Archivi categoria: Letteratura

Ballata del lavoro

Con le due mani nati a lavorare,
nati con i due piedi a camminare
con lavorare si va per salire
per una scala che va a proseguire:
questa è una scala che sale a spirale,Sanguineti
e che qui ci significa la vita:
quando ci sali ti è già incominciata,
quando finisci non ti è mai finita:
e prima i padri, e poi salgono i figli,
che così vanno le generazioni:
questa scala significa la storia,
che chi è passato resta per memoria:
se te la guardi come fosse ruota,
vedi che gira come la fortuna,
che ti trascina come vecchia giostra,
e fa le fasi come fa la luna:
ma la luna sparisce e ti ritorna,
te, la tua giostra, ti fa un solo giro.
che se ti guardi la tua vita sola,
ci vedi il primo e l’ultimo respiro:
se poi la guardi come fosse torre,
vedi Babele, che fu confusione:
fu in Babilonia, dove si confusero
tutte le lingue in tutte le persone:
ma quella torre si sognava un cielo,
te, la tua torre, qui in terra ti tiene:
che se guardi lì, muscoli e ossa,
un grattacielo, ci vedi una fossa:
ma questa, che è la vita, sale a vite,
che come sta un martello ci sta dura,
e ci sta curva come sta una falce,
ma che ci trovi lì la tua ventura:
per questa scala ci trovi i compagni,
salire insieme, insieme lavorare:
così sta scritto in qualunque scrittura,
chi non lavora, niente da mangiare:
con le due mani nati a lavorare,
nati con i due piedi a camminare,
con tutto il corpo nati qui a sudare,
e ancora nati a ruscare e a sgobbare,
e nati a faticare e a travagliare,
per questa scala ci impari a lottare,
e fare fine a tutto il dominare,
e, te con gli altri, tutti liberare.

Edoardo Sanguineti, “Ballata del lavoro”

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Tse-tung o Zedong?

Visto che ne ho parlato in questi giorni con più di una persona, ho pensato di scrivere un breve vademecum del pinyin, il sistema di traslitterazione dei caratteri del cinese standard (Han) che fu adottato nel 1979 dalla Repubblica Popolare Cinese e che ha pian piano sostituito il Wade-Giles (il più diffuso in occidente) ed altri.

Molti di coloro i quali non siano propriamente dei lattanti, si saranno di certo accorti del cambiamento avvenuto nella grafia di molti nomi cinesi di persone e luoghi, primo fra tutti Mao Tse-tung, che da qualche anno a questa parte è diventato Mao Zedong, generando qualche perplessità sulla pronuncia. Continua a leggere


Antigone a teatro

Ogni tanto vado a spulciare il mio vecchio blog, salvato su pc, e mi capita di ritrovare qualcosa di carino. Stavolta è un frammento da un diario di viaggio a Siracusa, nel lontano maggio 2005, quando mi accodai a una comitiva per andare a vedere la rappresentazione dal vivo di una tragedia greca, Antigone, al teatro di quella splendida città siciliana. Rileggendo quelle righe, ho trovato un entusiasmo che oggi sembra avermi abbandonato, la capacità di stupirmi e lasciarmi coinvolgere da uno spettacolo, ormai rara. Secondo me vale la pena ripubblicare questo frammento, anche per suscitare in qualcuno la curiosità verso una forma di spettacolo che parla alle viscere, smuove le emozioni e, infine, rinfranca lo spirito. Contro la volgarità, contro la superficialità, contro lo snobbismo culturale.

***

Eteocle e Polinice, figli entrambi di Edipo, si sono scannati a vicenda. Per Eteocle sono stati autorizzati i funerali, ma per Polinice, Creonte ha detto NO!
(Creonte è il nuovo re di Tebe)
Antigone se ne sbatte della sua autorità e cerca di seppellire il cadavere di Polinice. Quando Creonte lo scopre (anche in fretta, visto che il cadavere era fuori le mura di Tebe, a imputridirsi a vista), ordina di fare ammazzare Antigone. Tiresia però, che la sapeva lunga, gli aveva detto che se lo faceva erano cazzi suoi.

E infatti… Continua a leggere


Per un pugno di libri

Ho cominciato a dedicarmi alla narrativa alcuni anni fa per ampliare la capacità di pensiero, in quanto sentivo che la saggistica da sola non riusciva a stimolare la mia mente nel suo complesso, lasciava spesso da parte la fantasia e temevo di rischiare una sorta di aridità, di mancanza di creatività, fondamentale invece per sviluppare visioni e concezioni che vadano oltre il puro dato materiale. Dunque ho inziato a leggere romanzi e racconti, persino poesie (che ho sempre avuto una certa difficoltà a capire), spaziando dalla fantascienza al minimalismo esistenziale, dall’orrore al fantasy, per viaggiare oltre la contingenza e allenare forme di pensiero creativo – e critico – attraverso l’immaginazione. Un’evasione costruttiva, alla ricerca di un’elasticità mentale che sentivo di non aver curato abbastanza. Accumulo però riflessioni sui libri che leggo senza quasi mai scriverle: ecco allora cinque libri letti negli ultimi tempi, dal più recente al più vecchio; l’articolo naturalmente è lunghissimo, perciò tanto vale leggerselo “a pezzi” 😛

{Sommario: Confessioni di una mascheraFrankensteinDraculaScorpion und Felix – Castelli di rabbia}

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Lovecraft politico. Critica a De Turris e Fusco

Prima o poi scriverò qualcosa sul mondo assurdo e spaventoso creato dal genio di Howard Phillips Lovecraft, su come ne ebbi vaga conoscenza sin da bambino e quanto mi abbia colpito in seguito, leggendo i suoi straordinari racconti. Vorrei occuparmene per bene e con calma, ma per far questo devo rimandare a un momento più tranquillo il mio interesse letterario. Oggi mi voglio invece occupare di una diatriba vecchio stampo, la politicizzazione di un autore e con lui di un genere letterario che, di per sé, parla all’interiorità onirica di ognuno di noi, senza perdersi dietro a etichette culturali di dubbio valore; gli esempi si sprecano, vista la smania di affibbiare le suddette etichette qui da noi in Italia, continuando una tradizione che aveva forse senso negli anni Settanta, ma che oggi ha qualcosa di patologico. L’occasione mi si presenta grazie alla lettura dell’Introduzione a un volume di lettere scelte del Solitario di Providence.

Il volume, uscito nel 2007 per le Edizioni Mediterranee e intitolato L’orrore della realtà, è curato da due giornalisti studiosi di letteratura ampiamente ritenuti tra i massimi esperti di H.P. Lovecraft nel nostro Paese, già direttori della Fanucci: Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. Continua a leggere