Maschere, canali e gondole

Venezia è una città meravigliosa. Mi direte “bella scoperta”, eh sì, è stata una scoperta sul serio: non c’ero mai stato e, per di più, una quindicina d’anni fa mi rifiutai categoricamente di andarci con famiglia e amici, perché era una cosa che facevano tutti e io dovevo “distinguermi” dalla massa. Ribellismi giovanili, sapete com’è. Nel corso degli anni ho cominciato però a pensare a chi viaggiava da ogni parte del mondo pur di vederla, mentre io, italiano, a pochi chilometri di distanza (relativamente), non conoscevo questo unicum.

Finché mia moglie non ha deciso di farmi una sorpresa! Mi ha annunciato di portarmi in viaggio come regalo di compleanno, ma senza dirmi dove. Io non ho fatto nulla per scoprirlo, ma avevo immaginato di tornare da qualche parte già visitata (anche perché era giusto un fine settimana); quando lei si è lasciata sfuggire “non vedo l’ora di andare con te a Ma…”, ho capito che intendeva l’adorata Madrid e le ho detto che mi dispiaceva di aver indovinato. Lei mi ha risposto che non voleva farsi sfuggire che mi portava a MALTA e io sono rimasto un po’ perplesso: sarà certamente bellissima, però non ho mai pensato di andare lì, non ne ho mai parlato… comunque, ero incuriosito. Il giorno della partenza ho messo la giacca e lei mi fa “ma non metti il bomber?? ci sono -2 gradi!” e la cosa mi ha insospettito perché le previsioni per Malta erano di 17… ma ok, che ne so, le ondate di freddo anomalo arrivano dappertutto. Arriviamo in aeroporto e al check-in il tizio (cortese come un cobra) chiede dove siamo diretti: quando lei ha detto “Venezia!”, ho pensato “facciamo scalo a Venezia per arrivare a Malta?!” e invece BUM, era la vera destinazione! Inganno perfetto, mi aveva sviato apposta con quel “Ma…”!

E così, grazie a lei, ho finalmente saldato il debito. Venezia è splendida e inquietante, bellissima nelle sue parti più appariscenti e spaventosa nel dedalo dei suoi oscuri vicoli, antica e vivacemente moderna. Piazza San Marco, inutile dirlo, è meravigliosa; la Riva degli Schiavoni tutta è bellissima, col Palazzo Ducale e l’annesso carcere, con quel simpaticissimo Ponte dei Sospiri che conduceva i prigionieri verso il loro ineluttabile destino (e tutti lì sotto a sospirare per il motivo sbagliato, hahahaha). I vicoli sono un labirinto quasi inestricabile, orientarsi a naso vuol dire perdersi, e quasi ho fatto congelare mia moglie pur di non chiedere informazioni sulla strada (ma dopo questa volta ho deciso di rinunciare a questa mania da macho), e sono vicoli stretti, poco illuminati e silenzioni, che nel buio delle ore notturne danno i brividi anche se la città è una delle più sicure. Inevitabile un giro in gondola, tra i canali meno conosciuti, immersi nel silenzio anche di giorno (quasi cado in acqua, chiaro!). Invece il Ponte di Rialto non è un granché, o meglio è molto bello con le sue gallerie, però non mi ha colpito più di tanto. Invece è stato bellissimo vedere come tutto si svolga sull’acqua come in strada: taxi, vaporetti e motoscafi che si muovono come autobus e macchine! Come credete che funzioni il trasporto pubblico, lì? Troppo forte. L’acqua è fetida e ha uno strano colore, ogni tanto sembrava di stare sul Tieté a San Paolo. Certo, la città è piccolina, più di quanto pensassi, e già la seconda sera non avevamo molto da visitare, però abbiamo mangiato bene, l’albergo era ottimo e la gente molto ospitale. Viva la bassa stagione! Andateci. E visitate anche Murano, molto carina; la lavorazione del vetro è uno spettacolo (consiglio la fornace “Marco Polo”).

Inauguriamo così la categoria Viaggi, tie’.

Aggiornamento: dimenticavo le maschere! Tra le infinite varianti sui temi classici e le stramberie più estrose, ne abbiamo viste di eccezionali. Un artista in particolare ne vende alcune originalissime sulla parte esterna di San Marco, verso gli ultimi imbarcaderi prima della fine della riva: ogni maschera ha una storia e la più carina è quella del Non Fantasma, una maschera creata a partire da ciò che rimane della base intagliata da cui ha ricavato la maschera del Fantasma dell’Opera. Negli spazi vuoti ha aggiunto una linea sinuosa che sembra DNA, perché possa ricostruirsi. Per di più, stavo per comprarmi un mantello, perché trovo che, sebbene fuori moda da un secolo, sia un capo d’abbigliamento fantastico per un uomo.

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Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basta sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

2 responses to “Maschere, canali e gondole

  • redpoz

    anche io, pur abitandvicinissimo ed andandovi abbastanza di frequente tendo a dimenticare la bellezza di Venezia.

    due anni fa, c’è voluto lo sguardo fresco di un amico cileno a mostarmi le ambulanze in barca per farmi ricordare quanto unica sia la città!

    • GoatWolf

      E poi mi è sembrata molto aperta, cosmopolita, e fiera della sua storia: andando a Murano siamo saliti sul mototaxi, che traballava un po’; mia moglie ha scherzato sul fatto di scivolare e far ribaltare lo scafo, e il tassista ha risposto qualcosa come “non si preoccupi, signora, sono mille anni che navighiamo”. Quante persone possono avere l’orgoglio di dire una cosa del genere, di sentirsi parte di una storia comune? Fantastico.

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