I nemici di Bond. James Bond.

Qualche giorno fa è morto Richard Kiel, interprete del famoso nemico di 007 “Squalo” (“Jaws” in originale), gigantesco e indistruttibile killer a pagamento, dotato di una spaventosa dentatura di metallo. Avevo già annunciato un secondo articolo sulla più longeva saga cinematografica di sempre, concentrandomi sui villain, che tra menti criminali e letali tirapiedi (henchmen) sono forse l’aspetto più intrigante della serie. Neanche a farlo apposta, il mio preferito sin da ragazzino era proprio Squalo, quindi dedico alla memoria di Kiel queste nuove valutazioni su Bond, James Bond.

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“Senza Golia, Davide è solo moccioso che tira sassi”. Questa grande verità, racchiusa in una battuta di Billy Cristal nel film My Giant,  è l’essenza del conflitto tra buoni e cattivi in ogni opera letteraria, cinematografica e televisiva. Senza un antagonista degno di questo nome, che rispetti il minimo sindacale indicato dallo Schema di Propp e faccia sudare la vittoria al protagonista, non ci sarebbe un solo vero eroe d’azione. E per 007, tanto nei romanzi quanto soprattutto nei film, di antagonisti con le “palle” ce ne sono a bizzeffe. In effetti, contando anche alcuni tirapiedi di particolare levatura, ce ne sono un po’ troppi per esaminarli tutti. Quindi parlerò di quelli che preferisco, la mia “top ten”, per così dire. Bene, ora si sieda, 007

Fuori dal comune, con qualche stranezza o deformità, o caratteristiche peculiari che diventano un tratto distintivo della personalità, i nemici di James Bond sono terribili, folli, spietati e incredibilmente carismatici. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone geniali e immensamente ricche, dedite al proprio tornaconto anche a costo di diventare terroristi, con vaste risorse materiali e umane a disposizione, nonché un tirapiedi fidato e pericolosissimo che fa tutto il lavoro sporco (in particolare occuparsi di Bond e dei suoi colleghi). In una ipotetica ripartizione degli elementi iconici della saga di Bond, i cattivi sono almeno il 50% del film, mentre l’altro 50% si divide tra Bond, le Bond Girl, l’equipaggiamento spionistico di Q e il Vodka Martini agitato non mescolato.

Il mio preferito è, come anticipato, Squalo. Appare in due film (caso unico di ritorno di un nemico secondario), La spia che mi amava e Moonraker: Operazione spazio. In sostanza è un killer prezzolato, ingaggiato probabilmente a caro prezzo da due dei più assurdi criminali della saga, Stromberg e Drax; è dotato di una forza straordinaria, di una resistenza inumana e della famosa dentiera metallica, arma micidiale adatta a ogni occasione. Questo personaggio è l’unico ad avere una personale vena ironica, dovuta al fatto di essere a metà tra un personaggio da fumetto e un tipico scagnozzo/mercenario: le scene in cui attacca Bond iniziano con l’azione e finiscono con la commedia, laddove chiunque altro muore. Fantastica, per esempio, la scena dell’agguato sul treno, dove una lotta furiosa si conclude con Squalo che viene scaraventato dal finestrino del treno in corsa. Dopo essere rotolato sul fianco dei binari, si rialza senza un graffio e con un’espressione seccata si aggiusta la cravatta! Sorte simile con l’incidente sulla teleferica di Rio e altri scontri. E’ determinato e inarrestabile, ma non è un gigante idiota, perché oltre a cercare la tattica migliore per attaccare, si rende anche conto di quando lo vogliono fregare, tanto da finire col dare aiuto allo stesso Bond. Il successo del personaggio e la presenza scenica di Kiel, evidenti già durante la lavorazione del primo film, hanno fatto sì che riscrivessero il finale in modo da farlo sopravvivere. Alla fine da cattivo diventa persino buono. Meglio di così…

A pari merito, un altro henchman: Odd Job, il maggiordomo di Goldfinger, interpretato da Harold Sakata (un lottatore professionista). Fortissimo, duro come la pietra e del tutto spietato. A differenza di Squalo, Odd Job è assolutamente serio (ma questo è dovuto all’epoca diversa cui appartiene, quella di Sean Connery). E’ in effetti il primo di questi scagnozzi micidiali, la cui caratteristica più famosa è la bombetta con la tesa affilata come un rasoio, che lancia con precisione chirurgica verso qualsiasi bersaglio. Serve il suo padrone come un samurai ed disposto a morire insieme a Bond pur di far riuscire l’Operazione Grande Slam in Missione Goldfinger. E infatti ci resta secco, ma solo perché Bond riesce a sfruttare la sua disattenzione, altrimenti l’agente britannico non avrebbe avuto alcuna speranza contro di lui. Un antesignano di Terminator.

Passando ai geni del male, le menti criminali che minacciano il mondo (o almeno il Regno Unito), forse sarò banale, ma il mio preferito è Ernst Stavro Blofeld. Terrorista internazionale a capo della SPECTRE, è uno stratega eccezionale, pieno di risorse e capace di trarre vantaggio da ogni situazione. Fleming gli ha infuso una personalità da superuomo, rendendolo il perfetto antagonista per il suo agente segreto. La sua presenza in almeno cinque film è dovuta al fatto che la SPECTRE (ossia lo SPeciale Esecutivo per Controspionaggio, Terrorismo, Ristorsione ed Estorsione) aveva sostituito lo SMERSH come nemico principale di Bond, in quanto all’epoca dei film si stava vivendo una fase di disgelo nei rapporti tra superpotenze e quindi non era il caso di continuare a fare avventure dichiaratamente anticomuniste. Infatti la maggior parte dei romanzi risale agli anni Cinquanta, e personaggi come Rosa Klebb, che nel film è un agente SPECTRE infiltrato nel KGB, nel romanzo è una spietata torturatrice sovietica. Comunque sia, Blofeld è stato interpretato da vari attori; all’inizio (interpretato da Anthony Dawson in Dalla Russia con amore e Thunderball: Operazione Tuono) non se ne vedeva il volto, sempre intento ad accarezzare il suo gatto bianco. Poi l’eccezionale Donald Pleasance gli dona la sua inquietante interpretazione in Si vive solo due volte, che diventerà la sua incarnazione più popolare (quasi superfluo citare il Dr. Male di Austin Powers). In seguito altri attori hanno donato il loro volto, come per dimostrare che Blofeld sa cambiare anche chirurgicamente le sue fattezze pur di sfuggire al nemico: Telly Savalas in Al servizio segreto di Sua Maestà, Charles Gray in Una cascata di diamanti e Max von Sydow nel film non ufficiale Mai dire mai. Un attore anonimo (poi identificato come John Hollis) lo interpreta nella prologo di Solo per i tuoi occhi, in cui senza essere ripreso in volto né nominato esplicitamente viene fatto morire, dato che per questioni di copyright la casa di produzione non poteva più utilizzare il personaggio e la sua organizzazione.

Rimanendo in ambito SPECTRE, il prossimo della lista è Emilio Largo, forse il più importante membro dell’organizzazione dopo Blofeld. Un delinquente sadico e spietato, con una base alle Bahamas da cui pianifica un progetto di estorsione pericolosissimo (per il resto del mondo, non per lui) in Thunderball. Deluderlo significa finire in pasto agli squali, letteralmente. Tradirlo porta alla tortura. E non si spaventa a fare il lavoro sporco di persona: la sua amante favorita se ne accorgerà tra bruciature di sigaretta e cubetti di ghiaccio. Non posso negare, comunque, che sia determinante per me il fatto di essere interpretato da Adolfo Celi, attore versatilissimo, che però avevo visto soprattutto in commedie. Questo è, secondo me, uno dei suoi ruoli migliori. Anche per questo è un gradino sopra a…

Auric Goldfinger è il nemico nel film che forse più di tutti è rimasto impresso non solo a me, ma a milioni di spettatori. Il suo piano è uno dei più folli mai concepiti, la sua ossessione per l’oro arriva al sadismo puro, come dimostra la fine che fa la sua poco accorta assistente: ricoperta di vernice d’oro fino a morire per soffocazione epidermica. Un Re Mida malvagio, si potrebbe dire. Niente e nessuno può incrociare il suo cammino senza restarci secco, nemmeno i suoi alleati. Come se non bastasse il suo nome, perfetta congiunzione tra persona e ossessione, è anche un inguaribile primadonna: deve dare spettacolo a ogni costo, sia che si tratti di affettare Bond con un laser, sia che si debba eliminare un intero gruppo di malavitosi stupidamente attratti dal denaro come una falena con la fiamma. Interpretato dall’ottimo Gert Fröbe, nel film ha subìto parecchi cambiamenti rispetto al romanzo (come, del resto, gran parte dei personaggi della saga), principalmente il fatto di essere un multimilionario che agisce in proprio e non il tesoriere dello SMERSH. Questo ha reso, a mio parere, il personaggio cinematografico ancor più interessante.

Christopher Lee interpreta Francisco Scaramanga, spietato e infallibile killer che uccide con una pistola d’oro, una pallottola pure d’oro e, di solito, un solo colpo, al modico prezzo di un milione di dollari a vittima. Talmente bravo da essere quasi un “anti-Bond” quanto ad azione. Ha un bel po’ di risorse a sua disposizione tra cui un’auto volante e un’isolotto con una villa in cui attira i migliori avversari, per sfidarli in un’arena piena di illusioni ottiche. Ed è, naturalmente, un pazzo violento. Il film in cui compare, L’uomo dalla pistola d’oro, è piuttosto scialbo, ma si salva proprio per la presenza di Lee e della bravura con cui dà vita al personaggio, rendendolo più affascinante di quel che sarebbe.

Il Dr. No è un personaggio fantastico. Sembra riunire in sé gran parte degli stereotipi di un supercriminale: eloquio sibillino, tecnologie avanzate, ricchezza, gusto estetico a metà tra il raffinato e il pacchiano, frotte di sgherri al suo servizio, una infermità fisica piuttosto orrida (protesi meccaniche alle mani) e, per di più, un’origine etnica asiatico-tedesca, che rimanda al nazismo e al “pericolo giallo“. Naturalmente è crudele e fa una fine orribile. In effetti, è il primo e quindi il capostipite dei nemici di Bond (nei film), e ne racchiude le principali caratteristiche. E’ interpretato da Joseph Wiseman. Pare che a lui sia ispirato il criminale Mr. Han, nemico di Bruce Lee in I 3 dell’Operazione Drago.

“Il primo colpo non ti ucciderà. E nemmeno il secondo. E nemmeno il terzo. Dovrai strisciare fin qui a leccarmi i piedi!”. Così si può riassumere il caratterino del tirapiedi Red Grant. Scagnozzo di Rosa Klebb, è un assassino sadico, ma non stupido: possiede un addestramento professionale da fare invidia a qualsiasi agente, tanto da farsi passare per agente lui stesso e ingannare Bond senza difficoltà. Ma come tutti i criminali dominati dal gusto per la violenza, si perde in chiacchiere e giochetti sadici invece di andare dritto al punto. E a Bond basta questo… Complice anche l’interpretazione “sentita” di Robert Shaw, questo personaggio è forse uno dei più inquietanti, perché dà l’idea di essere vero, realistico, come tanti delinquenti di cui si sente parlare tra criminalità organizzata, torturatori di professione e pazzi omicidi. Decisamente qualcuno con cui non si vorrebbe mai avere a che fare (Odd Job e Squalo non li incontresti mai nella vita reale, Grant invece sì).

Altri che meritano una menzione sono sicuramente Rosa Klebb di Dalla Russia con amore, dura e malvagia come nessun’altra donna in 007 (interpretata da Lotte Lenya – una donna che, anche con tutto il ben volere, non può essere considerata sexy, ma proprio per questo sa di essere la più forte di tutte); Raoul Silva di Skyfall, terrorista informatico, amico tradito e pazzo furioso con qualche complesso di Edipo (interpretato da Javier Bardem); e Le Chiffre di Casino Royale, per la sua diversità: un crminale che ha fatto male i conti e rischia grosso, tortura Bond in maniera semplice e crudele, non può contare né su ricchezza (che ha perso senza possederla nemmeno), né su ritrovati tecnologici o altro, ma solo sulla sua abilità al gioco d’azzardo. Nel film ufficiale è interpretato da Mads Mikkelsen, nel film parodia del 1967 da Orson Welles e nell’episodio TV del 1954 da Peter Lorre.

Per un quadro esaustivo di tutti i nemici principali di 007, rimando alla lista dei cattivi nei film di James Bond, di Wikipedia, dove trovate anche altre correlate su tirapiedi, veicoli, gadget ecc.

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