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Considerazioni attuali

Avrei voluto riservare questo titolo per qualcosa di un po’ più corposo e organizzato, ma sinceramente non ne trovo uno migliore. Si rifà, in tutta evidenza, alle Considerazioni inattuali di Nietzsche, quattro saggi su varie questioni culturali del suo tempo; come riporta Diego Fusaro sul suo sito: “esse sono inattuali poichè enunciano tesi contrastanti con i valori dominanti e operano per costruire un nuovo futuro, anzichè per avere successo nell’immediato e conquistare l’attualità“. Nel mio caso, al contrario, volevo scrivere qualcosa di assolutamente inserito nel contesto odierno e concentrato sul particolare, sul momentaneo, come impressioni a caldo su eventi e notizie. Non per il successo, ma per una sorta di cronaca personale, prima di lasciar perdere. In seguito, forse, approfondirò alcuni punti. Allora, comincio oggi con una sorta di “rubrica” che si affianca agli aforismi a buon mercato e alle citazioni a iosa.

Sommario

  1. Sulla Turchia
  2. Sulla Francia
  3. Sul nome del terrore
  4. Su Carlo Giuliani
  5. Sulla Brexit

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Rowdy Roddy Piper

Sono stato abbastanza fan del wrestling da poter ricordare qui il mio lottatore preferito, “Rowdy” Roddy Piper, al secolo Roderick George Toombs (1954-2015), uno dei più famosi e certamente dei più “cattivi”, a un mese dalla sua scomparsa [negli ultimi tempi questo blog sta diventando una pagina dei necrologi].

Negli anni ’80, quando il wrestling divenne uno spettacolo famoso nel mondo, e qui da noi gli scaffali dei negozi si riempirono fino ad esplodere dei pupazzetti dei lottatori, i cui incontri erano commentati dal mitico Dan “mmmm-mmh! per me, numero uno!” Peterson… mi sono perso, che stavo scrivendo? Ah: negli anni ’80 (dei quali avevo già parlato in un vecchio articolo non proprio nostalgico), Roddy Piper era uno dei wrestler più riconoscibili, non solo per il fatto che salisse sul ring con un kilt e il suono delle cornamuse, ma perché era la quintessenza del “cattivo”: insultava chiunque, era sleale, infido e aggressivo, un bastardo insomma, che ha portato nelle interviste e nei promo quel pepe che mancava; teneva persino una rubrica tutta sua, il Piper’s Pit, in cui invitava altri lottatori per intervistarli, in realtà al solo scopo di insultarli e aggredirli. Continua a leggere