Archivi tag: diario di viaggio

La città senza volto

Circa un anno fa sono stato a Berlino. E’ una città molto particolare: non ha molti palazzi antichi, né molti grattacieli; non ha paesaggi che colpiscono, né molti monumenti da fotografare. E’ un immenso cantiere aperto, con lavori di lungo corso e grandiosi progetti che probabilmente non finiranno mai. Eppure devo dire che è proprio in questa mancanza che si sente il passaggio della Storia, degli eventi titanici avvenuti in questa città. Berlino ha una natura intimamente precaria, sempre in divenire. Non può permettersi cicatrici sul volto, perché è il volto stesso a mancare. Qui la memoria mostra la sua natura eterea, senza pietra in cui incarnarsi. La città è stata distrutta e ricostruita così tante volte, da non avere più la possibilità di mostrarsi nelle sue età, nelle sue evoluzioni. E’ antica e giovane allo stesso tempo. Continua a leggere

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Maschere, canali e gondole

Venezia è una città meravigliosa. Mi direte “bella scoperta”, eh sì, è stata una scoperta sul serio: non c’ero mai stato e, per di più, una quindicina d’anni fa mi rifiutai categoricamente di andarci con famiglia e amici, perché era una cosa che facevano tutti e io dovevo “distinguermi” dalla massa. Ribellismi giovanili, sapete com’è. Nel corso degli anni ho cominciato però a pensare a chi viaggiava da ogni parte del mondo pur di vederla, mentre io, italiano, a pochi chilometri di distanza (relativamente), non conoscevo questo unicum. Continua a leggere


Antigone a teatro

Ogni tanto vado a spulciare il mio vecchio blog, salvato su pc, e mi capita di ritrovare qualcosa di carino. Stavolta è un frammento da un diario di viaggio a Siracusa, nel lontano maggio 2005, quando mi accodai a una comitiva per andare a vedere la rappresentazione dal vivo di una tragedia greca, Antigone, al teatro di quella splendida città siciliana. Rileggendo quelle righe, ho trovato un entusiasmo che oggi sembra avermi abbandonato, la capacità di stupirmi e lasciarmi coinvolgere da uno spettacolo, ormai rara. Secondo me vale la pena ripubblicare questo frammento, anche per suscitare in qualcuno la curiosità verso una forma di spettacolo che parla alle viscere, smuove le emozioni e, infine, rinfranca lo spirito. Contro la volgarità, contro la superficialità, contro lo snobbismo culturale.

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Eteocle e Polinice, figli entrambi di Edipo, si sono scannati a vicenda. Per Eteocle sono stati autorizzati i funerali, ma per Polinice, Creonte ha detto NO!
(Creonte è il nuovo re di Tebe)
Antigone se ne sbatte della sua autorità e cerca di seppellire il cadavere di Polinice. Quando Creonte lo scopre (anche in fretta, visto che il cadavere era fuori le mura di Tebe, a imputridirsi a vista), ordina di fare ammazzare Antigone. Tiresia però, che la sapeva lunga, gli aveva detto che se lo faceva erano cazzi suoi.

E infatti… Continua a leggere