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Donna-oggetto cercasi per spot pubblicitario

[Questo articolo lo avevo scritto un paio d’anni fa in un altro luogo, ma da quel che ho visto in giro negli ultimi giorni risulta talmente attuale che vale la pena riproporlo qui]

Ogni volta che si parla dello sfruttamento del corpo femminile in ambito pubblicitario, a me torna in mente la pubblicità di qualche anno fa della Tre: era semplicemente il logo aziendale affiancato da una tettona dal tipico sguardo freddamente sessuale oggi tanto diffuso. Al massimo c’era una didascalia tipo “con la forza della passione” o simile. Ho sempre giudicato questo spot il massimo dello sfruttamento, tra i tanti che si vedono ovunque per pubblicizzare qualsiasi genere di prodotto o evento; ma ho scoperto di essere rimasto indietro, a un passo dalla volgarità becera, nonostante fosse volgare già lo spot Tre.

L’Unità ha chiesto ai lettori di segnalare tutte le pubblicità offensive per le donne, dopo il caso a Milazzo dello slogan “Montami a costo zero”; ebbene, anche su facebook se ne stanno raccogliendo da tutte le città, con tanto di foto probanti: il Vecchio Amaro del Capo che sfoggia una segretaria sotto lo slogan “Fatti il capo”, un negozio di ottica con una ragazza amiccante e la frase “FIDATI, TE LA DO GRATIS, la montatura”, e altre amenità come “Degusta la passera”, “Estate figa”, “Tira fuori la bestia” (quest’ultima corredata da due che si ingroppano regolarmente) ecc. ecc.

Ora, non si tratta di essere bacchettoni. Si tratta di avere rispetto e gusto. Ormai hanno sdoganato le parolacce nei titoli dei libri, entri in un negozio o anche in un supermercato ed è tutto un fiorire di “stronzi”, “palle”, “culi”, “merde”… comincia uno e tutti gli vanno appresso, se ha successo. Ma la volgarità non si normalizza, resta volgarità anche se permessa e peggiora quando non ha neppure quel giusto senso che può avere. Mi spiego: un programma come South Park è concepito per fare satira feroce e disturbante, chi lo segue è perfettamente consapevole di cosa si ritroverà difronte ed è libero di scegliere se assistere o meno; inoltre alcune puntate affrontano temi importanti nella loro ottica dissacrante e, se si sopportano gli eccessi, fa persino riflettere.

Questo tipo di pubblicità che invece tratta le donne come puttane, il sesso come esca e punta solo a scioccare per attirare gli sguardi, è soltanto cattivo gusto di infimo livello, sessismo puro e semplice, tanto nei confronti della donna, ridotta a “sistema di deambulazione di una figa” (non ricordo dove lo dicevano, un film credo), tanto degli uomini, visti come stupidi animali arrapati. Involgarirsi così serve solo a lasciarsi sempre più sprofondare e a non dare più valore neanche al sesso.

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