Archivi tag: autocritica

Il cartello della discordia

Un piccolo dibattito con alcune femministe

cartello femministaMi è capitato, poco tempo fa, di imbattermi in un cartello esposto durante una manifestazione femminista (che potete vedere qui accanto), recante la scritta “Come mai ogni donna conosce un’altra donna che è stata stuprata, ma nessun uomo conosce uno stupratore?“. Era stato pubblicato su un social network da una attivista mia amica; io ho trovato la provocazione piuttosto sciocca e, dato che anche altri uomini stavano intervenendo – con una certa veemenza – ho pensato di provare a dire la mia opinione contraria con un minimo di ragionamento (minimo minimo). Ne è seguito un piccolo dibattito, che dal cartello in questione si è allargato ad alcuni aspetti del femminismo attuale su cui, lo dico sinceramente, rimango alquanto perplesso.  In parte perché, pur non essendo un maschilista, ancora ritengo che tra uomini e donne intercorrano varie differenze, paritetiche senza dubbio, ma che ci rendono diversi anche a voler scombinare radicalmente ruoli e spazi sociali. In parte perché, come spiegherò, c’è secondo me un problema “epistemologico” negli studi di genere, o almeno nell’atteggiamento a questi correlato del femminismo militante, che inficia alcuni aspetti della lotta politica e rischia di aprire un vulnus piuttosto pericoloso.

La discussione è stata comunque costruttiva e mi ha dato da pensare. Dato che però, in un mio eventuale riassunto, il dibattito perderebbe la sua vivacità e che, in ogni caso, il mio punto di vista sarebbe dominante, come anche l’interpretazione delle parole altrui, ho deciso di recuperare i commenti sul social e di riportarli qui integralmente. Da notare che la discussione si è presto sdoppiata, procedendo in parallelo, a causa del commento di un’altra mia amica, pure femminista; quindi ho riportato le due conversazioni una dopo l’altra, anche se si sono svolte in contemporanea. I nomi, per ovvie ragioni, sono stati occultati.

In un prossimo articolo vorrei provare a mettere in ordine logico le mie varie considerazioni sorte da questa occasione, ancora in corso di evoluzione, non definitive, a proposito del femminismo e delle sue questioni epistemologiche. Non so quando ne avrò il tempo, ma sento di doverlo fare.

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Resoconto pseudo-stenografico del dibattito

Sono intervenuti:

  • Me Medesimo (eggrazie);
  • Femminista Militante (che ha pubblicato la foto);
  • Amica Femminista (che ha iniziato la conversazione parallela);
  • Sociologa Impegnata (chiamata in causa per far breccia nella mia testa marmorea);
  • Uomo Veemente (riportato qui perché io ho preso le mosse dalla risposta al suo commento).

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Un amico di destra

Quello che segue è un vecchio articolo rimasto a livello di bozza per qualche anno. Ho deciso di completarlo pur avendo cambiato, nel frattempo, alcune prospettive. In questi ultimi tempi, il degrado della politica e della società civile nel nostro Paese ha raggiunto un limite che non era stato toccato da decenni. Non potrei, in tutta sincerità, accettare tra i miei amici un sostenitore dei delinquenti che stanno stravolgendo l’integrità delle nostre istituzioni, della nostra etica civile e della nostra cultura. Purtroppo è un periodo di forte polarizzazione e, anche rifiutando la logica tribale oggi così diffusa, ci costringe comunque a prendere posizione e tracciare una linea. Ma quello che segue vuole essere un’esortazione a vedere il lato positivo di discutere con persone che la pensano all’opposto, e lo propongo proprio in reazione alla logica tribale.

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Premesso che nelle amicizie non faccio grandi discriminazioni politiche, perché trovo sciocco basare i rapporti interpersonali su giudizi “ideologici”, mi pare piuttosto normale che ognuno di noi tenda a circondarsi di persone in qualche modo simili a sé. Di conseguenza, gran parte delle persone che posso considerare amiche hanno una visione del mondo relativamente simile alla mia; però tra la scuola, l’università e gli ambienti di lavoro e di piacere, ne ho conosciute di persone che la pensano diversamente e magari all’opposto. D’altra parte ho anche evitato di coltivare rapporti con gente che, pur avendo idee vicine alle mie, era per altri versi poco interessante o gradevole. Ci sono poi alcune conoscenze che si fanno per forza di cose, come parenti o amici stretti di amici, con cui si deve avere a che fare senza poter davvero operare una normale selezione.

Di amici di destra ne ho quindi diversi. Alcuni lo sono da sempre (di destra, intendo), altri lo sono diventati in seguito a delusioni più o meno cocenti a sinistra (questi sono i più “cattivi”). Averli, quando si è marxisti impenitenti e, loro, di tendenze reazionarie, può essere fonte di stress, ma anche di sforzi intellettuali. Uno in particolare mi stimola molto a interrogarmi su ciò che penso, perché spesso e volentieri dice cose talmente assurde da mandarmi fuori dai gangheri, eppure è così convincente e sicuro di sé che non di rado mi trovo in difficoltà a fargli capire dove sbaglia su cosa non concordo e come mai. Continua a leggere


EAP: E Allora Paga!

eap revisited

Tipica immagine polemica sull’EAP, modificata per non essere sempre la stessa (scusi, sig. bruno). Esprime bene il concetto ed è un bel disegno.

Le polemiche sull’editoria a pagamento (d’ora in poi EAP) sono cresciute tanto quanto è cresciuta l’EAP stessa. Chiunque abbia pensato almeno una volta a pubblicare sul serio quel romanzo che ha nel cassetto o nella testa da quando era adolescente, ha avuto a che fare con proposte indecenti, polemiche infinite e dubbi amletici. Fate un giro su internet cercando notizie in merito: troverete gente che si scanna come se da questo dipendesse il futuro del mondo, critici e fautori dell’EAP che se ne dicono di tutti i colori, con condimenti variegati che vanno dall’insulto personale alla denuncia di complotto – tra coloro che denunciano l’EAP come una presa per i fondelli e un’umiliazione degli scrittori esordienti, e coloro che lavorano nell’EAP o pubblicano con essa e difendono la democratizzazione dell’editoria contro le grandi case editrici interessate solo ai best seller.

A me è capitato di avere a che fare con una famosa casa editrice a pagamento prima di conoscere tutte queste storie, cioé all’incirca una decina d’anni fa. Continua a leggere


Nuovi aforismi a buon mercato

Dopo oltre un anno dall’ultima infornata, ritornano le perle di saggezza che sparo in giro (e che forse era meglio dimenticare). Di solito sono commenti estemporanei, slegati tra loro, che potrei sviluppare ma anche no.

Aforismi 17 – 23

Sommario

  • Imperfezione di fabbrica
  • Il compagno Nietzsche
  • Umanismo e Tecnica
  • L’autocritica fa bene a tutti
  • Il buon consumatore anarchico
  • Polemica di campagna
  • Polemica da guardaroba

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