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Note sull’educazione nei regimi totalitari

libro e moschetto

Nel sistema fortemente strutturato dei totalitarismi, l’educazione fu un mezzo di enorme importanza per la formazione del cittadino-modello. L’educazione totalitaria annullava i diritti e le aperture democratiche, subordinava i bisogni individuali a quelli del regime e si estendeva oltre la scuola, per organizzare anche il tempo libero degli studenti. Lo Stato, che con l’avvento della società di massa aveva assunto un ruolo guida nell’organizzazione delle società moderne, nei regimi totalitari venne esaltato ed esasperato nelle sue qualità (e quindi anche nei suoi limiti) come apparato unificante del pensiero e dell’azione; l’educazione e le pratiche pedagogiche divennero perciò tutt’uno con i programmi di sviluppo economico, politico e sociale, portando la pianificazione nazionale a livelli mai raggiunti prima a cavallo tra XIX e XX secolo. In questo ambito, l’attenzione al tempo libero come momento di educazione e indottrinamento ulteriore, costituì uno dei punti più originali, ancorché coercitivi, della formazione extrascolastica totalitaria.

Tuttavia, è bene non scadere in comparazioni superficiali. I tre principali totalitarismi europei, ossia fascismo, nazismo e stalinismo, presentano non solo punti in comune, come ci si aspetterebbe, ma anche differenze piuttosto importanti. Continua a leggere

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Definire lo stalinismo

Stalin

Ero a Budapest, bellissima capitale dell’Ungheria, e in un caffè vicino al Palazzo Reale ho sentito un giovane turista italiano registrare sull’i-Phone le proprie impressioni; snocciolava telegraficamente, come appunti vocali, i nomi dei luoghi che aveva visitato, seguiti da un breve commento. A un certo punto fa “vista la Casa del Terrore, museo dedicato ai crimini perpetrati dai nazisti e dagli stalinisti”: non ha detto “comunisti”, ha specificato una particolare fazione e definito quindi un’esperienza che, a meno di non essere superficiali, non può estendersi alla totalità del concetto storico-teorico di comunismo. Gli stalinisti, nel caso specifico, erano i comunisti ungheresi e sovietici che dal ’45 in poi, specie con la repressione della Rivolta del ’56, hanno dominato quel paese con mezzi dittatoriali, continuando l’uso della polizia politica come i nazisti prima di loro.

Ma che cosa è effettivamente lo stalinismo? In cosa si differenzia da altri “ismi”? Quando è corretto usare questo termine? Qui entriamo in un terreno accidentato. Non tanto quanto altri, ma comunque un po’ difficile.

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