo articolo sui miei dischi dei Motorhead, la mia band preferita in assoluto.


Conan il Cimmero

Uno dei film che mi hanno sempre accompagnato sin da bambino, cui sono legato perché lo vidi insieme a mio padre la prima volta, è Conan il Barbaro (J. Milius, 1982). Mi affascina tutte le volte che lo vedo. Magia, passione, mistero, violenza, coraggio, vendetta, si mescolano in un vortice dal sapore nietzscheiano. Il fantasy è da allora diventato uno dei miei generi preferiti. Ho ritrovato questo articolo che scrissi 9 anni fa per un forum di cinefili sul rapporto tra il personaggio letterario e la sua versione cinematografica, e voglio riproporlo con qualche aggiunta.

Da anni sto andando avanti, pur con lunghe pause, con i racconti di R.E. Howard (ripubblicati da Mondadori in quattro volumi) e devo dire che lo spirito di fondo è stato molto ben reso da quell’altro pazzo di John Milius; dico “quell’altro” perché lo stesso creatore di Conan non doveva essere molto giusto di testa. A dire il vero, su Howard ho sentito versioni contrastanti: da un lato era un introverso, completamente succube di una madre castrante, dal temperamento abbastanza quieto, amante dello sport e, come si evince da ciò che scriveva, un intellettuale; dall’altro era un paranoico che la sera si chiudeva in casa sbarrando porte e finestre, caricando tutte le armi che aveva perché convinto che i suoi concittadini aspettassero l’occasione d’ammazzarlo. E quando scriveva, entrava in un mondo esclusivamente suo dove i suoi personaggi e le loro avventure erano reali come egli stesso.

Proprio Milius, in un’intervista per i contenuti speciali del dvd, racconta suggestivamente la nascita di Conan nella mente di Howard: una sera, chiuso in casa per la pioggia, Howard non sa cosa scrivere e indugia pigramente davanti alla scrivania, quando un tuono improvviso riempie l’aria di un’atmosfera elettrica. Howard sente dietro di sé una presenza imponente, i cui muscoli si contraggono mentre stringe un’enorme ascia… e una voce imperiosa gli parla: “Io sono Conan il Cimmero e se non scrivi esattamente tutto quello che ti dico, ti spacco in due con la mia ascia”. Così Howard comincia a scrivere nervosamente, in preda al panico, senza fermarsi fino al mattino, quando nella luce dell’alba riesce a riprendere il controllo di sé. Ma subito riprende il lavoro, perché sa che quando si farà di nuovo buio Conan tornerà, con la sua ascia.

Ora, Milius non è poi tanto lontano da Howard; è un appassionato d’armi (fa parte dell’associazione pro-armi di cui è presidente Charlton Eston, la NRA), un “machista” che crede nei saldi legami maschili di uomini forti e coraggiosi, forse anche un po’ frustrato per sogni infranti che si riversano nei suoi lavori, in cui visioni pessimistiche si incrociano con lo spirito indomito di combattenti della vita. Stando a Wikipedia si autodefinisce un “anarchico zen”, più volte accusato di essere reazionario, eppure mai definitivamente etichettato come tale. Chi meglio di lui, guerriero della macchina da presa, poteva girare un film su Conan? E infatti il suo barbaro è quanto di più vicino al superuomo di Howard, rozzo e violento, ma anche sincero e leale, mito umano di un mondo leggendario, quello hyboriano, di poco successivo alla caduta di Atlantide.

Nel film è riassunta una parte della sua storia, con molti riferimenti a svariati racconti, e inventando di sana pianta tutto il resto. La differenza più grande, a livello narrativo, è la presenza nettamente minore di elementi fantastici rispetto ai racconti, in cui le assurdità della magia sono all’ordine del giorno; e tuttavia questa scelta mette in risalto l’irrompere nel mondo hyboriano di stregoni, mostri e demoni (chi non è rimasto colpito dalla scena in cui gli spiriti dei morti tentano di prendere Conan, o dalla trasformazione di Thulsa Doom?). Ma più di tutto è lo spirito di fondo che ne esce rappresentato in maniera eccellente: quel che Howard ha creato è una moderna saga nordica, in cui il super-barbaro rappresenta ciò che in fondo è una parte di noi stessi in quanto uomini, selvaggi, primordiali, protesi alla lotta per la sopravvivenza, con le nostre terribili paure, ma anche con la forza di superarle, di rialzarci dopo le inevitabili cadute.

E il coraggio della sincerità nei rapporti col prossimo. Un punto ricorrente nell’opera di Howard è la critica alla civilizzazione: quanto più l’uomo si innalza dal suo stato bestiale, tanto più degenera nella meschinità e nella codardia, protetto da una società ipocrita che ha il suo credo in falsi valori che nascondono miserevoli tornaconti personali. La barbarie diventa sinonimo di libertà, di sincerità, di ricerca di quella forza per combattere sempre, incessantemente, che al vero Howard, nella bigotta e limitante cittadina del Texas in cui era nato e cresciuto, mancava. R.E. Howard, infatti, si suiciderà dopo la perdita della madre, all’età di 30 anni.

“Gli uomini civili sono più villani dei selvaggi perché sanno di poter essere maleducati senza che qualcuno, per questo, gli spacchi la testa. Almeno, come regola generale.”
Da La Torre dell’Elefante, 1933

Conan è un antieroe e Milius lo ha reso per ciò che era: “un guerriero, un assassino, un ladro e un predone, dagli infiniti silenzi e dagli incontenibili scoppi d’allegria, destinato a rovesciare i troni del mondo sotto un piede calzato di sandali”. Milius ricostruisce il mito, fa rivivere l’eroismo non solo di Conan, ma della mitologia nordica stessa, attraverso scene dal forte impatto visivo, scenografie e costumi estremamente curati e una splendida colonna sonora dallo stile wagneriano di Basil Poledouris. Ciò che in letteratura è definito “fantasy eroico”, nel cinema è vera mitologia.

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B.B. King – Live in Dallas 1983

Qualche giorno fa è scomparso B.B. King, uno dei più grandi musicisti blues di tutti i tempi. E’ stato uno degli artisti che mi hanno accompagnato nella crescita del gusto musicale sin dall’inizio, insieme a Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Ray Charles e i Blues Brothers. Voglio ricordarlo con questo concerto a Dallas del 1983; una volta disse che non gli sarebbe dispiaciuto morire on the stage, sul palco, suonando, ma sono contento che invece se ne sia andato serenamente nella sua casa, alla bella età di novant’anni.


I miei dischi dei Metallica

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Ultimamente ho avuto modo di riascoltare i dischi dei Metallica in mio possesso, cioè quasi tutti, visto che li comprai quando ero un collezionista compulsivo e se mi piaceva un gruppo dovevo averne tutti gli album (oggi continuo solo con i Motorhead, i miei preferiti). Questo vuol dire che li ho tutti da Kill’em All a S&M, dopo del quale, oltre che ridimensionare le mie velleità collezionistiche, mi stufai e smisi di seguirli. Tuttavia sto pensando seriamente di prendere Death Magnetic, che con la sua durezza sembra segnare un ritorno ai fasti del passato. Ma procediamo con ordine. Continua a leggere


Pino Daniele – Je so’ pazzo

Je so’ pazzo, je so’ pazzo
e vogli’essere chi vogli’io
ascite fora d’a casa mia
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
ho il popolo che mi aspetta
e scusate vado di fretta
Non mi date sempre ragione
io lo so che sono un errore
nella vita voglio vivere almeno un giorno da leone
e lo Stato questa volta non mi deve condannare
pecchè so’ pazzo, je so’ pazzo
ed oggi voglio parlare.
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
si se ‘ntosta ‘a nervatura
metto ‘a tutti ‘nfaccia ‘o muro
je so’ pazzo, je so’ pazzo
e chi dice che Masaniello
poi negro non sia pù bello?
e non sono menomato
sono pure diplomato
e la faccia nera l’ho dipinta per essere notato
Masaniello è crisciuto
Masaniello è turnato
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
nun ce scassate ‘o cazzo!

***

P.S.: triste coincidenza che il centesimo articolo sia per commemorare la scomparsa di Pino Daniele. Non son mai stato un fan accanito, ma ogni volta che passava alla radio o in tv lo ascoltavo sempre. Era certamente l’unico cantante napoletano del giorno d’oggi a suscitarmi interesse. Poveretto. Riposi in pace.