Nozione di fatto giuridico (2006)

Oddio, quale scheletro uscì dall’armadio: un testo scritto otto anni fa per una sezione di un sito giuridico, poi mai realizzato, poco prima che rinunciassi definitivamente agli studi di diritto (per dedicarmi alla filosofia). Doveva essere un esperimento, una sorta di osservatorio giornalistico sugli eventi della giustizia italiana, dal titolo, appunto, di Fatti giuridici. Il testo in questione doveva presentare la sezione ed era stato scritto originariamente da un praticante in uno studio legale, che però aveva usato uno scarno linguaggio tecnico. Mi fu chiesto di “ornarlo” un po’, rendendolo più scorrevole e interessante anche per chi non mastica termini e concetti giuridici. A rileggerlo adesso capisco tante cose, da come già allora preferissi nettamente argomenti filosofici, a come davvero il diritto non fosse materia mia, ad altre rimembranze del tempo che fu… oggi lo scriverei in maniera diversa; comunque sono quasi sicuro di ricordare che gli ultimi due capoversi sono rimasti gli originali dell’aspirante avvocato. Provo un certo imbarazzo, ma è comunque una testimonianza di un impegno che, in realtà, proprio oggi sto riprendendo: lo studio della legge in quanto momento di reazione istituzionale a sintomi e movimenti della società, ossia in quanto rapporto tra Stato e cittadini.

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  Fatti giuridici

Il nome di questa sezione del sito, ad occhi inesperti o distratti, potrebbe sembrare strano: per alcuni risulterebbe troppo generico e impreciso, per altri forse stranamente (inutilmente?) specifico; quasi come se si fosse cercato di definire uno “spazio vitale” senza contorni netti, con un nome che a suo modo desse adito alle più svariate interpretazioni per poterne rendere duttile l’utilizzo. In realtà non è così, in quanto il cosiddetto “fatto giuridico” ha una sua definizione abbastanza chiara, pur essendo sostanzialmente questione di dottrina. Occorre quindi sgombrare il campo dalla maggior parte dei dubbi dando una nozione di “fatto” che delimiti, per lo meno, il tipo di argomenti che in questa sezione saranno osservati.

Si può dire che qualsiasi evento idoneo ad avere rilevanza giuridica si definisce come “fatto”. La possibilità di definirlo come tale, quindi, risiede innanzitutto nella conseguenza che l’evento produce e che l’ordinamento riconnette al verificarsi del fatto stesso. In assenza di conseguenze, dunque, non si parlerà di “fatto” in senso giuridico, bensì di evento in generale, di accadimento ecc.

Il primo punto è quindi la conseguenza giuridica che fa assurgere un evento a “fatto” in senso giuridico, proprio perché essa lo rende giuridicamente rilevante. Il secondo punto è speculare: la conseguenza è un effetto, cioè è prodotta da una causa; questa causa è, appunto, il “fatto”, ma esso è a sua volta reso causa dall’ordinamento giuridico, che ne prevede la rilevanza. Ciò sta a significare che da un lato il “fatto giuridico” si definisce in base alle sue conseguenze, dall’altro che queste conseguenze lo definiscono perché si riconnettono a ciò che l’ordinamento giuridico pone come condizione per ritenere un evento “fatto”.

Il termine “fatto”, utilizzato in senso giuridico, sta dunque ad individuare tutti quei comportamenti e quegli atti che producono effetti giuridici. Proprio dell’osservazione di questi fatti, quando siano di particolare interesse, si occuperà questa sezione.

Entrando un po’ più in profondità, si può rilevare come vi sia una natura in un certo senso dialettica nella ricerca della definizione di “fatto giuridico”. Già nei punti principali della nozione si nota la reciproca influenza di causa ed effetto, non così lineare come potrebbe essere, bensì comprendente due aspetti speculari che danno origine ad una situazione “superiore” ad essi, che li ingloba.

Andando oltre, autorevole dottrina insegna come gli effetti dei fatti giuridici siano sempre e solo di tre specie: costitutivi, modificativi o estintivi di una situazione soggettiva; questo implica necessariamente che essi lo siano anche di un rapporto giuridico, ossia del rapporto tra due o più situazioni soggettive, quindi la nozione di “fatto giuridico” ha una ulteriore espansione verso una pluralità di soggetti.

Si può cogliere, infine, il concetto di fatto giuridico attraverso la lettura di una norma come l’art.1321 c.c. che fornisce la nozione di “contratto”, definendolo l’accordo diretto a costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Se ne ricava che la nozione di “fatto” comprende quella di contratto, così come comprende quella più ampia di negozio giuridico e quella di atto in senso stretto. Ed infatti il discrimine tra questi tre fatti, dato dalle peculiarità che differenziano l’uno dall’altro (effetti che si riproducono indipendentemente dalla volontà sull’atto in senso stretto; effetti conseguenti alla manifestazione di volontà nel negozio; natura patrimoniale del rapporto giuridico nel contratto), non incide sulla nozione unitaria di “fatto” che accomuna le diverse ipotesi: in esse si riscontra sempre un evento produttivo di effetti costitutivi, modificativi o estintivi di situazioni soggettive.

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Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basta sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

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