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Robert Rodriguez, the fan

[the following is a translation of this older article]

The more I see movies by Robert Rodriguez, the more I believe that his work is not “original”, but the constant tribute of a fan to his favorite genres and directors. Rodriguez the fan, the passionate movie maker who searches for the emotions of his dreaming young self; I may be wrong, but  an example, from my point of view, is recognizable in Predators, third installment of the saga started in 1987 with that milestone of the action genre by John McTiernann, starring Schwarzenegger, and a good sequel in 1993, starring Glover. Rodriguez, who was going to be the director, is actually “just” the producer, but many elements of the movie are clearly an homage to the first movie: the jungle set, the prey building traps, even the end titles on Little Richard’s Long Tall Sally.

A more accurate example is the interesting experiment of Sin City. Rodrigue himself stated that he do not wanted to make a cinematic adaptation of the comic books by Miller, transporting instead the comic on the screen as it is. The complete title is in fact Frank Miller’s Sin City, not a “version” made by Rodriguez; the effort to translate almost every scene in the same visual aspect of the comic book, with strong black-and-white contrast and use of lights and shadows to express not only the atmosphere of noir movies of the Forties, but also the turbulent emotions of the characters, is a worth effort. Rodriguez knew it was the only way to make a movie out of a comic where the story is told by graphic even more than by text.

In the latter years, many movies are reprising the B-movie style, mostly due to the contribution of Rodriguez with his Planet Terror and Machete, combining the visual imperfections of exploitation movies from the Seventies and the Eighties with modern day special effects. Rodriguez’s cooperation with Tarantino on the “double feature” Grindhouse (filming Death Proof in the same manner) boosted the renewed interest for this genre; their collaboration, dating back to Desperado, is now a simbiosis: Machete itself came out of a series of fake trailers they made for Grindhouse.

From this point of view, maybe the most original movie filmed by Rodriguez is his first one, El Mariachi. This is not a negative point, indeed it confirms how early he setted the basis for his own cinema, a very personal interpretation of his passions. Because the first glimpse of Rodriguez’s career dates back to a 12-year-old boy who, watching John Carpenter’s Escape from New York, said to a friend “I will do that. I’m gonna make movies” (source: IMDB). By the way, did I mention the fact that Robert Rodriguez plays his own music in his movies, just like Carpenter?

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Citazioni a iosa

Perché le citazioni piacciono tanto? Le vediamo e le mettiamo ovunque: all’inizio dei libri, o di singoli capitoli; su manifesti, biglietti, confezioni, decorazioni, murali, dentro i famosi cioccolatini; su facebook, poi, lo sport più diffuso è condividere immagini corredate da citazioni di personaggi più o meno celebri, in continuazione. Credo che la citazione, spesso un aforisma involontario, sia un modo di esprimere attraverso parole altrui quei pensieri cui non riusciamo talvolta a dar forma, con la bellezza d’una poesia e la sicurezza d’una sentenza. Oppure come una verità che, a un tratto, illumina qualcosa che ci era rimasto oscuro o nascosto fino a quel momento, spingendoci a pensare. O, ancora, come una giustificazione di qualche nostro preconcetto. E così via, per mille altre dimensioni di esperienza intellettuale. Qui di seguito ne raccolgo alcune che, negli anni, mi hanno colpito per vari motivi, tra contraddizioni, ripensamenti ed entusiasmi; sono quasi tutte, per forza di cose, di area umanistica, tra filosofia, politica, ideologia e rimandi letterari e cinematografici. Per ora sono tra le più significative e possono magari dare una visione un po’ ristretta dei miei orizzonti d’interesse, ma se voglio condividerle è perché, comunque, penso possano far riflettere voi come hanno fatto riflettere me.

“La filosofia, finché una goccia di sangue pulserà nel suo cuore assolutamente libero, dominatore del mondo, griderà sempre ai suoi avversari, insieme a Epicuro: «empio non è chi rinnega gli dèi del volgo, ma chi le opinioni del volgo applica agli dèi». La filosofia non fa mistero di ciò. La dichiarazione di Prometeo – «detto francamente, io odio tutti gli dèi»– è la sua propria dichiarazione, la sua propria sentenza contro tutti gli dèi celesti e terreni che non riconoscono come divinità suprema l’autocoscienza umana” – Karl Marx

“La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza” – Mao Tse Tung

“Creare una nuova cultura non significa solo fare individualmente delle scoperte originali: significa anche e principalmente diffondere criticamente delle verità già scoperte, “socializzarle” per così dire e pertanto farle diventare base di azioni vitali, elemento di coordinamento e di ordine intellettuale e morale” – Antonio Gramsci

“Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa per gli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali” – Bertolt Brecht

“Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato. Se vengono lanciati mille sassi, diventa un’azione politica. Se si da fuoco a una macchina, il fatto costituisce reato. Se invece si bruciano centinaia di macchine, diventa un’azione politica. La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene. L’opposizione è quando faccio in modo che quello che adesso non mi piace non succeda più” – Ulrike Meinhof

“Se mai l’umanità arrivasse al punto di non operare che su verità eterne, su risultati del pensiero che posseggano il valore sovrano e l’incondizionata pretesa di verità, essa sarebbe pervenuta a quel punto in cui l’infinità del mondo intellettivo sarebbe esaurita tanto in atto che in potenza, e sarebbe compiuto il celeberrimo miracolo dell’innumere numerato” – Friedrich Engels

“La storia mostra che ogni sistema di idee – sia esso religioso, filosofico, giuridico o politico – per quanto fosse rivoluzionario al momento in cui nacque ed intraprese la sua lotta per la supremazia, prima o poi diventa un impedimento e un ostacolo allo sviluppo ulteriore, diventa cioè una forza socialmente reazionaria. Ha potuto sfuggire a questa fatale degenerazione soltanto la teoria che si è elevata al di sopra di essa coscientemente, che ha saputo renderne conto e metterne in luce le cause. Questa teoria è stato il marxismo” – Aleksandr A. Bogdanov

“È noto ad ogni leninista, purché sia un vero leninista, che il livellamento nel campo dei bisogni e delle condizioni di vita private è un’assurdità reazionaria da piccoli borghesi, degna di una qualche setta primitiva di asceti, ma non di una società socialistica organizzata marxisticamente, poiché non si può esigere che tutti gli uomini abbiano bisogni e gusti perfettamente uguali, che tutti gli uomini quanto al loro tenore di vita privata vivano secondo un unico modello” – Stalin

“La verità, in fatto di religione, è semplicemente l’opinione che è sopravvissuta” – Oscar Wilde

“Meno dichiarazioni fa un uomo nella sua vita, meno sembrerà ridicolo quando dovrà ritrattare” – Quentin Tarantino


Robert Rodriguez, l’appassionato

Più vedo film di Robert Rodriguez, più mi convinco che il suo cinema non è “originale” bensì il costante tributo di un fan ai suoi generi, registi e film preferiti. Lo ho capito dal recente Predators, ufficialmente il terzo film della saga iniziata nel 1987 con quel gioiello del cinema d’azione di McTiernan, protagonista Schwarzenegger, e proseguita con un buon seguito nel 1990; questo terzo film, di cui Rodriguez è produttore, inserisce elementi nuovi e suggestivi a proposito degli alieni cacciatori, ma ciò che mi ha colpito maggiormente è la ripresa in più punti degli elementi chiave del primo film: l’ambientazione nella giungla è il più evidente (dopo la “giungla urbana” del secondo capitolo e quelle ben differenti dei cross-over con gli xenomorfi di Alien), più la suspense e lo stesso ritmo progressivo nella scoperta del terrore e dell’incalzare della caccia, a cominciare dalle tracce lasciate da chi ha tentato di sopravvivere prima dei protagonisti fino a richiami come il fango sul corpo per nascondersi. Tutto in questo sequel (tra l’altro arrivato dopo vent’anni e molti progetti accantonati) sembra fatto da un fan, un appassionato cresciuto con film del genere di cui ha deciso di fare una propria versione, inserendoci tutto quanto il film originale gli ha ispirato, per omaggiarlo e divertirsi. Altrimenti, perché far scorrere i titoli di coda sulle note di Long Tall Sally di Little Richards? Continua a leggere