Tienanmen, 1989

1989-proteste-di-Piazza-Tienanmen

Visto l’articolo precedente, in cui comunque avevo sottolineato la totale responsabilità di Deng Xiaoping nelle repressioni, non posso però esimermi dal ricordare questo evento, trent’anni dopo.

Personalmente, ricordo quell’anno in maniera molto vaga. Ero piccolo. Però ricordo la preoccupazione generale per quel che succedeva. Negli anni dell’adolescenza e della contrapposizione, non avevo giustificato, ma avevo cercato dei distinguo, per salvare il salvabile; per esempio, il fatto che alcuni studenti si richiamassero a Mao contro l’autoritarismo del governo centrale, che in qualche modo richiamava lo spirito – non la prassi – della Rivoluzione Culturale. E forse anche questo poté contribuire all repressione: Deng e gli altri dirigenti erano stati vittime del “bombardamento sul quartier generale” promosso da Mao.

Oggi vedo solo brutalità e orrore, e l’oblio forzato di questi eventi in Cina è profondamente odioso. Per quanto i margini di conflitto sociale siano ristretti in un sistema autoritario, la ragion di stato non può arrivare a tanto, nemmeno in un paese asiatico (che già di per sé non è incline al perdono). Il prezzo per l’apertura puramente economica è stato troppo alto, certo lo è dal nostro punto di vista.

La questione, in fin dei conti, è sempre la stessa: ogni Paese risolve i propri problemi come crede, ma se il diritto internazionale ha un senso, è proprio quello di spingere e richiamare tutti i Paesi al rispetto di diritti che sono stati conquistati con grande sacrificio, perché comunque ne valeva la pena, e la vale tutt’ora.

Le proteste (contro la corruzione, la censura e per il rinnovo della classe dirigente) furono represse con l’accusa di essere “controrivoluzionarie”. Ma, parafrasando il John Reed interpretato da Warren Beatty, se si reprime il dissenso, si uccide la rivoluzione, perché la rivoluzione è dissenso.

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Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basti sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

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