I filosofi di Prokofiev

Un compositore che davvero non conoscevo era Prokofiev. Non sapevo nulla di lui, se non che fosse uno dei maggiori compositori sovietici. Qualche tempo fa ho scoperto per puro caso che un brano di una sua opera mi ha sempre seguito da quando ero piccolo.

Ci sono alcuni film che vedi da piccolo e ti rimangono impressi per molti motivi, ad esempio perché sono stati un momento di condivisione con tuo padre. Uno di questi è stato Danko, 1988, di W. Hill con Schwarzenegger e Jim Belushi, che io ho visto alcuni anni dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica e, nel primo approcciarmi alla politica, mi era sembrato un film eccezionale. Le sequenze iniziali del film sono state girate in URSS (grazie alla Perestrojka) e la colonna sonora è bellissima, un potente coro misto che intona un canto dell’Armata Rossa… o così credevo io. Infatti ho recuperato negli anni moltissimo materiale del Coro dell’Armata Rossa diretto da Alexandrov, ma non ho mai trovato quella particolare canzone. Solo una cosa mi era sembrata stranamente riconoscibile: la parola “filosofi”, ripetuta varie volte, che però poteva essere una mia impressione, un fraintendimento di suoni.

Ebbene poco tempo fa, cercando tutt’altro, su YouTube notai un video nei suggerimenti che riproponeva la colonna sonora di Danko; ascoltandolo mi accorsi di un altro suggerimento, “Prokofiev – The Philosophers”, scoprendo così che il brano tanto cercato non era del Coro dell’Armata Rossa, bensì un movimento di un’importante opera del compositore russo, la Cantata per il XX Anniversario della Rivoluzione d’Ottobre – e qui mi si è aperto un mondo.

Quest’opera fu composta usando come testo cantato brani di scritti e discorsi di Marx, Lenin e Stalin, seguendo la sequenza storica dalle elaborazioni teoriche sulla rivoluzione comunista nell’Ottocento, all’organizzazione politica rivoluzionaria in Russia e la vittoria dei bolscevichi nel 1917, fino alla proclamazione della Costituzione nel 1936. Il brano in questione, I filosofi, è il secondo movimento e sillaba l’undicesima delle Tesi su Feuerbach, la famosa “I filosofi hanno soltanto diversamente intepretato il mondo, ma si tratta di trasformarlo“. Per vari motivi la burocrazia staliniana, dopo un iniziale interesse, decise che non andava bene per le orecchie del popolo e non diede mai il permesso di eseguirla, tanto che la prima esecuzione in pubblico avvenne negli anni Sessanta, una decina d’anni dopo la morte di Prokofiev.
[Per ulteriori informazioni su quest’opera, vi rimando alla pagina di Wikipedia]

A questo punto mi sono stupito della cultura e del gusto di James Horner, l’autore della colonna sonora di Danko, un film che in fondo è pur sempre per appassionati del genere d’azione, il quale ha orchestrato una sua personale versione del movimento per i titoli di testa, di cui vi lascio il video.

 

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