Ember of Rage


Bertinotti. Una valutazione personale

Bertinotti-Fausto-2L’uscita di questo articolo su Repubblica mi spinge a scrivere qualche considerazione sul personaggio politico italiano che mi è sempre piaciuto di più. Penso sia giusto parlarne in toto e non solo in merito alle sue recenti dichiarazioni, riportate forse in modo superficiale, ma su cui ci sarebbe molto da discutere.

Fausto Bertinotti ha avuto su di me un’influenza enorme. Quando cominciai a interessarmi di politica, da adolescente negli anni Novanta, ero tendenzialmente un fervido rivoluzionario filosovietico per il quale non esisteva altra via che la ricostituzione immediata dell’URSS e la ripresa del movimento comunista internazionale. Ciò, come è evidente, proprio nel periodo in cui quell’esperienza si era appena conclusa e, forse più di oggi, il pesante discredito sull’intera cultura di sinistra era aggressivo, implacabile ed ebbro per la “vittoria”. In realtà, se la gente non avesse inziato a parlare malissimo dei comunisti, peggio che in passato, forse non mi sarei incuriosito per cercare di capire il motivo di tutto quell’astio e magari avrei preso una direzione un po’ diversa, forse.

Comunque sia, da bravo adolescente, ero furioso e acritico, manicheo, intransigente e severo. Nella mia ricerca di un mondo che stava morendo, ma che nella mia testa si poteva “salvare”, non c’era nessuna differenza tra il PCUS e Rifondazione Comunista, perciò Continua a leggere


This Land is Mine

Who’s killing who?

 

 

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Robin Williams e il suicidio

Con la morte di Robin Williams se ne va uno degli artisti più divertenti che siano mai esistiti. Certo lo era per me. Come tutti, credo, mi portavo dietro i suoi film sin da bambino, e pure le serie tv, da Mork e Mindy a The Crazy Ones. Pare che si sia suicidato, sebbene per ora, al momento in cui scrivo, non ci siano conferme. Questo mi spinge a riflettere sul gesto in sé e a tentare, per quanto possibile, di comprenderlo.

La prima cosa che mi viene in mente è che, in apparenza, Williams non sembrava avere motivi per suicidarsi. Era una persona divertente e faceva divertire gli altri, faceva molti film e negli ultimi anni era apparso spesso in tv, tutt’altro che dimenticato. Ma c’è un buon motivo per suicidarsi? Cosa può spingere a tal punto una persona? Continua a leggere


Non si tratta di un trattato

 

versi bibbia

Da tempo medito di scrivere una serie di articoli sull’ateismo, su come lo intendo, su come si può mettere in relazione a temi etici, su come si potrebbe conciliare con alcune visioni in certo modo “spirituali” ecc., ma è una di quelle cose che per essere fatte bene richiedono tempo e impegno, due risorse che ultimamente devo riservare per intero al lavoro.

Tuttavia, una nota breve breve me la posso concedere e riguarda una affermazione così fuorviante da farmi correre a sfogliare la Bibbia che, come tutti, ho in casa. Navigando in cerca di immagini di persone considerate come grandi esponenti dell’ateismo, mi sono imbattuto in un lungo articolo di un tizio in tutta evidenza molto impegnato nelle Sacre Scritture. Tra le innumerevoli citazioni di versi, quella che ha attirato la mia attenzione (e che giustificava la presenza in foto di Nietzsche, Freud e altri compari) riguardava un presunto “trattato di ateologia” contenuto nella Bibbia, precisamente in Sapienza 14, 12-21. Niente di meno, un TRATTATO di argomenti ateistici nel Vecchio Testamento! Come resistere? Continua a leggere


pensiero stramboidale

irina spalko - fine

mi sono reso conto di pensare in maniera molto diversa dalla maggior parte delle persone con cui interagisco, e di avere anche una certa difficoltà di comunicazione rispetto a ciò che voglio dire. non è raro, infatti, che gli altri non capiscano ciò che scrivo o che dico, trovando strane le mie affermazioni, strani i concetti cui mi riferisco, strane le connessioni che faccio tra i vari elementi, e talvolta incomprensibili i riferimenti che, magari, do per scontati o sottintesi. così mi ritrovo con risposte che io stesso non so come interpretare: hanno capito fischi per fiaschi? hanno saltato qualcosa nel filo dei miei pensieri? mi stanno prendendo in giro? a questo punto, trattenendo il fastidio, mi metto giù e spiego accuratamente ciò che intendevo dire, cosa che non sempre mi riesce bene, ma più o meno risolve i dubbi. perciò mi chiedo: come mai succede questo? sono circondato da stupidi? o più probabilmente sono io a vivere in un mondo alternativo, dove ciò che ha senso per me non lo ha per gli altri? oppure è solo una questione di riuscire a comunicare tutto senza sottintendere, senza dare per scontato? non mi dispiace neanche pensare di essere una persona “fuori dagli schemi”, poco influenzata dalla mentalità standardizzata di questa epoca di decomposizione culturale… ma è da presuntuosi. c’è qualcos’altro e non so cosa sia.


la Grande Guerra

Oggi è il centenario dell’inizio della Prima guerra mondiale, anche detta “Grande Guerra”. La prima vera guerra moderna, uno scontro titanico che dall’Europa si allargò a tutto il mondo e segnò l’inizio del periodo più terribile della Storia, che secondo alcuni storici si è concluso solo con la fine della Seconda guerra mondiale, e l’inizio della guerra fredda. In effetti, tutto ciò che è venuto dopo è stato conseguenza della Grande Guerra: il Trattato di Versailles umiliò tanto la Germania sconfitta da favorire la nascita del nazionalismo nazista; la mancata promessa di territori all’Italia vittoriosa fu uno degli argomenti del primo fascismo; il rientro di Lenin in Russia aiutò lo scoppio della Rivoluzione bolscevica; la crisi politico-economica degli sconfitti rese deboli e fragili gli esperimenti democratici come la Repubblica di Weimar; la portata e le difficoltà dei combattimenti, soprattutto in trincea, diede la spinta fatale verso l’industrializzazione della guerra, l’invenzione di macchine e armi sempre più letali. Si tratta di una visione possibile a posteriori, quella di un unico arco di guerra con una “pausa” nel mezzo, come una nuova Guerra dei Trent’anni; tuttavia la premessa costituita dalla PGM fu fondamentale per lo sviluppo successivo degli eventi, perciò si può ragionevolmente ritenere che, fuori da ogni logica di inevitabilità storica, senza la Grande Guerra ci sarebbero ancora oggi gli imperi centrali.

Fu anche una guerra come non se ne erano mai viste: un massacro senza senso, peggiore, se possibile, delle guerre precedenti, soprattutto per la stagnazione nelle trincee, dove morivano a migliaia per conquistare qualche centinaio di metri. E l’uso del gas velenoso per uccidere il nemico nelle stesse trincee fu un altro lugubre presagio. Inoltre, i principali personaggi protagonisti della storia successiva si formarono proprio nella guerra, dai soldati Hitler e Mussolini allo stratega Churchill. Per l’Italia il conflitto iniziò nel 1915, con la promessa di nuovi territori a nord; alla fine del conflitto fu tra le potenze vincitrici, ma dopo gli accordi del Trattato di Versailles, quella promessa non fu mantenuta e i soldati italiani, in pratica, combatterono e morirono per niente. Il risentimento fu grande, come in Germania, costretta a un risarcimento alla Francia più che centenario, per i danni di guerra. La crisi di Wall Street del 1929 gettò benzina sul fuoco.

Ma il discorso è veramente lungo. Qui, oggi, voglio solo ricordare una data che fu anche un punto di non ritorno, l’inizio del “secolo breve” di Hobsbawm, la premessa a tutto il XX secolo e alle sue conseguenze, che viviamo sulla nostra pelle.


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