Abbassa la cresta, Klingon!

Se siete fan sfegatati di Star Trek, sapete già di cosa sto per parlare. Perciò questo articolo è per tutti gli altri, che non sanno nulla della differenza tra i Klingon della serie classica e quelli successivi.

Io, a dire il vero, pur essendo fan di Star Trek non posso definirmi uno “sfegatato”: non conosco nei minimi particolari le storie, le linee temporali, le caratteristiche di ogni singolo personaggio e le varie discrepanze tra episodi di serie diverse (per esempio non mi sono mai posto alcuna domanda sulla questione dei quadranti in cui è suddivisa la galassia). Ciò nonostante seguo questo universo fantascientifico sin da bambino, ho visto molte puntate e quasi tutti i film. Posso dire, per esempio, di preferire per molti versi l’equipaggio di The Next Generation; tra le specie aliene, mi stanno terribilmente antipatici i Romulani, mentre i miei preferiti sono, appunto, i Klingon – fatto salvo il fascino della logica vulcaniana. Inoltre, soprattutto oggi, posso sottolineare l’affinità etica con la Federazione dei Pianeti Uniti, o almeno con lo spirito che anima le missioni della Flotta Stellare e dunque dell’Enterprise, nella sua missione quinquennale alla ricerca di strani, nuovi mondi, per giungere là dove nessun uomo è mai giunto prima.

Chiunque abbia anche solo sbirciato all’universo di Star Trek, ha notato la minacciosa appariscenza dei Klingon: un aggressivo popolo di guerrieri, fieri e brutali, la cui principale caratteristica fisica è una massiccia cresta frontale, barba e baffi alla Gengis Khan, vestiario da samurai del futuro e armi spaventose. Quando li ho visti nei film, avevo solo una vaga reminiscenza di qualche episodio della serie classica in cui apparivano; ricordavo l’aspetto da guerrieri mongoli, però non mi sembrava di ricordare alcuna cresta, già dall’impatto visivo dell’attaccatura dei capelli (“normale” nella serie classica e molto all’indietro nei film per la fronte larga e crestata). All’epoca era impossibile verificare se non aspettando che passasse in tv qualche episodio classico, e nella mia immaginazione pensavo a un trucco più semplice, a qualche disegno sulla fronte; quando poi ho potuto usufruire di database adeguati, ho constatato che nella serie classica i Klingon non avevano differenze significative con gli umani.

La cosa non deve sorprendere: si tratta di una differenza di budget e materiali di trucco tra la vecchia serie e i film, quindi le serie successive. All’epoca, nel 1967, i trucchi prostetici erano estremamente costosi e la produzione di Star Trek non aveva fondi sufficienti per realizzare caratteristiche fisiche differenti per ogni singola specie aliena, quindi anche volendo non era possibile andare oltre a quel poco di caratterizzazione che identificava i Klingon. A partire dai film la situazione è cambiata e questa specie è stata dotata di costumi e trucchi ben più complessi, fino alla creazione di una loro lingua per alcune scene (altra cosa interessante, si veda qui). Per me, tutto ciò era sottinteso e non mi ha creato problemi.

Per i fan sfegatati invece, sempre pronti a discutere fino allo sfinimento per trovare giustificazioni alle discrepanze nella continuità (non solo nella storia come pure nell’estetica), questo argomento sembra aver assunto un’importanza a-b-qualcosa e di teorie ne esistono a bizzeffe. Secondo i trekker, semplicemente non è possibile che da un momento all’altro i Klingon abbiano una cresta sulla fronte: forse si sono evoluti biologicamente, o hanno adottato pratiche rituali simili ai nostri tatuaggi, insomma è successo qualcosa di cui non siamo a parte. Qui allora si trova, secondo me, uno dei primi esempi di attenzione alle idee dei fan per una serie tv: i produttori sono riusciti a tirar fuori una storia piuttosto complessa che spiega la questione delle creste frontali e delle differenze culturali tra le due versioni dei Klingon, con una soluzione a mio avviso creativa.

Klingon cranial ridges dissolveIn un’epoca antecedente all’ambientazione della serie classica, i Klingon entrarono in possesso di una nave spaziale terrestre, al cui interno erano stati conservati criogenicamente degli embrioni risalenti alle Guerre eugenetiche della fine del XX secolo. Questi emrbioni umani erano stati geneticamente modificati per dar vita a superuomini, dotati di enorme forza fisica e avanzate abilità mentali rispetto a un comune essere umano (il frutto più importante e pericoloso di questi esperimenti era stato il tiranno Khan Noonien Singh, protagonista di un famoso episodio della serie classica e poi ripreso in uno dei film di maggiore successo, Star Trek II: l’ira di Khan). Temendo che la Federazione volesse usare l’ingegneria genetica per produrre supersoldati e attaccare l’impero Klingon, i più abili medici di quell’impero iniziarono a studiare la biologia degli embrioni per produrre un virus in grado di aumentare la forza e la mente dei Klingon stessi. I risultati furono disastrosi: oltre all’aumento di forza e di intelligenza, i soggetti diventavano folli e incontrollabili, spesso morendo dopo una terribile agonia. I pochi sopravvissuti acquisivano caratteristiche umane, come la meschinità e la vigliaccheria sul piano morale, mentre sul piano fisico si dissolvevano le creste craniali. Quando poi uno dei soggetti sperimentali si scoprì affetto da febbre Levodiana, il virus genetico si fuse col virus della malattia e divenne contagioso, dando origine a un’epidemia che rischiò di spazzare via l’intera specie dei Klingon. In seguito, con l’aiuto della Federazione, l’epidemia fu fermata, ma ancora anni dopo i figli dei contagiati mantenevano caratteristiche umane, tra cui l’assenza congenita della cresta sulla fronte – e questi discendenti sono appunto i Klingon della serie classica.

Klingon invasion of Organia

Oplà, tutto risolto! E con un bel po’ di episodi tra varie serie!

Certo, alcuni dubbi mi sorgono: possibile che non ci siano stati scontri tra i klingon “normali” e quelli diversi? Che siano sempre stati accettati in quanto guerrieri, sebbene meno avvezzi a tutte quelle ossessioni per l’onore e la morte in battaglia? Chissà, dovrei vedere tutti gli episodi questa saga, ma al momento non c’è bisogno di fare il trekker. Mi basta di condividere il piacere di questa storiella.

Informazioni su GoatWolf

Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basta sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

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