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Non si tratta di un trattato

versi bibbia

Da tempo medito di scrivere una serie di articoli sull’ateismo, su come lo intendo, su come si può mettere in relazione a temi etici, su come si potrebbe conciliare con alcune visioni in certo modo “spirituali” ecc., ma è una di quelle cose che per essere fatte bene richiedono tempo e impegno, due risorse che ultimamente devo riservare per intero al lavoro.

Tuttavia, una nota breve breve me la posso concedere e riguarda una affermazione così fuorviante da farmi correre a sfogliare la Bibbia che, come tutti, ho in casa. Navigando in cerca di immagini di persone considerate come grandi esponenti dell’ateismo, mi sono imbattuto in un lungo articolo di un tizio in tutta evidenza molto impegnato nelle Sacre Scritture. Tra le innumerevoli citazioni di versi, quella che ha attirato la mia attenzione (e che giustificava la presenza in foto di Nietzsche, Freud e altri compari) riguardava un presunto “trattato di ateologia” contenuto nella Bibbia, precisamente in Sapienza 14, 12-21. Niente di meno, un TRATTATO di argomenti ateistici nel Vecchio Testamento! Come resistere? Continua a leggere

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Definire lo stalinismo

Stalin

Ero a Budapest, bellissima capitale dell’Ungheria, e in un caffè vicino al Palazzo Reale ho sentito un giovane turista italiano registrare sull’i-Phone le proprie impressioni; snocciolava telegraficamente, come appunti vocali, i nomi dei luoghi che aveva visitato, seguiti da un breve commento. A un certo punto fa “vista la Casa del Terrore, museo dedicato ai crimini perpetrati dai nazisti e dagli stalinisti”: non ha detto “comunisti”, ha specificato una particolare fazione e definito quindi un’esperienza che, a meno di non essere superficiali, non può estendersi alla totalità del concetto storico-teorico di comunismo. Gli stalinisti, nel caso specifico, erano i comunisti ungheresi e sovietici che dal ’45 in poi, specie con la repressione della Rivolta del ’56, hanno dominato quel paese con mezzi dittatoriali, continuando l’uso della polizia politica come i nazisti prima di loro.

Ma che cosa è effettivamente lo stalinismo? In cosa si differenzia da altri “ismi”? Quando è corretto usare questo termine? Qui entriamo in un terreno accidentato. Non tanto quanto altri, ma comunque un po’ difficile.

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Un bacio dalla Dialettica

La Dialettica hegeliana mi ha baciato perché ho compreso le ragioni degli avversari, un aspetto dialettico cui accennò anche Gramsci. Non posso dire di non averci mai provato, ma finora era più una disposizione diplomatica, non una presa di coscienza, non una sperimentazione in prima persona. Ho compreso a cosa si riferiscono coloro che avversano la filosofia, il suo sembrare campata in aria, il suo essere astratta, teorica e talvolta irrealistica.

Sarà che in questo periodo sono stranamente suscettibile e nervoso; sarà che se fossi meno dispersivo e confusionario, potrei definirmi eclettico; sarà che capisco di cosa parlano i giuristi, sarà chissà cos’altro, fattostà che ho partecipato a una riunione di universitari per discutere sui diritti umani con una professoressa di diritto esperta in materia e, per la prima volta in vita mia, ho disprezzato i filosofi per gli stessi motivi per cui vengono disprezzati dai giuristi.

Mi sfogo qui perché ormai partecipo così poco a cose del genere che ho perso la capacità di argomentare senza aver tempo di riflettere prima, sono unicamente ricettivo, assorbo e solo in seguito rielaboro, ma non posso rispondere perché è tutto già finito. In effetti dovrei ingoiare e zitto, sto scrivendo inutilmente. Ma tant’è, sopportatemi o chiudete subito la pagina… 😛

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