‘Sisma all’italiana’

Charli Hebdo su terremoto italiano

E Charlie Hebdo si è alienato le simpatie dell’Italia, forse il paese straniero che più si era stretto attorno alla redazione dopo la strage. Una bruttissima vignetta, seguita da un’altra brutta vignetta come spiegazione. Mi sa che gli inviti a fare conferenze in Italia diminuiranno, in futuro…

Comunque, fu con satire del genere, e ancor più con Charlie Hebdo, che cominciai a non soffermarmi sulla prima impressione; infatti, a ben vedere, c’è un messaggio nascosto che diventa più chiaro con la seconda vignetta: su queste tragedie, qualcuno ci mangia (la mafia, i politici, il malaffare). Ma lo stile non aiuta: sarebbe bastato mettere uno di quei titoletti in stile Vauro, tipo “terremoto in Italia, i politici guardano alle vittime” e sarebbe stato tutto più chiaro e ugualmente terribile. Invece hanno scelto, come al solito, di generare shock e polemiche per poi provare a spiegarsi, con un tono tipo “come, non era ovvio?”. Eh, no, non lo era. Perché possiamo ingannarci quanto vogliamo, ma è la prima impressione che conta, e la mia è stata “sono forse usciti pazzi?”.

Ora, è evidente che se è una rivista “dissacrante”, deve dissacrare. Anche se finisce col darsi la zappa sui piedi. Beh, in fondo cosa ci possiamo aspettare? I migliori della redazione sono stati ammazzati, quel che resta non può sopperire.

Però lasciamo perdere reazioni alla “non sono più Charlie”, che non c’entra nulla.

Informazioni su GoatWolf

Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basta sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

2 responses to “‘Sisma all’italiana’

  • redpoz

    Essere o non essere Charlie non c’entra nulla. Forse dovremmo cominciare a chiederci quanto c’entrava allora….
    Personalmente, non sono mai stato un fan di Charlie (credo di non aver neanche partecipato a tutto il “je suis”), così come ora non sono inorridito da queste prese vignette: Charlie è così, lo è sempre stato. Magari meglio, magari peggio, ma nulla di nuovo.
    La libertà è anche questa.

    • GoatWolf

      Come disse qualcuno all’epoca, “col cavolo che siete tutti Charlie”, sottolineando come nessuno abbia mai difeso la libertà di espressione, soprattutto satirica, quando il soggetto era in qualche modo considerato esente da critiche. E infatti dopo ci sono state varie occasioni in cui la libertà di espressione è stata condannata, come quello spettacolo di una organizzazione lgbt che a molti è parso sacrilego, quindi orrore e raccapriccio e queste cose non si fanno e bisognerebbe impedirle. Ma appunto: la libertà è anche questa. Solo che Charlie Hebdo sembra fare una questione d’onore dell’attirarsi critiche talmente esacerbate da fallire nello scopo. Vista nell’ottica della denuncia, la vignetta è persino un capolavoro. Però NESSUNO la ha intesa in quell’ottica, o quasi nessuno, nemmeno dopo le “spiegazioni”. Allora, a che serve? E’ davvero così utile e necessario scuotere le coscienze a suon di scandali e successive riflessioni? Oltre tutto, qualche mese fa ho partecipato a un convegno sulla libertà di stampa cui erano stati invitati anche i sopravvissuti della redazione, in un’atmosfera tesa, con polizia ovunque, controlli al limite della perquisizione rettale, e un mucchio di gente da tenere sott’occhio; beh, tutto quello che di interessante è stato detto, è venuto dagli ospiti italiani, mentre i cari francesi hanno buttato là alcune banalità sulla libertà, sulle critiche ricevute da alcune vignette e forse qualcos’altro che ho presto dimenticato. Mi sono chiesto se davvero ci fossero poi tanti significati dietro le loro vignette e non mi vergogno a dire che forse Charlie Hebdo non avrebbe avuto davvero importanza senza il massacro, perché oltre la tragedia è tutta fuffa. Oh, naturalmente, liberissimi di esserlo!😛

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