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‘Sisma all’italiana’

Charli Hebdo su terremoto italiano

E Charlie Hebdo si è alienato le simpatie dell’Italia, forse il paese straniero che più si era stretto attorno alla redazione dopo la strage. Una bruttissima vignetta, seguita da un’altra brutta vignetta come spiegazione. Mi sa che gli inviti a fare conferenze in Italia diminuiranno, in futuro…

Comunque, fu con satire del genere, e ancor più con Charlie Hebdo, che cominciai a non soffermarmi sulla prima impressione; infatti, a ben vedere, c’è un messaggio nascosto che diventa più chiaro con la seconda vignetta: su queste tragedie, qualcuno ci mangia (la mafia, i politici, il malaffare). Ma lo stile non aiuta: sarebbe bastato mettere uno di quei titoletti in stile Vauro, tipo “terremoto in Italia, i politici guardano alle vittime” e sarebbe stato tutto più chiaro e ugualmente terribile. Invece hanno scelto, come al solito, di generare shock e polemiche per poi provare a spiegarsi, con un tono tipo “come, non era ovvio?”. Eh, no, non lo era. Perché possiamo ingannarci quanto vogliamo, ma è la prima impressione che conta, e la mia è stata “sono forse usciti pazzi?”.

Ora, è evidente che se è una rivista “dissacrante”, deve dissacrare. Anche se finisce col darsi la zappa sui piedi. Beh, in fondo cosa ci possiamo aspettare? I migliori della redazione sono stati ammazzati, quel che resta non può sopperire.

Però lasciamo perdere reazioni alla “non sono più Charlie”, che non c’entra nulla.

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Un anno terribile

Io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi ma eliminando le ragioni che li rendono tali.

— Tiziano Terzani

Per la FranciaIl 2015 è iniziato con la strage della redazione di Charlie Hebdo, è andato avanti con l’avanzata galoppante dell’ISIS in medioriente, tra omicidi, violenze di ogni genere, distruzione di arte e storia, e attentati dinamitardi (come quello in Turchia, fra i molti). Ora si sta chiudendo con un assalto che è in pratica un’azione di guerra, di nuovo a Parigi, di nuovo attraverso un orrore scioccante, e l’inizio di una nuova serie di operazioni militari secondo i modi della guerra contemporanea (per una volta mi pare più efficace dirlo in inglese, modern warfare). Credo sia l’anno peggiore dalla morte di Osama Bin Laden, quando un certo ottimismo si era diffuso rispetto al terrorismo internazionale. Anzi, non poteva andare peggio. Come dissi per Charlie Hebdo, “quanto accaduto in Francia è qualcosa di mostruoso (…) è un regalo ai guerrafondai, ai neofascisti, ai reazionari intolleranti che non vedono l’ora di blindare tutto e fare muro contro muro. Una guerra tra fondamentalisti che si alimenta del sangue di chi crede nella libertà di espressione”, e stavolta è ancor più mostruoso, per quanto incredibile, e ancor più pericoloso. Continua a leggere


Problemi di espressione. ‘Charlie Hebdo’ e dintorni

ceci

Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo.
– Voltaire

Sul momento ho voluto solo pubblicare un’immagine evocativa, ma non posso evitare di dire qualcosa. Perché dopo qualche giorno di commenti e articoli letti in giro, qualche riflessione vorrei provare a farla.

Quanto è accaduto in Francia ha qualcosa di mostruoso. Non solo per l’estrema violenza dell’assalto, con un commando che stermina una redazione giornalistica (evoluzione di attentati individuali che già hanno insanguinato l’Europa), ma anche per le conseguenze che ciò avrà nei prossimi tempi. E’ un regalo ai guerrafondai, ai neofascisti, ai reazionari intolleranti che non vedono l’ora di blindare tutto e fare muro contro muro. Una guerra tra fondamentalisti che si alimenta del sangue di chi crede nella libertà di espressione. Mi fa venire in mente quella scena di V per Vendetta dove il conduttore televisivo manda in onda una puntata censurata del suo programma, in cui faceva satira sul governo e i terroristi; la sera stessa la polizia irrompe nella sua casa, lo malmena brutalmente, lo arresta, e il capo gli dice con compiaciuto disprezzo “non fai più tanto lo spiritoso, eh?”. Continua a leggere