The Punisher (1989)

 Come on, God, answer me… for years I’m asking why, why are the innocent dead and the guilty alive? Where is justice? Where is punishment? Or have you already answered, have you already said to the world here is justice, here is punishment, here, in me…

Finalmente pubblicato in dvd The Punisher, del 1989 con Dolph Lundgren nei panni di Frank Castle, il primo film sul supereroe della Marvel Comics, all’epoca uscito in Italia col titolo Il Vendicatore.

Adoro questo film, davvero. Ha una atmosfera cupa e violenta come certi noir che oggi non esistono più, unito a delle buone scene d’azione rese più dure dall’accento sullo scontro frontale, meno esplosioni e più sparatorie/corpo a corpo. La maggior parte delle scene è ambientata di notte e le poche diurne hanno colori pallidi e cieli nuvolosi. La colonna sonora è il punto più forte del film: orchestrata da un certo Dennis Dreith ed uscita su CD solo alla fine del 2005, ha una suggestiva commistione di frenesia e lentezza, adattandosi sia alla natura d’azione del film, sia alle scene di dialogo più lente. Molto evocativa sin dai titoli di testa, per questo ne lascio un link qui sopra (una playlist con tutti i brani). Persino Dolph Lundgren, che a me sta molto simpatico ma che non sa recitare per niente niente niente, in questo film presta la sua espressione spesso marmorea e il suo sguardo solitamente vacuo ad una rappresentazione di Frank Castle che si integra alla perfezione con lo stile del film: alienato, psicotico, stanco, inarrestabile, una macchina di vendetta con un solo obiettivo, un solo scopo da perseguire fino alla fine. Alcune battute sono memorabili, come lo sono i personaggi che si trascinano per le strade di una irriconoscibile Sidney (Australia); la scena del poliziotto che urla il nome di Frank dall’alto del grattacielo dà un senso di solitudine e disperazione come poche altre, almeno per la mia sensibilità. Inoltre è evidente l’influenza su film successivi e più importanti: l’assalto iniziale alla villa del mafioso è visibile nella scena iniziale di Leon, mentre la donna a capo della Yakuza ha influenzato in maniera evidente Kill Bill. Poco fedele al fumetto (non sfoggia la mitica maglietta col teschio, la storia è riadattata senza riferimenti al Vietnam, niente “giornale di guerra”, nessun altro comprimario conosciuto, la famiglia muore in un modo diverso per motivi diversi ecc. ecc.), ne riprende però lo spirito di fondo e secondo me lo interpreta meglio dei film più recenti, nonostante questi siano, data la fortuna recente del genere, dei fumettoni in carne e ossa (a dire il vero non ho ancora visto Punisher: War Zone, ma il precedente con John Travolta riporta pari pari alcune scene della miniserie Bentornato, Frank).

Insomma è il mio preferito, non solo come film del Punitore, ma proprio come film d’azione.

 I still talk to God sometimes… I ask him if what I’m doing is right or wrong… I’m still waiting for an answer… and until I get one, I’ll be out there… waiting, watching… the guilty will be punished.

Informazioni su GoatWolf

Sono alquanto riservato sulla mia vita, perché spesso le persone si lasciano influenzare da pregiudizi più o meno inconsapevoli sulla provenienza, l'età o il lavoro di qualcuno. Basta sapere che cerco di mantenere la mente aperta, mi piace il pensiero critico, detesto l'ignoranza arrogante e scrivo solo per passatempo, sulla filosofia, la storia, la politica, la musica, il cinema e i viaggi. Vedi tutti gli articoli di GoatWolf

4 responses to “The Punisher (1989)

  • copyisteria

    Mi hai messo voglia di vederlo, non lo conoscevo. Conosco solo quello recente con John Travolta in panni del cattivo e non mi è piaciuto granchè.

    • GoatWolf

      E’ una perla rara, andò male quando uscì e oggi quasi nessuno ne parla, se non i fan di Lundgren e dei film d’azione del periodo (fan americani, più che altro).
      In Italia poi non credo sia nemmeno considerato un film sul Punitore, avendo un titolo irriconoscibile e, tra l’altro, identico a un successivo film con Steven Seagal. Ho atteso anni che uscisse in vhs/dvd (la prima volta che lo vidi, in tv, era credo la metà degli anni Novanta), cosa che è avvenuta l’anno scorso ad opera di una sconociuta casa di distribuzione; penso rimarrà l’unica edizione italiana sul mercato per ancora molto tempo. Non si trova nemmeno nei cofanetti su Lundgren. Eppure vale la pena, è ingiustamente sottovalutato.
      Quello “nuovo” è fiacco, soprattutto (per me) a causa dell’attore principale: quello non è tagliato per l’azione, lo vedo meglio nel genere thriller/horror, tipo “The Myst”, dove fa un lavoro decisamente migliore, e nelle commedie sentimentali.

      Approfittando: a quando una recensione di “Prometheus”? O la hai già fatta e me la sono persa?😉

  • GoatWolf

    Pingback: https://goatwolf.wordpress.com/2013/01/26/ghost-riders-in-the-screen/

    […]Certamente un personaggio tormentato e oscuro tanto quanto Daredevil, The Punisher (del cui primo film ho parlato qui) o Batman, per di più calato nel soprannaturale[…]

    (all’epoca non avevo capito come funzionava e cancellai, ora rimetto le cose a posto)

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