Da un po’ di tempo sto rimuginando un post sull’ideologia dei Khmer Rossi, pazzi criminali che per mio sommo dispiacere scelsero di definirsi, in un modo tutto loro, “comunisti” e che massacrarono la Cambogia dal 1974 al 1979, prima che altri comunisti, continuamente provocati per motivi di nazionalismo (ossia i vietnamiti), decidessero di dare una spallata al loro regime. Oggi leggo sul blog di un amico che il Tribunale chiamato a giudicare i crimini di questi mostri sta per chiudere i battenti per mancanza di fondi, anche grazie alla ritrosia dei paesi più ricchi di finanziarne l’attività (perché pare “ci hanno grossa crisi”). Sconcertante, quanto meno. E si va ad aggiungere alle tante storie degradanti di ingiustizia che fioccano per il mondo…

redpoz

A quanto pare, ultimamente sono destinato a scrivere solo post tristi….
Sto lavorando ad uno sulla situazione in Egitto, ma sarà perché la cosa mi affascina poco ultimamente o perché nuove notizie sopraggiungo, non riesco a completarlo.In questo caso, una notizia dalla Cambogia mi impone di rinviare. Una notizia che mi rattrista molto, che mi colpisce nel personale più di quanto forse dovrebbe. Una notizia che mi sa di ingiustizia e che mi fa arrabbiare, probabilmente di frustrazione.

Secondo il quotidiano inglese The Guardian, infatti, la Corte internazionale-cambogiana Extraordinary Chambers in the Courts of Cambodia (ECCC- sito) istituita per giudicare i crimini commessi durante il periodo della Kampuchea Democratica sotto il regime dei Khmer Rossi, potrebbe chiudere per mancanza di fondi.
La Corte non ha mai navigato in buone acque: la sua creazione è stata difficile ed osteggiata da molti in Cambogia (in primis, il primo ministro

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Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basta sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

5 responses to “

  • redpoz

    ti ringrazio di aver ri-pubblicato il mio post e, sperando di far cosa gradita, rispondo anche qui da te ad entrambi i tuoi commenti.

    sul recupero del materiale processuale per farne un documentario: il centro di pubbliche relazioni della Corte sta già facendo un grande lavoro in questo senso in Cambogia, lavorando proprio con i destinatari ovvero i cambogiani.
    all’estero, purtroppo, interessa poco.
    farlo da parte di terzi, è difficile per ovvie ragioni di segretezza. ci sono comunque diverse opere interessanti (una l’ho citata anche da me in un precedente post, https://redpoz.wordpress.com/2012/03/23/ladies-and-gentlemen-the-khmer-rouges/)

    sul secondo punto, riconosco anche io che l’ideologia dei Khmer Rossi (o forse sarebbe più corretto dire, la loro pratica politica) ha elementi molto interessanti: l’attenzione per le giovani generazioni, i matrimoni di massa, il rifiuto della medicina e delle culture occidentali… forse è un pò perverso, ma trovo queste “devianze” politiche molto, molto interessanti.

  • GoatWolf

    Ti ringrazio molto per le segnalazioni bibliografiche, mi interessano molto🙂

    Mi piace la correzione, in effetti non esiste una vera e propria ideologia quanto una pratica politica, ed è questo che rende se possibile ancor più complesso un eventuale articolo sui Khmer Rossi, perché nel parlare della loro commistione di maoismo estremizzato (il che è tutto dire), nazionalismo autarchico e tradizionalismo, in assenza comunque di scritti teorici di alcun tipo, non si può mettere da parte la comprensione dell’intera storia culturale khmer.

    Il fascino che deriva da esperienze del genere lo capisco bene, è lo stesso che mi spinge a valutare positivamente le idee alla base della Rivoluzione Culturale cinese, o a studiare i comunicati dei gruppi della lotta armata antimperialista (BR, RAF, Weather Undergound ecc.), e non ci vedo nulla di perverso; il problema resta sempre la conseguenza iperbolica dell’adozione di una “linea di massa” che si innesca come um meccanismo cieco fino alle estreme conseguenze, perdendo di vista il senso originario del progetto, e intanto ci vanno di mezzo le persone reali. Se riuscissimo a studiare con serenità, però, qualcosa di buono lo recupereremmo e ci potrebbe essere utile.

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