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Bertinotti. Una valutazione personale

Bertinotti-Fausto-2L’uscita di questo articolo su Repubblica mi spinge a scrivere qualche considerazione sul personaggio politico italiano che mi è sempre piaciuto di più. Penso sia giusto parlarne in toto e non solo in merito alle sue recenti dichiarazioni, riportate forse in modo superficiale, ma su cui ci sarebbe molto da discutere.

Fausto Bertinotti ha avuto su di me un’influenza enorme. Quando cominciai a interessarmi di politica, da adolescente negli anni Novanta, ero tendenzialmente un fervido rivoluzionario filosovietico per il quale non esisteva altra via che la ricostituzione immediata dell’URSS e la ripresa del movimento comunista internazionale. Ciò, come è evidente, proprio nel periodo in cui quell’esperienza si era appena conclusa e, forse più di oggi, il pesante discredito sull’intera cultura di sinistra era aggressivo, implacabile ed ebbro per la “vittoria”. In realtà, se la gente non avesse inziato a parlare malissimo dei comunisti, peggio che in passato, forse non mi sarei incuriosito per cercare di capire il motivo di tutto quell’astio e magari avrei preso una direzione un po’ diversa, forse. Continua a leggere

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L’essenza della satira

E’ la capacità di smascherare e rivelare, attraverso l’uso sagace e intelligente dell’umorismo e della beffa, la realtà che pretende di autodefinirsi al di là di ogni critica. Ma molto meglio lo fa capire questo sketch di Corrado Guzzanti su Bertinotti e la sinistra massimalista dopo la scomparsa dal Parlamento alle elezioni del 2008. Un genio.


Quella dolce X

Alla fine ho votato sempre per SEL. Proprio non potevo “turarmi il naso”. Già devo ingoiare il rospo di un’elezione prematura, senza che si sia approfittato del periodo tecnico per rinnovare almeno un po’ lo scenario politico; dare il voto al PD al Senato era troppo. Il video qui sopra mi ha forse dato più una “scusa” per far coincidere cuore e cervello, ma in fondo avevo già deciso. La sinistra italiana è ancora molto lontana dal rinnovamento, e non parlo certo di riformismi moderati o intransigenze rivoluzionarie, bensì dell’uscita dagli schemi che invece si stanno riproponendo. Il “voto utile”, per me, era rafforzare un soggetto radicale con maggiori possibilità di contare qualcosa, al di là delle preoccupazioni su quel che succederà dopo (tipo Vendola al guinzaglio e Monti spremiagrumi), con tutto il rispetto per Ingroia e il suo nuovo partito dal programma identico a quello di SEL, se si eccettua l’accettazione dei compromessi.

Continuo a credere che la proposta di Bertinotti di saltare questo turno fosse più interessante di quanto sembrasse. Ma già che ci siamo e che non si può né si deve disprezzare il diritto-dovere di scegliere i propri rappresentanti (perché questo è il tipo di democrazia che abbiamo, anche se non funziona o non ci basta), sono andato al seggio, privo di entusiasmo, privo di speranze, e quando ne sono uscito ho pensato a quanti non hanno la possibilità di votare e che in fondo, quella semplice X è anche qualcosa di bello.

Beh, mo’ basta.